Bellezza falsa

La bellezza finta

Ma dai, non ci credo! Vi siete davvero lasciati? Non è possibile! Martina fissa incredula lamico, che per un attimo sembra persino sentirsi a disagio. I suoi occhi si spalancano, le sopracciglia si sollevano fin quasi allattaccatura dei capelli e le labbra le si aprono, tanto le pare assurda la notizia. Ma tu per Silvia avresti spostato il mondo! Io facevo sempre il vostro esempio a tutti E ti giuro, speravo anchio di vivere un amore come il vostro!

È tutto vero, Marty proprio vero, risponde Riccardo, fissando il grigiore della pioggia fuori dalla finestra. Fuori, il temporale sferza i vetri del suo appartamento a Milano e le gocce scivolano rapide, rompendosi in mille rivoli. Tutto gli sembra freddo, svuotato. Il dolore per quella storia lunga cinque anni lo attanaglia ancora, tingendo ogni pensiero di malinconia. Si stringe le mani fino a farle sbiancare, e la voce gli trema: È finita davvero finita

Ma perché? insiste Martina, sporgendosi verso di lui con espressione ansiosa. Silvia ti ha aspettato sei mesi mentre eri a Firenze per lavoro! Ed è sempre stata fedele, nemmeno uno sguardo per un altro ragazzo!

E tu come lo sai? Vivi a Bologna, non a due passi da lei Riccardo scuote la testa con un sorriso amaro. O è tipica complicità femminile?

Beh, vivi pure altrove, ma tu scordi che nel mondo doggi le notizie volano, Martina si appoggia allo schienale della poltroncina, incrocia le braccia e, dietro al sorriso ironico, i suoi occhi tradiscono vera preoccupazione. Ho amici dappertutto qui al Nord che la vedevano spesso nei locali. So solo che si era messa sotto con laspetto fisico (senza molti dettagli): nuovo taglio di capelli, palestra, guardaroba nuovo. E tutto questo mentre tu non ceri. Non si è certo risparmiata, Ric.

Vedi?! Ecco perché ci siamo lasciati! Riccardo quasi scappa verso lingresso, dove ha lasciato il cellulare nella giacca. È agitato, nervoso, scava nelle tasche e torna dalla sua amica con un gesto impaziente. Basta una foto pensa e anche Marty capirà lassurdità della situazione. Ti ricordi comera Silvia, prima che partissi?

Certo che mi ricordo, sbuffa Martina, ma la voce le si smorza un secondo. Sembra richiamare mentalmente quellimmagine: Una ragazza dolce, capelli lisci biondo cenere, lunghi oltre le spalle, occhi grandi e verdi, viso bello ma delicato Il fisico niente male, anche se non era proprio formosa, ma a te andava bene così, no?

Proprio così! Io amavo Silvia esattamente così comera! scoppia Riccardo, quasi urlando, poi sussurra rauco. Ha il telefono in mano, lo guarda come se lo volesse frantumare. Per me era perfetta. Ma appena sono partito, le sue amiche le hanno fatto un lavaggio del cervello. Le hanno insinuato che, se non si fosse trasformata, lavrei lasciata. Lei ci ha creduto. Le ha dato retta. Ed è cambiata non perché lo volesse davvero, ma perché glielo hanno imposto, come se io avessi preferito una maschera!

Ma dai, è davvero così? chiede Martina con un filo di preoccupazione. Stringe il bracciolo della poltrona, si morde il labbro, simmagina ogni scenario possibile.

Guarda tu stessa! Riccardo allunga il telefono così di scatto che quasi lo sbatte addosso a lei. Sullo schermo compare Silvia, ma non è affatto la Silvia di una volta.

Quei bei capelli folti, di cui andava tanto fiera, tagliati cortissimi e ossigenati in un biondo platino sfacciato. Il taglio esaspera i tratti, dura, fredda. E le labbra? Evidentemente ci ha rimesso mano un estetista che ha esagerato di brutto: ora sono gonfie, innaturali, sembrano finte. Silvia ha perso almeno dieci chili ma invece di apparire in forma, adesso sembra svuotata: le clavicole affilate, le mani magre, la pelle chiarissima, sotto gli occhi aloni scuri come non dormisse da giorni. E il peggio secondo Riccardo si è rifatta il seno, una scelta che lei prima avrebbe sempre giudicato come inutile! Silvia sapeva benissimo quanto lui tenesse allautenticità, quanto per lui contasse la naturalezza, non la perfezione.

Mi sono trovato davanti unaltra persona Riccardo ricorda con sdegno lincontro in aeroporto. Una rabbia fredda gli stringe il petto. Si volta, colpisce il muro con un pugno, subito pentendosi per la fitta che gli attraversa la mano. Ma come si fa in sei mesi a rovinarsi così? Come?! Perché ha dimenticato che le sue imperfezioni la rendevano unica, che per me era già speciale?

Va su e giù per il soggiorno, gesticola, si blocca e poi riprende a camminare, completamente agitato. Il volto a tratti arrossisce, a tratti sbianca. Si passa le mani sul viso, come per cancellare limmagine.

Martina capisce quanto sta soffrendo. È stata lei a sentirsi ripetere le lamentele su quellinutile trasferta a Firenze, su quanto Riccardo temesse di lasciare Silvia sola in quel periodo difficile, assillato dagli esami universitari e dal lavoro. Lui lha chiamata ogni sera, le ha detto quanto le mancava. E ora si ritrova tra le mani una sconosciuta.

Forse voleva solo piacerti di più? prova a suggerire Martina, avvicinandosi con cautela. Forse qualcuna le ha fatto credere che tu avresti gradito il cambiamento

Riccardo sorride amaro e scuote la testa:

Piacermi? Ma ha smesso di piacere a se stessa. Io ero innamorato di Silvia. Ora non so nemmeno più chi sia.

La cosa che più lo tormenta sono i mesi in cui Silvia ha sempre evitato le videochiamate. Ogni volta che lui proponeva un collegamento, lei svicolava, diceva che stava preparando una sorpresa. Riccardo non ci aveva creduto troppo, lo aveva insospettito quellostinato rifiuto. Gli era balenato pure il pensiero che Silvia avesse qualcun altro, che non avesse il coraggio di chiudere al telefono. Lansia lo ha consumato fino a spingerlo a chiedere a un amico di Milano di dare unocchiata, di chiedere in giro e capire cosa stesse succedendo.

Dopo due giorni, arriva la risposta.

Oh, sta sicuro che ti prepara una sorpresa, dice lamico titubante. Ma non credo che sarà di quelle che aspettavi. Ti giuro, ti scioccherà. Però di uomini non ne ho visti, Silvia ti aspetta davvero: chiede spesso di te e sembra preoccuparsi se tarderai.

Queste parole lo sollevano solo a metà. Si rilassa un attimo, sospira. Decide che non vale la pena agitarsi, anche se preferisce non vedere ancora la foto che lamico vorrebbe mandargli per prepararlo. Se avesse accettato lo scatto, magari sarebbe corso subito da Silvia, forse avrebbe scongiurato quello scempio Ma ormai è tardi.

Il giorno del ritorno Riccardo è agitato come non mai. Sul volo per Linate non riesce a stare fermo, tamburella le dita, si tormenta la giacca in taxi. Ha le mani sudate, il cuore in gola. Immagina e rimpiange: eccolo che sbuca in sala arrivi, la vede sorridere, la abbraccia e sempre il suo profumo le invade i pensieri. Pensava di tornare a casa, bere un tè caldo, parlarsi, ridere e raccontare tutto quello che era mancato per mesi.

Invece, la realtà è più dura. Alluscita di Linate, Riccardo si blocca: davanti a lui cè una donna che non riconosce. Per un attimo crede di aver sbagliato persona. Resta muto e congelato sul posto.

Riccardo! Sei tornato, finalmente! Silvia corre verso di lui, stringe le braccia per un abbraccio ma lui fa un passo indietro, freddo. Lei si blocca, la bocca le trema, negli occhi si accende la delusione. Guarda le amiche in disparte, in cerca dapprovazione.

Ma Ric, sei impietrito o il mio sorpresone ti ha lasciato senza parole? La voce di Silvia è flebile, una domanda tra paura e speranza. Cerca il suo sguardo, si sistema i capelli.

Non ti riconosco, Riccardo lo dice piano, cercando di trattenere le emozioni. Sente scorrere dentro un misto di rabbia e sorpresa. Ma guarda come ti sei ridotta sei ammalata? Sei diventata unaltra persona! I tuoi capelli la tua figura naturale tu eri bellissima così comeri

Vuoi dire che prima ero troppo grassa, vero? sussurra Silvia, ferita. Le lacrime le riempiono subito gli occhi, stringe i pugni e poi li lascia ricadere. Cè una delle sue amiche che sogghigna e lancia una battuta.

Dai su, non girarci intorno, ribatte Silvia a voce rotta, lo so che non ero proprio in forma Ma ora almeno puoi andare fiero di me! Guarda come sono moderna, in voga Non sono meglio così?

Chi ti ha detto che voglio portarti in giro ora? Riccardo diventa glaciale. Scuote la testa, deluso. Eri una ragazza vera, ora sei solo artificiale! Mi hai tolto la Silvia che amavo, hai scelto per tutti e due e nemmeno me lhai chiesto.

Ric, ma dai, guarda che Silvia ora potrebbe finire sulle copertine! interviene una delle sue amiche col tono di chi la sa lunga. Si piazza al loro fianco, fa la voce grossa: Da quando è cambiata, tutti si voltano a guardarla! Dovresti essere grato. Lo ha fatto per te!

Per me?! No, lha fatto per se stessa! Riccardo scocca uno sguardo furente a Silvia. Non permettetevi di farmi passare da carnefice!

Si avvicina a Silvia, la voce dun tratto è triste e sincera:

Lo sapevi che penso della bellezza naturale. Te lho sempre detto e ripetuto. Così comeri eri perfetta. Ora sembri unaltra, sembri una bambola.

Si ferma, passa la mano tra i capelli, e aggiunge, con voce più ferma:

In questi mesi ho pensato solo a come tornare e chiederti di sposarmi. Avevo già comprato lanello. Volevo costruire una vita vera con te. Ma ora scusami, ma con una versione di te che non riconosco, non posso.

Silvia impallidisce. Le lacrime le rigano il volto, tenta di parlare ma la voce non esce. Si avvicina ancora, quasi vorrebbe fermarlo, spiegare che può cambiare tutto.

Ric ti prego, aspetta Volevo solo renderti felice! Speravo che ne fossi orgoglioso

Ma Riccardo si volta e se ne va, il passo veloce, deciso a non guardare indietro. Sente addosso tutta lamarezza di un sogno infranto.

Le amiche di Silvia la trattengono.

Ma lascialo stare! esclama una di loro, abbracciandola. Ti ha solo detto quelle cose per la rabbia. Vedrai, tornerà a chiederti scusa. Adesso che sei così appariscente, troverai senzaltro uno migliore!

Silvia annuisce, ma sa che sono parole vuote. Fissa Riccardo che si allontana, il mascara che le cola sulle guance. Capisce che, tentando di essere perfetta, ha perso quello che contava davvero.

Ti avrei davvero sposata, conclude Riccardo poco dopo, raccontando a Martina tutto quello che gli passa nel cuore. Si passa la mano sul viso, le spalle scosse dallemozione che tenta di trattenere. Mi vedevo già a inginocchiarmi, a sentirla ridere, gettarsi tra le mie braccia E invece, quando lho rivista così qualcosa si è spezzato. Non riconosco la mia Silvia.

Fa una lunga pausa, guarda nel vuoto:

Ma perché voi donne non riuscite mai ad accettarvi? Ogni giorno le dicevo quanto era bella. Amavo pure i suoi difetti, i suoi piccoli gesti E lei ha cancellato tutto, per diventare altro.

Un lampo nei suoi occhi: E la cosa peggiore? È stata la sua amica a montare tutto, apposta per farci lasciare. Ormai ne sono certo.

Come fai a saperlo? Martina si avvicina, empatica, con la mano gli sfiora la spalla.

È venuta persino a casa mia! Io sono più bella di Silvia, io sono naturale! le ho quasi sbattuto la porta in faccia! Riccardo stringe i pugni, il nervosismo che affiora sul viso. E lei pensava pure che bastasse dirlo perché io mi buttassi su di lei Ma io tenevo a Silvia.

Martina lo ascolta senza interrompere. Sa che Riccardo si sente svuotato, che per lui Silvia era davvero tutto. Vorrebbe consolarlo, ma ora le parole sembrano tutte inadatte.

Hai provato a parlarle? A chiarirvi almeno? chiede infine, accennando un sorriso incoraggiante.

Le piace il suo aspetto nuovo e non ha intenzione di tornare indietro, Riccardo sorride amaro. Mi ha anche fatto la morale, dicendomi che non ho diritto di lasciarla dopo avermi aspettato sei mesi!. La amo ancora. Ma la Silvia che conoscevo non cè più. Cè solo questa maschera.

Martina gli stringe la mano in un gesto di profonda vicinanza. Non serve dirgli che andrà tutto bene, basta essere lì, col suo calore.

Vede le mani di Riccardo, i suoi occhi rossi, il respiro spezzato.

Sai, dice lui improvvisamente, con la voce rotta e lo sguardo perso nel tramonto fuori dalla finestra, dove tra le nuvole iniziano a filtrare i primi raggi della sera una volta passeggiavamo in Porta Venezia tra le foglie gialle dautunno, e lei rideva, il cappuccio che le cadeva sempre e io a rimetterglielo. Mi disse: Ric, vorrei che fosse sempre così. E io: Lo sarà, piccola, lo sarà. E ci credevo.

Ingoia le lacrime, fatica a trattenere i singhiozzi. Martina sente struggimento anche in sé, quella tristezza che dilaga quando unamicizia è profonda.

E invece ora? prosegue Riccardo, una rassegnazione nuova nella voce. Ora si guarda allo specchio e si vede bella. Io la guardo e non la riconosco. Come si è potuto distruggere tutto in sei mesi? Perché non abbiamo saputo parlarne prima?

Non riesce più a trattenersi e piange, silenzioso, come un bambino che non riconosce più il proprio mondo. Martina si stringe a lui, lo abbraccia, e per un attimo sente che almeno non è solo.

Riccardo, mormora, non è colpa tua. Le hai voluto bene, lhai davvero amata. La vita è fatta anche di errori e di fraintendimenti, ma tu hai fatto la tua parte.

Riccardo la guarda, gli occhi gonfi: E se invece ho sbagliato io? Se avrei dovuto capirla, non respingerla? Forse temeva davvero che la lasciassi, magari le hanno messo in testa che non era abbastanza per me. E se voleva solo rendermi felice e io sono stato troppo duro?

Martina gli stringe la mano, si avvicina e lo fissa senza esitazione:

Hai diritto a sentire quello che senti. Ma se pensi di aver lasciato qualcosa di incompiuto, se vuoi darle una possibilità, parlatene. A cuore aperto, una volta ancora. Forse la risposta non la saprai mai, ma almeno non rimpiangerai di non averci provato.

Riccardo inspira a fondo, si asciuga le lacrime con la manica e guarda unultima volta fuori. La pioggia è cessata. I tetti di Milano brillano sotto una luce nuova, come se persino il cielo volesse suggerire che dopo la tempesta arriva sempre il sole. E per la prima volta da tanto, Riccardo si concede la speranza che qualcosa possa ricominciare, in un modo ancora tutto da riscrivere.

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