Niente matrimonio
Lia entra nella camera e si blocca sulla soglia. Davanti a lei, in abito da sposa, cè Regina è semplicemente splendida. Labito mette in risalto ogni sua curva e nei suoi occhi brilla una felicità così delicata, quasi impalpabile. Lia non riesce a trattenere lentusiasmo:
Mio Dio, sei luminosa! esclama fissando incantata lamica. Sono davvero felice per te! Finalmente hai voltato pagina e hai dato nuova apertura ai tuoi sentimenti, dimenticando Antonio! Sei stata bravissima!
Unombra sfiora il volto di Regina, il sorriso scompare in un attimo. Si affretta a slacciare i bottoncini laterali dellabito, facendo di tutto per non incrociare lo sguardo di Lia.
È meglio che lo tolga mormora, svelta nelle mani. Manca solo due settimane al matrimonio. Se succede qualcosa a questo vestito ora, trovarne uno simile sarebbe impossibile.
Lia si morde le labbra. Ha subito capito di aver sbagliato e che non doveva citare Antonio. Soprattutto ora che nella vita di Regina è arrivato un uomo degno di lei! Ricordare il passato era superfluo Antonio non meritava una sola lacrima, non dopo tutto quello che le aveva fatto passare.
Regina, una volta, pensava davvero che lui fosse luomo della sua vita. Credeva che una storia così fosse destinata a durare per sempre e invece, con il tempo, tutto ha iniziato a sgretolarsi. Lui si è allontanato, ha iniziato a trovare scuse per non vedersi, poi a criticare le sue scelte, i suoi amici, i suoi sogni. Le ha fatto lasciare un posto di lavoro promettente, lha convinta a rinunciare a uno stage allestero, e infine a cambiare addirittura settore.
I genitori di Regina non capivano cosa le stesse succedendo. La vedevano cambiare, spegnersi, perdere se stessa ma non riuscivano ad aiutarla. Ogni tentativo di dialogo finiva in lite Antonio aveva convinto Regina che i suoi non lo accettavano, che volevano solo distruggere il loro amore perfetto. Così, col tempo, Regina aveva quasi smesso di parlare con la propria famiglia.
Poi, un giorno, lui è solo sparito. Se nè andato senza spiegazioni, senza nemmeno un addio. Il vuoto nel cuore di Regina era abissale ma la cosa più grande che le era rimasta era suo figlio, che Regina aveva deciso di crescere, a qualunque costo.
Ora, vedendo lamica sfilarsi in fretta il vestito da sposa, Lia sente un misto di rimorso e dolore. Era venuta per gioire con lei, vederla felice e invece le ha toccato senza volerlo una cicatrice aperta
Adesso, il piccolo Antonio ha compiuto quattro anni. È curioso, vivace, fa domande su qualunque cosa: perché il cielo è azzurro, dove scompaiono le nuvole, come vivono gli insetti che scopre al parco. Le educatrici della scuola materna lodano sempre la sua intelligenza: impara in fretta, ricorda le filastrocche e ascolta con vero interesse le fiabe lunghe.
Quasi tutto il suo tempo lo passa con i nonni i genitori di Regina, che lo accudiscono con gioia e dedizione. Sono stati loro a scegliere una scuola bilingue, a portarlo a nuoto, a iscriverlo a danza. Regina lo vede alcune volte a settimana, ma non resta mai più di unora.
Il motivo, doloroso, è uno solo: Antonio è il ritratto del padre. Stessi riccioli scuri, stessa forma degli occhi, quel sorriso un po ironico. A ogni abbraccio, Regina rivive i giorni in cui credeva che avrebbero formato una famiglia felice. Stringeva il piccolo forte al petto, lo amava di tutto cuore ma subito, dentro, tornava quella ferita, quella fitta. Bastava incrociare il suo sguardo che le lacrime salivano agli occhi; allora si voltava, fingeva di cercare qualcosa in borsa e piangeva in silenzio, mentre lui non se ne accorgeva.
Una volta, tornando a prenderlo dai suoi, trovò Antonio seduto sul tappeto intento a ricomporre un puzzle, la fronte tutta aggrottata. Appena vide la mamma corse da lei:
Mamma, guarda! la portò sul tappeto. Quasi finito. Cè la casa, lalbero e qui qui ci sarà il cane!
Regina si abbassa accanto a lui, cercando di sorridere.
È bellissimo gli sussurra, accarezzandogli i capelli. Sei davvero bravo.
Antonio ci pensa per qualche instante, poi la guarda:
Mamma, dovè il mio papà? A scuola tutti hanno un papà, solo io no
Regina si blocca, le parole le restano in gola, ma cerca comunque di rispondergli con voce tranquilla:
Non lo so, tesoro. Papà è molto lontano ora ma sono sicura che pensa a te.
Ma perché non mi chiama? insiste serio. Vorrei raccontargli che so già allacciarmi le scarpe da solo!
È soltanto molto impegnato balbetta Regina, sentendo il groppo salire in gola. Ma sono certa che sarebbe molto orgoglioso di te.
Il piccolo ci pensa, poi annuisce, come a darsi una spiegazione, quindi ritorna al suo puzzle.
Allora finirò la casa e quando torna vedrà quanto sono bravo!
Regina si limita ad accarezzargli i capelli, respirando il profumo dello shampoo e trattenendo le lacrime. Vuole trovare le parole giuste per consolarlo ma non ci riesce; allora resta lì con lui, assaporando il momento Lunico in cui suo figlio è con lei: contento, fiducioso, anche se pieno di domande a cui non sa dare risposta.
Nonostante tutto, Regina non riesce a smettere di pensare ad Antonio senior. Dentro di sé lo giustifica: magari gli è successo qualcosa di grave, magari è finito nei guai ed è impossibilitato a farsi vivo. Questi pensieri la aiutano a non sprofondare nella disperazione.
Gli amici e la madre hanno cercato spesso con delicatezza o con fermezza di farle accettare che Antonio se nè andato e che deve guardare avanti. Basta vivere nel passato le diceva la mamma devi pensare a tuo figlio e a te stessa. Gli amici erano categorici: Ti ha lasciato. Accetta i fatti e ricomincia! Ma Regina reagiva con forza, ripercorrendo i momenti felici, le promesse. E dopo ogni discussione si richiudeva nel proprio dolore.
Non restava con le mani in mano: controllava i social, chiamava vecchi amici, lasciava messaggi per chiedere aiuto. Niente di tutto ciò aveva mai portato un risultato. Ma non voleva, o forse non sapeva, accettare che lui se ne fosse semplicemente andato di sua volontà.
Poi, dopo cinque lunghi anni, Regina conosce qualcuno che riesce a sciogliere il freddo intorno al suo cuore. Un incontro del tutto casuale: in occasione del compleanno di una cara amica, conosce Giorgio. Colpisce subito per la sua affidabilità sì, affidabilità è la parola giusta. Giorgio è sincero, gentile, premuroso un uomo vero!
Dal primo incontro, Regina si sente a suo agio con lui. Giorgio non pretende sorrisi forzati: quando è stanca, propone semplicemente di tornare a casa, quando non ha voglia di parlare, la lascia nel suo silenzio. Giorgio è luomo che sembrava aver cercato da sempre: serio ma non noioso, equilibrato e, soprattutto, spontaneamente innamorato.
Lei apprezza ogni cosa, anche la cura nei dettagli: si informa sui gusti del suo caffè, si ricorda i nomi dei colleghi di Regina, si interessa delle loro vite, si prende carico di mille piccole incombenze. Lui sarebbe disposto a portarla in palmo di mano e Regina, bisogna ammetterlo, si lascia volentieri coccolare.
Ciò che la commuove davvero, però, è il modo in cui Giorgio si avvicina ad Antonio junior. Al primo incontro il bambino osserva diffidente quello sconosciuto tenendo stretta la mano della mamma, ma Giorgio si accovaccia, si mette al suo livello e gli chiede quali cartoni animati gli piacciano. In mezzora stanno già costruendo una città di mattoncini insieme, con Antonio che mostra orgoglioso tutti i suoi giochi.
Col tempo, Giorgio diventa presenza costante in casa dei nonni, dove vive Antonio. Lo porta al parco, gli insegna ad andare in bicicletta, gli legge le fiabe. Un giorno, mentre stanno colorando insieme, Giorgio prende tutta la sua calma e dice: Vorrei diventare davvero il suo papà. Se tu lo desideri, adottarei Antonio.
Lia gioisce davvero per la sua amica. Nota come Regina cambia, come rinascano i suoi occhi, come scompaia lombra di ansia e la sua risata diventi finalmente autentica. Ma oggi Lia sbaglia a parlare, evoca lombra di Antonio senior. Ora può solo sperare che Regina non si sia troppo agitata.
Eppure Regina sembra sorprendentemente serena.
Sono cambiata dice con un sorriso quieto, stendendo con cura labito sul letto. So bene che i miei sentimenti per Antonio appartengono al passato. A volte rimpiango perfino di aver dato lo stesso nome a mio figlio. Sono stata sciocca. Non ascoltavo nessuno Come facevate a sopportarmi?
Lia le sfiora la mano:
Allora pensi di portare Antonio con te?
Sì risponde Regina, subito seria. Giorgio ci tiene molto. Anzi, ha proposto anche di cambiare nome al bambino, pensa che possa aiutarmi a ricominciare. Dobbiamo rifare pure il certificato di nascita quando avverrà ladozione.
Si ferma, osservando la pioggia che scivola sullinfisso.
Prima temevo che Antonio mi avrebbe ricordato ogni giorno il passato. Ma ora capisco che mio figlio merita uninfanzia serena, con due genitori che lo amano! I nonni fanno tanto, ma non sono una mamma e un papà, e Giorgio lo ha capito. Vuole davvero essere suo padre! Non immagini quanto gli voglia bene.
Ottima idea! si anima Lia. Potresti chiedere al piccolo quale nome preferisce, così lo aiuti a superare il cambiamento.
Non so, è ancora presto. Ci penserò
Regina mente: ama ancora Antonio, quellamore non si è esaurito. Solo che non le ha portato nulla di buono. I genitori iniziano a chiudersi, gli amici hanno esaurito la pazienza, sparlano di lei alle spalle. È ora di lasciare andare il passato e vivere il presente.
Come il matrimonio, ad esempio.
Solo che è terribilmente difficile!
Giorgio è una bella persona, certo, ma non è Antonio. Regina non prova quellamore totale, si limita a godere della sua dedizione.
Se Antonio tornasse Darebbe tutto per stare accanto a lui
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Il matrimonio non si fa! esclama Regina, con gli occhi che brillano di un entusiasmo quasi folle, quasi danzando in piedi. Ci separiamo, come navi nel mare!
Giorgio la guarda sbalordito, non capisce. Mancava una settimana alle nozze avevano già fissato il menu, scelto i fiori, spedito gli inviti. Tutto sembrava concreto e vicino e ora lei dice che non si farà nulla?
Cosa vuoi dire, non si fa? domanda, lincredulità che lo blocca. Regina, cosa è successo? Spiegati
Lei intanto gira per la stanza, prende vestiti dagli scaffali e li butta nella valigia aperta. Nei suoi occhi splende una gioia nuova, il sorriso è vero, inaspettato.
Antonio è tornato! sussurra, evitando di guardarlo. Cè una tale felicità nella sua voce che a Giorgio si gela il sangue. È tornato ieri, ci siamo parlati Allinizio non ci credevo nemmeno che fosse vero!
Si ferma, lo guarda: nei suoi occhi non cè rimpianto, solo esaltazione e impazienza.
Ti sono grata, davvero, per questi sei mesi aggiunge, più tenera. Con te mi sentivo serena Sei una persona splendida, Giorgio. Ma non ti ho mai amato veramente. Ora che ho una seconda possibilità, non posso lasciarla fuggire.
Lui sente un gelo abbattersi nel petto. Di nuovo Antonio. Quelluomo di cui Regina parlava come se fosse un dio, tanto da farlo sentire sempre inadeguato. Sapeva che aveva ancora un posto nel suo cuore, ma sperava che il tempo cambiasse le sue emozioni.
Ci hai già parlato? sussurra, la voce spezzata come se gli mancasse aria. Cosa ti ha detto? Che scusa ha inventato stavolta?
Nessuna scusa risponde Regina, con tono deciso. Ha solo detto che ha capito di aver sbagliato. Che ha pensato solo a me, tutto il tempo!
Continua a radunare vestiti, mentre Giorgio resta immobile, il mondo intorno che diventa grigio improvvisamente.
Ci siamo sentiti per telefono spiega, rovistando nel cassetto. I suoi genitori lo hanno mandato a studiare allestero, non poteva avvisarmi. Figurati! Per anni non ha potuto scrivermi. Adesso però, tutto cambierà saremo felici davvero!
A Regina torna in mente quella chiamata la voce di Antonio, agitata:
Regina, so che sembro un mostro. I miei mi hanno imposto la partenza. Mi hanno minacciato di togliermi tutto se non accettavo di andare a Londra. Ho provato a resistere, davvero ma mi hanno bloccato le carte, tolto tutto. Non avevo nemmeno il cellulare!
Ma perché non mi hai cercata nemmeno una volta? quasi sussurra, trattenendo le lacrime.
Non potevo. Cosa ti avrei detto? Che sono stato debole e ho ceduto?
Mentre ascoltava le sue parole, Regina sentiva il cuore sciogliersi. Tutta lamarezza, la rabbia, sembravano svanire. Aveva atteso quella chiamata per cinque anni.
Ora è tutto diverso diceva Antonio. Ho lasciato tutto, sono tornato. Non me ne vado più.
Quelle parole risuonano forti ora mentre sta davanti a Giorgio.
Un attimo, vola lo sguardo intorno cercando cose dimenticate, solo allora nota Giorgio pallido, il volto spettrale, gli occhi persi nel vuoto.
Tranquillo aggiunge con un accenno di compassione, ma sicura Ho già avvisato tutti. Nessuno ti disturberà. Riceverai forse qualche messaggio di solidarietà, ma sei forte, te la caverai.
Tira la valigia verso di sé, sistema la maniglia come se fosse lunico pensiero importante. Poi volge di nuovo lo sguardo e non ha rimorso né esitazione.
Ti prego, non chiamarmi, non mandarmi messaggi o vocali ordina con freddezza. Non cambierò idea, in nessuna circostanza!
Afferra la valigia, vacilla un attimo per il peso, poi si raddrizza e si dirige verso la porta, decisa a non fermarsi: ogni secondo di esitazione potrebbe minare il coraggio.
Giorgio resta in piedi al centro della stanza, sentendo la sofferenza stringergli il petto. Vorrebbe urlare, chiedere spiegazioni, ma si ferma: non vuole umiliarsi. Serra i pugni, poi li lascia, e cerca di usare una voce normale:
Forse stai facendo tutto troppo in fretta dice seguendola con lo sguardo.
Lei si ferma sulla soglia, la mano sulla valigia senza voltarsi, le spalle tese.
Se lui non vorrà tornare con te? aggiunge Giorgio, avvicinandosi. O se non riconoscerà il bambino? Ti ha almeno fatto una proposta?
Regina si volta di scatto, in viso un misto di passione e fastidio, si avvicina quasi sfidandolo:
Mi ha chiesto di parlare seriamente! Basta questo! E non provare a screditarlo Antonio non è come pensi!
Poi, con gesto secco, trascina la valigia verso la porta.
Avresti potuto aiutare mormora tra i denti.
Giorgio fa per muoversi, ma si blocca: perché dovrebbe aiutare chi ha appena distrutto i suoi sogni? La persona che aveva davanti aveva già la testa altrove, con Antonio. Nei suoi occhi brilla la certezza di una nuova vita in arrivo, quella che sogna da anni.
Ma la realtà è unaltra. Antonio non vuole davvero un ricominciare, nessuna proposta. Ha solo bisogno di chiarire il passato e voltare pagina, stavolta davvero. E ha già qualcunaltra.
Regina, presa dalla sua immaginazione, non vuole vedere. Ha tanto desiderato quel momento che ora, per non soffrire, si costringe a credere a qualsiasi promessa.
Con fatica, supera la soglia, la mano sulla maniglia. Per un attimo pare voler dire qualcosa, poi ci ripensa, spalanca la porta ed esce, senza voltarsi.
Giorgio rimane solo, fissando la porta chiusa. Lodore leggero dei suoi profumi rimane ancora nellaria, le ultime parole le sente nella testa: Antonio non è così!
Si lascia cadere sulla sedia, la stanchezza che lo sommerge. Tutto è successo troppo in fretta, troppo di colpo. Ora deve solo imparare a vivere senza Regina, senza progetti, senza illusioni
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Antonio apre la porta, sorpreso da una visita così mattiniera. Regina è lì, due valigie accanto, il viso illuminato e gli occhi accesi di speranza. Lui rimane un attimo senza parole, in testa solo una domanda: Come ha potuto fraintendere così tanto?
Lui era convinto che fosse tutto passato. Quando Regina aveva iniziato a uscire con Giorgio, Antonio aveva tirato un sospiro di sollievo. Ora poteva vivere a Milano in pace, con la sua nuova moglie, senza paura di telefonate improvvise, pianti o rimorsi. Anzi, aveva quasi ringraziato Regina mentalmente per aver trovato un altro uomo: aveva risolto ogni cosa.
Certo, le aveva telefonato per spiegare che tutto era cambiato, e per incontrarsi in un luogo neutro solo per essere corretti! Niente più.
E ora ce lha davanti, con i bagagli, chiaramente aspettandosi tutto tranne una semplice chiacchierata. Antonio si ritrae un passo, cercando le parole.
Antonio! esclama Regina, non appena lo vede. Ho deciso tutto. Sono qui, finalmente saremo insieme!
Il suo tono esclude altre possibilità. Fa un passo avanti, ma Antonio alza la mano per fermarla.
Regina, aspetta inizia piano. Forse non sai tutto.
Lei si irrigidisce, il sorriso svanisce.
Di cosa parli? Dovevamo vederci e sistemare tutto!
Antonio prende fiato: ormai è inevitabile.
Sono sposato, Regina. Da quasi due anni. Sto bene con mia moglie.
Lei resta impietrita, sgrana gli occhi, non riesce a credere a ciò che sente. Poi il volto si contrae: negli occhi rabbia, disperazione e incredulità.
Che vuoi dire? sussurra, scossa. Non è possibile Mi hai telefonato per dire che tutto era cambiato!
Era per salutarti con rispetto risponde piano. Volevo spiegarti che ormai è passato, che ora ognuno ha la sua vita. Ma tu hai capito altro.
Regina fa un passo indietro, le mani tremano, stringe i pugni per trattenersi.
Hai mentito! urla, la voce spezzata. Come hai potuto? Ho lasciato tutto per te!
Antonio si irrita. Non voleva un litigio, né dover giustificarsi, ma lei non si ferma.
Non ti ho mai promesso nulla dice fermo. Sei stata tu a decidere che saremmo tornati insieme. Io volevo solo non ferirti, tutto qui.
Regina lancia un urlo acuto, afferra una valigia e la scaglia contro il pavimento. I vestiti esplodono nellandrone, ma ormai non le importa. Grida, accusa, pretende spiegazioni e alza la voce.
Antonio si vede costretto a farle lasciare landrone, calmo ma deciso. Chiude la porta, sperando che sia finita. Ma Regina non smette: bussa, urla, pronuncia il suo nome. I vicini aprono le porte, qualcuno sbuffa, qualcuno minaccia.
Dopo oltre unora, quando i vicini stanno per chiamare i carabinieri, lei si arrende. Prima di andare, guarda la porta e, tra le lacrime, urla:
Tornerò! Ti pentirai!
Antonio chiude gli occhi, esausto. Sa che la storia non è finita. Regina è testarda, e quando vuole qualcosa non si arrende.
Attraversa il salotto, si siede sul divano. Deve trovare subito una soluzione. Non può restare ancora lì: Regina potrebbe impazzire di nuovo, dar fastidio a tutti. Prende il cellulare e cerca gli annunci immobiliari.
Devo vendere e cambiare quartiere riflette sconsolato.
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Regina vaga per le vie di Milano senza guardare niente, persa nel dolore. Gli occhi lucidi, la mente confusa, sente solo il peso dello sconforto. Non riesce ancora a capire cosa sia accaduto davvero. Si era immaginata Antonio pronto ad aprirle le braccia, dirle che aspettava solo quello, che sarebbero finalmente stati insieme e invece la realtà è stata cruda e violenta.
Cammina a lungo, senza meta. Le gambe, meccaniche, più che per volontà la riportano sotto casa di Giorgio. Si asciuga le lacrime, cerca di rimettersi in ordine vuole almeno sembrare dignitosa. Inspira profondamente, sale le scale e suona il campanello.
Giorgio apre tardi. Il suo volto è chiuso, quasi freddo. Resta silenzioso sulla soglia, senza invitarla.
Giorgio, ti prego inizia lei, con la voce tremante. Lo so, ho fatto una cosa terribile. So di aver sbagliato. Ma io io voglio rimediare.
Tace, cerca le parole. I suoi occhi di nuovo lucidi.
Non nominerò mai più Antonio promette, con un filo di voce. Giuro. È stato tutto un errore. Ho capito che con te posso essere felice. Ti prego, concedimi unultima possibilità.
Giorgio scuote piano la testa. Non si lascia commuovere, non cadrà di nuovo nella stessa trappola.
Regina dice piano tu avevi scelto. Qualche ora fa eri nella mia casa, con le valigie, convinta della tua decisione.
Allora mi sbagliavo! scoppia lei. Ero confusa, tutto è successo troppo in fretta!
Giorgio sospira, si passa una mano tra i capelli. Gli costa, ma sa che è la cosa giusta:
Te ne sei andata, scegliendo lui. Io lho accettato. E ora, solo perché ti è andata male, torni qui?
Sì! esclama. Perché amo te. Solo te.
Giorgio ci pensa, poi sorride amaro, deciso:
Non credo più alle tue parole. Addio.
Regina sente crollare ogni cosa. Lui la guarda senza rabbia né dubbi non può più fidarsi.
Ti prego sussurra.
Mi dispiace dice lui, calmo. Ma così è meglio per entrambi.
Lui chiude la porta, lasciandola nel vuoto del pianerottolo. Regina rimane ferma ancora qualche istante, poi si siede sugli scalini, copre il volto e piange. Questa volta, le lacrime sono per il dolore vero, la perdita di tutto: Antonio, Giorgio, la speranza di una felicità. Ora davvero non sa come ricominciare.




