Ascolta, che storia ti devo raccontare Proprio ieri mi sono trovata a pensare a tutto quello che è successo a casa di mia mamma. Senti qua.
Era notte fonda, quando mi suona il telefono. Mamma, in lacrime:
Figlia mia, cè un incendio, stiamo andando a fuoco!
Sentivo lo scoppiettio delle fiamme, un casino, urla Mi sono svegliata allistante, come se mi avessero dato una secchiata dacqua in faccia.
La casa di mamma, a una quindicina di chilometri da Modena, era grande, sì, ma vecchia. I paesi intorno crescevano, la città si avvicinava – mi sono messa a ripensare a quanti anni potesse avere quella casa Ne sono passati, eh! pensavo tra me e me.
Laveva costruita ancora il bisnonno di papà, poi il nonno aveva aggiunto tanti anni fa una mansarda per lestate, che dopo, ristrutturazione su ristrutturazione, era diventata riscaldata anche dinverno. Poi avevano allungato la casa e costruito una veranda. Da fuori sembrava ancora bella solida, ma a viverci dentro ti accorgevi che dinverno era una ghiacciaia, destate umida come una cantina a Bologna.
Casa che piano piano marciva, si sbriciolava in silenzio. Lo sapevano tutti, eh, sarebbe stato da buttare giù Però mamma niente: lei voleva solo rimetterla a posto. Era rimasta sola da quando papà se nera andato, quindi decideva lei.
Di soldi ne ho giusto per il restauro, mica per costruire ex novo.
Mamma, ma che te ne fai tu di una casa così grande? Con quei soldi un appartamento piccolo te lo sistemi bene! E magari avresti più spazio per tutte le tue piante
Su, ci ho provato mille volte, a convincerla. Mio fratello Andrea ovviamente sempre dalla sua parte.
Non capisci, Bianca, questa è la nostra casa di famiglia! Non si butta via niente, basta un restauro e sarà come nuova.
Era sempre così: lui con mamma, mamma con lui. Le mie idee le prendevano sempre come un attacco, anche se lasciamelo dire erano le più sensate.
Alla fine ci avevo rinunciato: se ti ostini così, fate pure come volete!
Un giorno
Però, tesoro, servirebbe anche il tuo aiuto. Magari poco, se i soldi non bastano. Ho messo via qualcosa, la casa della zia lho venduta: a cosa mi serve un appartamento a Bari che nessuno usa?
Hai venduto la casa a Bari per questi lavori? Ma qui ti ci veniva una villa nuova!
Ma era solo metà mia, laltra metà è andata al figlio della zia. Mi ha comprato la quota lui, anche troppo poco, ma non cera altra soluzione.
Mi sarebbe venuto istinto di urlare Tu non hai bisogno di soldi, nemmeno noi! Ma che ci vuoi fare
Passa un mese, e altra telefonata nel cuore della notte. La casa era in fiamme, già finita ormai. Con mio marito Paolo siamo arrivati che cera solo la cenere.
Lui subito:
Bianca, tua mamma può stare in uno dei nostri appartamenti a Modena. Quello su via Leopardi è libero, è perfetto.
Avevo pensato la stessa cosa, però quellappartamento è tuo.
Ma dai, è nostro, Bianca! I mobili ci sono già, le serve qualcosa di personale la aiutiamo a prenderlo.
Così abbiamo trasferito mamma, siamo andati a prendere quello che mancava, sistemato tutto. Un giorno, arrivo senza avvisare volevo vedere come stava e portarle della spesa. Entro, e in soggiorno acceso il televisore… quello che le avevamo regalato per il compleanno! E il profumo del caffè? Ma non era tutto bruciato?
Mamma, ma il televisore non era andato perso nellincendio? E la macchinetta del caffè?
Ma che sei pazza? Rubato? Ma no, ho portato via tutto prima dellinizio lavori! Ho detto alla compagnia di assicurazione che era bruciato tutto, così almeno un po di soldi li ho presi Mica male eh! I mobili invece li ho dati ad Andrea, che nella nuova casa non aveva nulla. E i miei lenzuoli? Figurati se se li prendevano
Andrea ha comprato casa? Ma con che soldi?
E io che ne so! Saranno affari suoi.
Ho iniziato a capire che mia mamma non mi diceva tutto. Ma direttamente a me, non lo avrebbe mai ammesso. Però il tempo mette tutto in chiaro, lho sempre saputo: per Andrea, il figliolo sfortunato, lei avrebbe dato tutto. E io Mi sentivo sempre quella presa in giro.
E cosa ne farai delle rovine, mamma? Vuoi vendere il terreno? Hai la liquidazione dellassicurazione.
Che vuoi farci, tutto andato. Vendo il pezzo di terra, tanto ho dove stare. Per fortuna la figlia sè fatta strada! Andrea invece, poverino, solo debiti su debiti
Ma perchè non ti compri una casa tutta tua, con quei soldi?
E lappartamento di Paolo che cosè, allora? Mi vuoi cacciare?
Quella è casa di Paolo
Ma sì, tanto non ci rimetterete!
Se vuoi, possiamo ricostruire, magari è la volta buona per un vero comfort…
No, ho deciso, vendo tutto. La casa sarebbe toccata a uno dei figli maschi e Andrea ormai vuole stare solamente in città.
Così, dicevo anche a Paolo: dobbiamo comprare il terreno, perché se la lasciamo andare, chissà che succede. Ma mamma non ce la voleva vendere direttamente, si sapeva già come sarebbe andata. Meglio fare tutto per bene, diceva Paolo.
Alla fine, quando ha messo il terreno in vendita, labbiamo comprato noi. Ora hasoldi, trovati una bella casa, mamma! Ma indovina? Niente, tutto ad Andrea, che ancora non si sapeva gestire coi soldi.
Io e Paolo abbiamo messo insieme tutti i nostri risparmi, anche un bel mutuo, e abbiamo costruito la casa dei nostri sogni. Il lavoro non mancava, con le case che avevamo in affitto era tutto più facile.
Mamma non comprò mai una casa sua, dava tutto al povero Andrea, sempre in crisi con lipoteca, sempre nei casini. E lassicurazione? Quella non glielhanno mai sganciata, perché si sospettava la storia dellincendio era una bella messinscena e tutto il valore della casa era stato portato via prima!
Quando veniva a trovarci:
Da voi si sta proprio bene, cè tanto spazio. Andrea invece è stretto, coi ragazzi grandi che hanno bisogno delle loro stanze
Mamma, io lho detto in tempo: dovevamo costruire qui, insieme!
Ora vi propongo una cosa: vi cedo la vostra casa a Modena e io torno qui da voimagari anche con Andrea. Tanto la casa, da generazioni, passa ai figli maschi!
Io la guardavo Senti, ma ci hai mai pensato che ormai il titolo della casa è nostro e basta? Tutto quello che era rimasto era finito da Andrea da tempo. Ora, almeno, potevamo vivere tranquilli. Andrea non ha mai trovato pace. A lui tutto sembrava dovuto, ma era sempre la mamma a correre a salvarlo.
Un giorno è venuto a trovarci Luca, mio cugino di Milano.
Dai, sono venuto a vedere la povertà della famiglia la zia continua a dire che fate fatica ad arrivare a fine mese! E invece questa villa
Sì, ci ha sempre raccontato tutti i suoi movimenti. Io, comunque, ho appena finito di ripagare il mutuo.
Luca mi lascia un pacchettino:
Mia madre mi ha detto che questi orecchini erano tuoi, te li dovevo restituire di persona.
Bravo, hai fatto bene! Altrimenti, tutto sarebbe finito da Andrea! Qui bisogna avere sempre gli occhi aperti
Luca rideva, ma sapeva che dicevo sul serio.
Mamma era capace di tutto, per Andrea. Noi a lavorare, lui con la mano sempre tesa. Stavolta basta. Quello che abbiamo, ce lo siamo guadagnato io e Paolo da soli!
Ormai mamma, poverina, viaggia poco le fanno male le gambe. Andrea sempre troppo preso dalle sue disgrazie. Noi invece ci godiamo la casa, i bambini sono felici, Luca viene spesso a trovarci. Ognuno, insomma, si costruisce la sua fortuna come può.





