La suocera mi ha regalato per il mio compleanno una crema antirughe e una bilancia pesapersone. Ma questa volta la “sorpresa” non è arrivata durante la festa… e di certo non avrebbe mai immaginato dove lavrebbe aspettata la vera sorpresa… Sono dovuta andare via in quellistante.
Questa serata doveva rappresentare la mia consacrazione definitiva. Avevo appena ottenuto una promozione, io e mio marito finalmente avevamo finito di pagare il mutuo della casa, mi sentivo realizzata e pensavo che mi aspettassero solo brindisi affettuosi e parole sincere. Proprio in quel momento, quando il campanello ha suonato, in casa è entrata la mia “seconda mamma” Luisa Bellini.
Lei ha sempre saputo fare complimenti che, invece di metterti a tuo agio, ti facevano venir voglia di correre in bagno a scrollarti di dosso quel senso di disagio. Oh, che vestito audace, per i tuoi fianchi, Sei proprio dimagrita… Forse a lavoro ti stai trascurando? la sua gentilezza aveva sempre quel retrogusto di veleno. Ma questa volta voleva esagerare.
“Come state meravigliosamente male!”
Gli invitati erano già seduti a tavola, tra brindisi e risate, la tavola imbandita di ogni prelibatezza, ed è arrivato il momento dei regali. Un pizzico di imbarazzo, ma piacevole. Luisa si è alzata, ha chiesto lattenzione di tutti e ha iniziato il suo discorso lungo, solenne, insolitamente filosofico.
Ha parlato di come il tempo scorra veloce, di come la bellezza di una donna sia come un fiore da coltivare per non appassire, di come un uomo abbia bisogno accanto a sé di una moglie curata e piena di vita. Già capivo che stava per arrivare qualcosa di speciale.
E infatti mi passa un pacchetto. Apro la carta e ci trovo due scatole. Nella prima… una bilancia pesapersone. Nellaltra, un set di cosmetici per pelli mature con scritte grandi come sentenze: 45+. Riparazione profonda della pelle spenta. Combatte le rughe profonde.
È calato il gelo. Mio marito, Marco, è diventato rosso come un pomodoro, sembrava volesse sparire sotto il tavolo. Gli ospiti si lanciavano sguardi imbarazzati, con sorrisi tesi e muti. E Luisa Bellini, invece, raggiante:
Cara mia, è per il futuro! Prevenire è meglio che curare. E la bilancia… non eri stata proprio tu a dire che dopo le festività i jeans ti stanno un po stretti? Da madre, mi preoccupo.
Ho accennato un sorriso gelido, sussurrato un grazie e messo le scatole sotto al tavolo. Ma la serata dentro di me si è rotta completamente. Ho resistito, ma lamarezza e lumiliazione mi bollivano in petto.
Il piatto freddo preparato a lungo
Non ho fatto scenate. Non ho buttato la bilancia, anche se a un certo punto ho fantasticato di lanciarla giù dal balcone. La crema lho messa ben in vista in bagno, fa scena, ma non avevo nessuna intenzione di usarla.
Luisa, ogni volta che veniva a trovarci, lanciava una soddisfatta occhiata ai suoi regali e chiedeva immancabilmente:
Li usi?
Li tengo da parte per occasioni particolari, rispondevo con più distacco possibile.
Intanto, però, aspettavo il suo compleanno. Stava per compiere cinquantacinque anni: un traguardo importante, una festa altrettanto significativa, unoccasione ideale per ricordarle che non tutti devono per forza mandare giù la finta preoccupazione altrui.
Ci ho pensato su a lungo. Restituire il colpo con un misuratore della pressione e una crema per le macchie senili sarebbe stato troppo plateale: sarebbe sembrato solo che mi fossi offesa. Serviva qualcosa di più sottile. Di più raffinato. Più pungente, ma con classe.
E ho capito velocemente dove colpire. Il vero tallone dAchille di Luisa non è letà, né la linea, né la salute. È la lingua, la smania di dare lezioni, criticare, impicciarsi di tutto: dai miei tende a come taglio il sedano nella zuppa.
Sono entrata in una libreria e ho scovato una perla: una bella edizione rilegata dal titolo perfetto: Larte del silenzio. Come tenere a freno la lingua e salvare i rapporti di famiglia. Sotto, un sottotitolo che mi ha fatta sorridere di gusto: Manuale pratico per chi non sa trattenersi dal dare consigli non richiesti.
E per completare il pensiero, ho aggiunto una seconda chicca: una grossa lente dingrandimento con manico lavorato, come quelle dei film daltri tempi.
Questo per la crema e la bilancia
La sua festa lhanno organizzata al ristorante. Tanti invitati: parenti, amici, colleghi. Luisa al centro dellattenzione: adorava quelle situazioni, ne aveva bisogno come laria.
È arrivato il turno mio e di Marco. Lui, da diplomatico, ha pronunciato qualche parola affettuosa e le ha consegnato, per noi due, un buono per la spa. In fondo, il regalo ufficiale doveva essere adeguato.
Poi mi sono avvicinata, sorridendo, col mio pacchetto.
Luisa, questo però è un pensiero personale. Un piccolo extra, per lanima e la crescita interiore.
Lei lo ha preso incuriosita e, con calma, lo ha scartato, pregustandosi il momento. Prima è uscita la lente.
Ma che meraviglia Antiquariato? Ma perché? Ci vedo ancora benissimo.
Le ho sorriso dolcemente:
Per vedere meglio i pregi degli altri, non solo i difetti.
Gli ospiti hanno riso in modo educato, ignari della frecciatina. Luisa si è mantenuta composta, anche se lho vista irrigidirsi, e ha scartato il secondo pacchetto.
A quel punto ha letto il titolo, prima sottovoce, poi sembrava quasi incredula:
Come tenere a freno la lingua…
Mi ha guardata di traverso:
È un libro? mormora, con la voce che tradisce un tremolio.
Sì, Luisa rispondo a voce ferma. Dopo il tuo gentile invito a curare laspetto, ho pensato che a cinquantacinque anni sia il momento di occuparsi anche del proprio mondo interiore e dellarmonia in famiglia. Ti sarà utile come la crema antirughe lo è stata per me.
Il suo viso si è macchiato di rossore a chiazze. Ma una scenata non poteva farla il libro sarebbe diventato la prova schiacciante del suo problema. Così, ha soltanto sussurrato:
Grazie. Davvero… originale.
E ha messo il regalo da parte, come fosse qualcosa di sgradito e ingombrante.
Arrivata almeno al capitolo sulla discrezione?
Non abbiamo smesso di parlarci. E una crisi dopo la festa non cè stata. È successo qualcosa di più interessante: sono cambiate le regole del gioco.
Quella sera ha capito una cosa semplice ora si gioca in due. E ad ogni pungente innocente trovava pronta la mia risposta, sempre più difficile da ignorare.
Per le prime settimane chiamava solo Marco. Con me era fredda, distante, ufficiale. Ma poi quasi per miracolo, è diminuito il fiume di consigli e frecciate non richieste.
Ha smesso di parlare del mio peso, di criticare ciò che cucino. E ogni volta che sembrava pronta a dire qualcosa di amabile, la guardavo attenta e chiedevo:
Luisa, come va col libro? Sei arrivata al capitolo sulla discrezione?
E lei si fermava.
Ora la bilancia prende polvere su un ripiano. La crema lo confesso lho usata: lho spalmata sui talloni ed effettivamente sono diventati morbidi, quindi tutto sommato, grazie. A casa sua, il libro lho visto su un comodino. E sapete? Cera dentro un segnalibro. Proprio a metà.
Funziona.



