Una nonnina prende un cucciolo di cane da pastore del Caucaso: il cagnolone cresce e protegge tutto, divora una pentola di cibo in un attimo, si gratta la schiena sulla recinzione fino a piegarla e cerca addirittura di trascinare la nonna con una sola zampata

Tanti anni fa, una vecchietta di nome Assunta prese con sé un cucciolo di pastore maremmano. Il cagnolino crebbe robusto e vigilante, sempre a guardia della casa e del cortile. divorava una ciotola enorme di pappa in un attimo, si grattava la schiena contro il cancello con tale forza che aveva storto le assi, e qualche volta cercava persino, con una zampata birichina, di afferrare la nonnina mentre lei passava accanto a lui. Insomma, un cucciolo così doveva per forza trovare il modo di sfogarsi ogni tanto.

Poi accadde che la signora Assunta se ne andò, non certo per colpa del cane semplicemente la vita non le concesse di arrivare ai novantanni. Ricordo bene il giorno in cui figli e nipoti tornarono alla casa dove la nonna aveva vissuto per così tanti anni, e trovarono ad aspettarli il cane, legato ancora alla catena. Dal suo sguardo si capiva che gli ospiti erano davvero benvenuti: in fondo, non capita tutti i giorni di veder arrivare una simile folla di vitamine e sapori nuovi davanti alla cuccia.

Si misero a discutere su cosa fare di lui. Sopprimerlo pareva una crudeltà. Tenerlo vicino impauriva tutti. Lasciarlo libero, poi, sembrava quasi una bestemmia: il mondo non meritava di subire una simile prova. Decisero che lunica cosa giusta fosse trovargli una casa, magari pagando una buona somma a chi lo adottasse. Per chi fosse disposto a prendersi quelladorabile mostro peloso, non sarebbero stati certo i soldi a fare problema.

Fu così che trovarono un anziano del paese, Orlando, che aveva sempre sognato di nutrire un cane grosso a cucchiaiate e di grattargli le orecchie con il rastrello del giardino. Quali strane inquietudini possono avere gli uomini. Chiamarono il veterinario.

Al dottore spiegarono chiaramente il piano: bisognava sedare il bestione con una sola iniezione, caricarlo rapidamente, e portarlo subito nella nuova casa. Raccomandarono pure di incrociare le dita per il nuovo padrone e accendere una candela alla Madonna, non si sa mai.

Allora stabilita il veterinario arrivò armato di tutto punto. I veterinari, si sa, sono coraggiosi. Caricò il fucile con il sonnifero e, con un colpo solo, spedì il cane nel regno dei sogni. Lo staccarono dalla catena, lo adagiarono sul telo cerato e lo trascinarono via.

Caricarono il pastore maremmano nel bagagliaio collegato allabitacolo. Davanti si sedette il veterinario, perché qualcuno che sapesse gestire ogni situazione ci voleva. Il nuovo padrone al volante. Dietro, tutta la famiglia della nonna, chiacchierando e ridendo nervosamente.

A un certo punto, il cane iniziò a svegliarsi. Alzò il testone, si guardò intorno curioso. Ovunque vedeva gente, seduta e con gli occhi fissi su di lui.

Il veterinario spalancò gli occhi. Il nuovo padrone fece altrettanto; tanto che, pur essendo al volante, pareva non accorgersi neppure della strada davanti a sé.

Che strano posto, pensò il cane.

E adesso, San Francesco aiutaci tu, pensarono tutti gli altri.

Il cane si avvicinò piano agli umani, arrampicandosi tra i sedili per stare vicino a tutti. Che senso aveva aspettare? E mentre il nuovo padrone tentava inutilmente di aprire una portiera per gettarsi fuori, il pastore maremmano prese e leccò tutti: tutta la parentela della nonna, che in fondo erano volti familiari, il nuovo padrone, ormai quasi suo compagno danima, e perfino il veterinario, anche se quello pur sempre gli aveva sparato. In fondo, era solo un umano, dopotutto.

Fu così che tutti capirono che il mostro di cui avevano tanto timore non era affatto tale. Fecero il resto del viaggio inzuppati dalla bocca alle scarpe: sopra per le abbondanti leccate del cane, sotto perché le emozioni di quel risveglio avevano sommerso tutti.

Ah, la mia cara e amata casa di campagna e lortoQuando il viaggio finì e la macchina si fermò davanti alla nuova casa, nessuno aveva più paura. Il pastore maremmano scese dapprima esitante, annusando laria, poi cominciò a saltellare tra i cespugli e rincorrere le farfalle. Orlando, con una risata che sciolse lultima tensione, si chinò a raccogliere un vecchio guantone da lavoro: Avanti, mostro buono, hai voglia di giocare? Il cane balzò addosso al suo nuovo padrone con tale entusiasmo che Orlando finì lungo disteso sullerba, trafitto da unesplosione di felicità infantile e bava.

Dietro, la famiglia con il cuore colmo si abbracciò. Anche il veterinario, trattenendo un sorriso, disse: Credo che la signora Assunta possa stare tranquilla, adesso. E qualcuno, laggiù tra i peschi in fiore, avrebbe potuto giurare che, per un istante, la vecchina sorridesse da un angolo di cielo: era il sorriso di chi sa riconoscere la gioia quando questa trova il suo giusto posto. Così il cane, finalmente libero e amato, cominciò una nuova vita e non smise più di leccare chiunque varcasse quel cancello, ricambiando con generosità ogni carezza ricevuta.

E ogni volta che qualcuno si chiedeva chi fosse il vero guardiano della casa luomo o il cane bastava ascoltare una risata o scorgere una scodinzolata perché la risposta apparisse semplice: erano diventati custodi luno dellaltro, per sempre.

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Una nonnina prende un cucciolo di cane da pastore del Caucaso: il cagnolone cresce e protegge tutto, divora una pentola di cibo in un attimo, si gratta la schiena sulla recinzione fino a piegarla e cerca addirittura di trascinare la nonna con una sola zampata