Non siete riusciti a educare bene i vostri figli. Guardate invece Sashko, come Niccolò…

Non siete proprio riusciti a crescere dei figli come si deve. Guarda invece il figlio di Alessandro, Niccolò

Allinizio, Anastasia non capiva da dove la madre avesse preso questa voglia improvvisa di criticarla in continuazione. Eppure, fino a qualche anno prima andava tutto alla grande, soprattutto durante linfanzia. La madre la prendeva sempre come esempio per il fratello maggiore, la lodava davanti a tutti.
Vivevano con decenza, niente eccessi, ma nemmeno privandosi delle cose necessarie. Avevano tutto quello che serviva, per gli acquisti più importanti invece ci si metteva del tempo a risparmiare. Avevano persino un’auto, usata, sì, ma che non li lasciava mai a piedi. Il padre, poi, era un mago col cacciavite: sistemava tutto.

Finito il liceo, il fratello Alessandro si era iscritto alluniversità a Milano. Una voragine di soldi: studi, affitto, cibo…

Anastasia vedeva bene che i genitori arrancavano, risparmiavano su tutto. E anche lei, con solo due anni di differenza dal fratello, doveva prepararsi alluniversità.

Unaltra milanese in famiglia non ce la possiamo permettere, c’è anche luniversità qui a Bologna, iscriviti qui.

Anastasia obbedì. Allinizio faceva la rider nel weekend, poi cameriera nel bar sotto casa. Studiava col massimo di voto e si guadagnava da sola i vestiti; ogni tanto comprava anche la spesa per tutta la famiglia.

Brava figlia mia, almeno tu una mano in casa la dai. Studi e lavori. Mentre tuo fratello, con tutto quello che ha da fare a Milano, proprio non riesce a lavorare. È dura lì, le pretese sono alte. Torna a casa stanco.

Anchio torno a casa stanca, mamma, passo le notti a scrivere la tesi.

Non è la stessa cosa, qui sei a casa. È più semplice.

Finalmente, Alessandro si laureò e cominciò a cercare lavoro. Che tornava a fare a Bologna? La città della moda offriva mille possibilità. Peccato non ci fossero lavori su misura alle sue richieste. I lavori cerano, ma le sue pretese erano olimpiche. I genitori continuavano ad aiutarlo.

Deve metter radici, poi si sistema diceva la mamma fiduciosa.

Aspettava che arrivasse il vento giusto. Alessandro lavorava, e poi allimprovviso si sposa: con la figlia del capo. Per carità, mica tutto da copione: era arrivato un bambino a sorpresa.

Arrivò il bimbo, fissarono la base. I suoceri comprarono casa ai neo-sposi, il suocero di Alessandro lo fece fare carriera e gli aumentò lo stipendio. Fortuna stellare. I genitori finalmente poterono tirare il fiato.

Anastasia si sposò anche lei, ma non con figlio di nessun capo: uno normale. Casa? Se la comprarono da soli, e certo, mica a Milano.

Nacque la figlia, poi due gemelli maschi. Aspettavano il secondo e invece sono arrivati in due. Dura? Un po, ma niente lamentele. I bambini crescevano, andavano a scuola.

Dopo 35 anni di matrimonio, i genitori decisero finalmente di festeggiare alla grande. I 25 se ne erano andati, i 30 pure sempre questioni di soldi. Ma ora ce la facevano.

Alessandro arrivò da Milano con suo figlio, la moglie non cera troppo impegnata ma mandò un super regalo: un buono per acquistare elettrodomestici. Suggerimento della nuora: Prendetevi la lavastoviglie!.

Alessandro diede subito il regalo, lo scelsero insieme, lo montarono. Tutta la sera la madre non fece che fare la ruota davanti agli invitati. Oh, guardate che lavastoviglie! Dopo il cenone, niente piatti da lavare, è la macchina che fa tutto!

Il regalo di Anastasia, pur avendo speso di più (una bella vacanza per due, per far vivere ai genitori un viaggio di nozze tardivo), sembrava una miseria davanti alla lavastoviglie.

I genitori andarono in viaggio e ringraziarono la figlia, sì, ma le fecero intendere che quei soldi li aveva spesi senza troppo giudizio. Vadano le vacanze, ma la lavastoviglie… quella resta!

Poi iniziò la solita litania: la madre, ad ogni occasione, infilava commenti al miele sul figlio di successo. Vive a Milano, quindi è qualcuno. È riuscito a fare carriera, ha la casa, la moglie, il figlio uno.

Sì, uno solo, mica tre sistemati in giro! Ma chi te lha fatto fare di crescere tre figli? Adesso sarà facile, ma poi Prendi esempio da Alessandro…

Alessandro ha una casa da rivista: il robot aspira la polvere, le luci si accendono da sole, la lavastoviglie fa tutto, il cibo lo portano a casa, e cè anche la donna delle pulizie

Mamma, io invece faccio tutto io! Con una mano anche da marito e figli.

Ma Alessandro

Ma Alessandro

Ma tuo fratello…

Gli anni passarono, i figli di Anastasia crebbero. Niente università a Milano, ma tutti laureati a Bologna con ottimi voti. La madre non si risparmiò nemmeno qui.

Non siete capaci proprio a tirare su figli come si deve. Guarda invece Niccolò, il figlio di Alessandro

Mamma, i miei sono bravi figli, e tu su Niccolò non sai tutto! Siamo stati a casa sua, non è mica tutto oro quello che luccica. Me ne sono accorta subito.

Non parlare male: se non sei venuta su tu, figuriamoci i tuoi figli che razza saranno. Avete riempito il mondo di poveracci!

Eh sì, mamma, non sono diventata nessuno. Lavoro ottimo, ma non a Milano! Marito brillante, ma non quello giusto! Figli con la lode, però restano provinciali.

Casa ristrutturatissima, ma niente colf. Solo laspirapolvere, la lavastoviglie e le luci: quelle le accendiamo ancora a mano.

Vi aiutiamo anche a voi, ma non abbastanza! Alessandro mica vi manda soldi per le medicine, ha un sacco di spese lui!

Lui sì che è diventato qualcuno, tu sei il nulla.

Un giorno Alessandro tornò dai genitori. La madre, tutta contenta, convinta fosse lì in visita, scoprì che invece era per sempre. La moglie aveva chiesto il divorzio, il suocero laveva licenziato dallazienda familiare, col figlio cerano seri problemi.

A Bologna un lavoro non ce lha trovato, e lo stipendio, paragonato a quello milanese, era ridicolo.

Anastasia, abbiamo pensato che Alessandro debba aprirsi unattività. Lui è pronto. Non può mica fare lingegnere semplice dopo tutto quel mondo a Milano disse un giorno la madre.

Avete deciso? Bene, fate.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Servono soldi, magari un prestito. Tanto a voi ormai non serve niente, vivete a Bologna.

Anche Alessandro non sta più a Milano! È ora che scenda dal piedistallo.

Tu dici di non aver bisogno di nulla, lui sì, lui…

Mamma, noi aiutiamo i figli e anche voi, un pochino ognuno. Dobbiamo cambiare lauto, e poi ci sono mille altre spese.

Lauto può aspettare. Per Alessandro vengono prima i soldi.

Lo so, mamma. Alessandro è sempre stato il primo. Da quando è andato a Milano, è iniziato tutto. No, non volevo studiare a Milano, ma nemmeno qui mi avete aiutata.

La casa dei tuoi genitori è finita tutta tra università e affitto di tuo fratello, perché lui ha fatto carriera: dicono. La casa dei nonni paterni è emigrata fino a Milano, perché ad Alessandro, che è una persona importante, serviva una macchina.

Ti ricordi quando vi chiesi in prestito dei soldi per comprare il passeggino dei gemelli? In prestito! E mi avete detto di no! Credevi che andassimo a trovare Alessandro a Milano? Mai stato: consegnavamo solo le vostre valigie. Dormivamo in albergo. Non piacevamo a sua moglie. Siamo sempre stati di provincia per loro!

Ora lui è divorziato e ha bisogno di noi. Non ha nemmeno la casa.

Macchina neanche a parlarne: suo figlio lha distrutta.

Dai, non parliamo delle sue sfortune, aiutiamolo.

No, mamma! Un lavoro a Bologna cè, anche buono, però per lui è troppo piccolo. Per noi va bene, ma per lui è indecoroso.

Che posso dargli? Le briciole? Soldi per un business, poi per la macchina, poi per la casa No, mamma! Non mi sembra molto dignitoso per un uomo di successo chiedere un prestito alla sorellina povera di provincia, che secondo voi non è nemmeno una persona fatta e finita!

Ma perché mi parli così?

Tranquilla, mamma, ho solo capito che lunico in famiglia a essere diventato qualcuno è mio fratello. Ora vive con voi, quindi si occuperà lui di aiutare mamma e papà. Tocca a lui!

Anastasia! Vuoi costringerci a vendere casa?! Capisci cosa ci stai chiedendo?

Ah sì? Io vi costringo? Allora, almeno compratevi una stanza nuova con quei soldi.

Vendettero la casa grande, presero un bilocale vetusto. Il resto dei soldi li diedero ad Alessandro, che, guarda caso, tornò dritto dritto a Milano. E chi ci stava a fare a Bologna, in provincia?

Business non pervenuto, ma per la mamma Alessandro tornò ancora a essere qualcuno. E la mamma ricominciò a sottolineare quanto Anastasia fosse inutile e che ora doveva aiutare lei. Avevano bisogno della ristrutturazione. Anastasia dava una mano, ma per il restauro non se ne parlava.

Lo sai benissimo che la casa andrà ad Alessandro, che ci pensi lui che è una persona importante!

Finirono anche i soldi di Alessandro, che tornò da mamma e papà. Nel bilocale stretto come una scatoletta, non ci si stava nemmeno, ma che vuoi farci.

Il fratello dormiva sul divano in cucina, ma almeno era stato qualcuno là fuori. A quanto pare, i genitori avevano puntato sul cavallo sbagliato, come si dice: che figuraccia!

E voi, che ne pensate? Scrivetelo nei commenti e lasciate un bel “mi piace”!

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