NUORA
Maria Antonietta posò con cura un grande vassoio con lanatra al forno sulla tavola, apparecchiata con attenzione e gusto, e sospirò. Da un momento allaltro sarebbero arrivati i figli con le loro mogli.
Da poco si era sposato il figlio più giovane, un matrimonio semplice, quasi discreto. Ormai i giovani fanno così, va di moda. Se fosse dipeso da lei, avrebbero organizzato una bella festa! Quando si era sposata col marito, erano andati di corsa solo in Comune a Roma, senza nemmeno poter comprare le fedi subito: le avevano prese solo dopo un anno, due sottili anelli doro. Lei avrebbe voluto regalare ai figli una celebrazione come si deve, ma se loro la pensavano diversamente, pazienza.
Le manca solo una cosa: è forse fin troppo curata, aveva confidato a una vicina, parlando della nuova nuora. Ma aveva deciso che ne avrebbe discusso con lei di persona.
A conti fatti, la nuora, Simona, era una brava ragazza, gradevole e di buon carattere. Aveva avuto una bella influenza sul figlio Giorgio: gli aveva trovato un ottimo lavoro e lo aveva spinto a puntare più in alto, invece di galleggiare senza ambizioni come aveva fatto fino a trentanni. Maria Antonietta si era preoccupata per lui, ma ora tutto sembrava andare per il meglio.
Però, un piccolo difetto Simona ce laveva: era davvero troppo attenta al suo aspetto. Sempre tra parrucchiere, estetista, massaggi, manicure e chi più ne ha più ne metta. Quanti euro spesi! E secondo Maria Antonietta, una donna sposata, con la famiglia al primo posto, non dovrebbe certo comportarsi così.
Quando arriveranno i figli, se dovranno fare economia per i bambini, non vorrei che Simona scegliesse la pedicure invece di delle scarpe per Giorgio! Maria Antonietta non approvava un tale modo di vivere. Aveva sempre pensato ai suoi bisogni per ultimi, specie dopo la morte del marito: i figli, anche da grandi, avevano sempre avuto bisogno di un aiuto economico.
Le riflessioni di Maria Antonietta furono interrotte dal campanello: finalmente, erano arrivati i ragazzi. Simona entrò in salotto come una vera signora. I capelli ben messi, la manicure perfetta, truccata appena, grazie certamente alle mani sapienti delle estetiste.
Simonetta, come sei bella! esclamò sinceramente la suocera, anche se non riuscì a nascondere una punta di disapprovazione nella voce. Il tailleur è nuovo, vero?
Sì, lho comprato ieri, rispose la giovane sorridendo. In ufficio mi hanno dato un buon premio!
In questi casi, i soldi bisognerebbe metterli da parte, consigliò subito Maria Antonietta. I premi, le ore di straordinario, la tredicesima: tutto per le emergenze. Vedrai che prima o poi servirà!
Simona preferì non rispondere. Le piaceva sua suocera: una donna pratica, che aveva dato tutta se stessa alla famiglia. Ma dentro di sé pensava che forse le emergenze arrivano più facilmente a chi passa il tempo ad aspettarle.
La serata fu piacevole, anche se Maria Antonietta trovò più volte il modo di indirizzare con eleganza il discorso sulle spese superflue. Simona capì perfettamente che quei messaggi erano rivolti proprio a lei.
Ma lei da quanto non fa una manicure, signora Maria Antonietta? chiese infine Simona, non riuscendo a trattenersi.
Io? esitò la madre di Giorgio. Mai. Ogni tanto sistemo le unghie a casa, per tenerle pulite. Più di così non ho mai fatto.
Nessuno degli altri notò il breve scambio. Ma Simona, da donna, provò un certo dispiacere per la suocera: possibile che avendo cresciuto due figli ormai sistemati bene, non si concedesse davvero niente?
Sulla strada di casa, lo chiese a Giorgio:
Ma tua madre fa mai qualcosa di carino per sé?
No, non credo. Cucina, riceve amici e vicine, guarda la TV. Perché?
Mi sembra che non abbia mai avuto piaceri nella vita! Perché non la portate in un bel ristorante, al teatro, al cinema?
Ma dai, non le serve, non fa per lei!
Simona smise di insistere, ma non poté non pensare alla propria mamma. Anche quando i soldi mancavano, era capace di permettersi una bella pettinatura, un vestito nuovo, e ogni stagione comprava labbonamento a teatro, per regalarsi qualcosa di speciale.
Alla fine, Simona decise che Maria Antonietta doveva capire quanto fosse bello concedersi un piccolo lusso, ogni tanto, e non solo aspettare i nipotini, ai quali avrebbe certamente dato tutto senza risparmiarsi.
Passarono alcuni giorni e poi Simona chiamò la suocera, proponendole un pomeriggio insieme: un giro in centro, un caffè, e magari una breve sosta in un centro estetico dove andava di solito, per una coccola anche per lei.
Ma figurati, si schermì Maria Antonietta, quasi imbarazzata. Se proprio devi andarci tu, io posso aspettarti fuori.
E perché perdere tempo ad aspettare? In mezzora le fanno almeno una manicure e un massaggio alle mani!
Con qualche esitazione Maria Antonietta accettò. Simona avvisò il centro estetico dove la conoscevano bene, chiedendo alle ragazze di trattare la suocera con tutti i riguardi possibili: Mi raccomando, per favore! Oggi è tutto pagato da me se chiede quanto costa, ditele che ho già saldato. Se riuscite a proporle anche qualcosaltro, ancora meglio. Se le piacerà, magari avrete una nuova cliente fedele.
Puntualissime, arrivarono al salone. Simona affidò la suocera alle mani delle estetiste.
Mezzoretta, vero Simona? E quanto dovrò pagare?
Quando la simpatica collaboratrice la portò via, Simona si accomodò nella hall col suo telefono e si mise a rispondere alle mail del lavoro: quel giorno non aveva prenotato nulla per sé.
Maria Antonietta uscì solo dopo due ore, rilassata come mai prima. Le estetiste erano state bravissime.
Simona, mi hanno fatto di tutto: caffè, tisana, pure una maschera alle mani! Ma quanto ci sarà costato?
Oggi cè una promozione: se porti unamica la seconda non paga nulla! Quindi oggi gratis! intervenne prontamente la receptionist con un sorriso.
Simona e la suocera, radiosa, andarono nel bar sotto casa. Maria Antonietta sorseggiò il suo cappuccino e si lasciò andare sulla poltrona.
E se ogni tanto venissimo insieme, per questi pomeriggi tra donne? Spesso fanno ottimi sconti per chi torna più volte, propose Simona.
Mi è davvero piaciuto, ammise Maria Antonietta. Non credevo mi avrebbe dato così tanta gioia!
Avresti dovuto provarci prima!
Eh, prima Cerano i figli piccoli, mio marito Dio lo abbia in gloria era molto attento alle spese. E poi, dopo, non ci ho più pensato.
Ma ora cè una ragione! Farmi compagnia, che da sola mi annoio.
Qualche volta, sì, vengo anchio!
Così nacque una nuova abitudine: la suocera iniziò a prendersi cura di sé insieme a Simona. Questultima le rinnovò delicatamente il guardaroba, ogni volta dichiarando un prezzo molto inferiore al reale.
Convinceva il marito a portare la mamma al ristorante, poi una sera a teatro tutti insieme, unaltra volta al cinema. E a Natale Simona regalò a Maria Antonietta un abbonamento al Teatro dellOpera.
Ma come sei ringiovanita! la salutavano le amiche della suocera.
Eh, la gioventù mi ha presa per mano! sorrideva lei, timida e felice.
In effetti, adesso che era in pensione e dopo aver cresciuto due uomini adulti, Maria Antonietta sentiva che la sua giovinezza era finalmente iniziata.
Mi sono reso conto che a volte basta poco, un piccolo gesto, per restituire il sorriso e la voglia di prendersi cura di sé anche a una persona che ha sempre messo gli altri al primo posto. Un abbraccio, una compagnia, una coccola possono essere più preziosi di qualsiasi regalo. E ho imparato a non giudicare, ma a capire quanto sia importante non dimenticarsi di vivere, a ogni età.


