Caterina Antonelli scoprì che il marito aveva una relazione con la vicina di casa della loro villetta in campagna quando andò da lei a chiedere un po di sale per mettere sottaceto i cetrioli.
Apre la porta Marco. Il suo Marco. In mutande e canottiera.
Marco? fu tutto quello che riuscì a dire.
Diventò pallido, poi rosso acceso, poi ancora pallido.
Cate ora ti spiego tutto
Alle sue spalle comparve Loredana, la vicina vedova da tanti anni. Indossava una vestaglia buttata addosso alla svelta, chiaramente sopra la pelle nuda.
Marco, chi cè? chiese, poi vide Caterina. Oh
Rimasero tre a guardarsi. Poi Caterina si girò e si avviò di corsa verso il cancello. Caminava veloce, quasi correndo.
Cate! Fermati! Marco le corse dietro, dimentico di canottiera e mutande.
Tutta la strada di villette scese fuori a guardare: erano dodici case in tutto.
Marco Antonelli, persona stimata, presidente dellassociazione della zona residenziale, che rincorre la moglie in mutande lungo la via.
È arrivato il circo commentò Stefano, il vicino sulla sinistra.
Caterina entrò in casa e si chiuse dentro. Marco bussò forte.
Cate, apri! Fammi spiegare!
Da quanto tempo? gli gridò lei dallaltra parte della porta.
Cosa?
Da quanti anni vi vedete?
Marco tacque. Poi, a voce bassa, disse:
Diciotto.
Caterina scivolò giù lungo la porta, finendo seduta per terra. Diciotto anni. Andrea, il figlio più piccolo, aveva appena compiuto diciotto anni.
Il cancello scricchiolò e Loredana entrò nel cortile. Ormai si era vestita e pettinata per bene.
Caterina, esci. Dobbiamo parlare.
Va via, vipera!
Dai, siamo persone adulte. Niente scenate.
Caterina si ricompose, uscì. Sedette sui gradini. Loredana si mise accanto a lei. Marco restava in disparte.
Diciotto anni murmurò Caterina. Comè successo?
Ti ricordi, quando avevi male alla schiena? Sei stata due mesi in ospedale?
Lei ricordava. Operazione, lunga riabilitazione. Marco aveva lasciato seccare i cetrioli, i pomodori erano marciti. Si era anche stupita che ce la facesse senza di lei.
Io lho aiutato, continuò Loredana. Con lorto, cucinando. E poi
E da lì è iniziata borbottò Marco.
Diciotto anni! Caterina si alzò in piedi. Per diciotto anni mi avete preso per scema!
Nessuno pensa che tu sia scema, si alzò anche Loredana. Tu facevi la tua vita, noi la nostra.
La vostra?! Ma lui è mio marito! Il padre dei miei figli!
E allora? Ha forse smesso di essere marito? I figli non li ha mantenuti? Lorto non è curato?
Caterina alzò la mano, ma Marco le prese il polso.
Cate, dai, non serve.
Non toccarmi!
Si divincolò, tornò in casa. Fuori cera una folla. Le notizie, in quelle zone, corrono in fretta.
Andate via! tuonò Marco. Lo spettacolo è finito!
Ma nessuno si muoveva. Discutevano. Lucia della terza villetta diceva forte:
Io lho sempre saputo! Li ho visti insieme!
Bugie, rispose il marito. Tu non ci vedi niente.
Parla per te! Io vedo tutto!
La sera Caterina era seduta in veranda. Marco girava in tondo:
Cate, di qualcosa.
Cosa vuoi che dica? Il divorzio!?
Ma che divorzio? Abbiamo sessantanni!
E allora? Non si divorzia dopo i sessanta?
Cate, non fare la bambina. Sono quarantanni che viviamo insieme!
Di cui diciotto con Loredana.
Ho vissuto con te! Solo che ogni tanto stavo anche con lei.
Ogni tanto?!
Beh due volte la settimana.
Due volte la settimana per diciotto anni non è ogni tanto, Marco. È una regola.
Si sedette di fronte:
Cate, io ti amo. Ma Loredana è diversa.
Meglio?
Non meglio. Solo diversa. Con te casa, figli, routine. Con lei mi riposo. Da tutto.
Riposo, eh! Anche a me piacerebbe riposarmi. Ma io metto i cetrioli sottaceto!
Proprio! Tu sempre a fare qualcosa! Cetrioli, pomodori, marmellata A me ogni tanto va di sedermi, bere un bicchiere, parlare.
E con me non si parla?
Con te si parla di figli, nipoti, orto. Con lei si parla della vita, di libri
Lei legge? si stupì Caterina.
Per lei Loredana era sempre stata una donna semplice, di campagna.
Legge. Pure poesie. Ama i classici.
Caterina quasi rise. Marco e i classici
E adesso?
Non lo so. Come decidi tu.
Io? E tu?
Io Cate, ho sessantadue anni. Quali decisioni devo prendere? Bisogna solo vivere in pace.
Ma con chi? Con me o con lei?
Marco taceva. Poi disse piano:
E se fosse con tutte e due?
Caterina afferrò il primo oggetto a portata di mano un barattolo di cetrioli. Lo lanciò contro di lui, mancando di poco. Il barattolo si infranse contro il muro.
Vai via!
Marco se ne andò. Da Loredana, ovviamente.
Quella notte Caterina non dormì. Pensava. Quarantanni insieme. Due figli, nipoti. La villetta costruita insieme.
E diciotto anni di menzogne.
Ma era proprio menzogna? Non aveva mai giurato fedeltà, non aveva mai promesso nulla. Aveva vissuto. Con lei e con Loredana.
La mattina dopo arrivò Gina dalla quinta villetta, con una ciambella ancora calda.
Caterina, coraggio.
Grazie.
Se vuoi, mio marito può dare una lezione a Marco.
Non serve. Non siamo allasilo.
E tu? Che farai?
Niente, per ora.
Io lo caccerei. È un traditore!
Gina, tuo marito non va forse a trovare Lucia della terza villetta?
Gina arrossì:
Ma che dici?
Vi ho visti tra i lamponi.
Non è come pensi!
Ah, no?
Parlavano di ortaggi!
Abbracciati?
Gina se ne andò sbattendo la porta.
A mezzogiorno venne Stefano.
Signora Caterina, se serve vangare la terra aiutare
Grazie, non serve.
Marco mi ha detto che stasera passa a prendere la roba.
Che roba? Le mutande?
Eh non so. Riporto.
Hai riferito, grazie.
Stefano se ne andò.
Alla sera Marco arrivò sul serio, a testa bassa:
Prendo le mie cose.
Prendi pure.
Entrò. Caterina lo seguì.
Marco, perché proprio Loredana? Cosa ha di speciale?
Si fermò.
Non so. Con lei è facile.
E con me è difficile?
Non difficile. Ma tu sai sempre tutto. Come si fanno i cetrioli, quando si piantano le patate, quanti euro si regalano ai nipoti. Lei invece chiede a me.
Ti senti intelligente?
Più che altro, utile.
Caterina si sedette sul letto.
Marco, nemmeno io so tutto. Ad esempio non so come si vive quando il marito per diciotto anni frequenta la vicina.
Caterina
Non so come guardare in faccia i figli, come spiegare ai nipoti perché il nonno vive dalla vicina.
Non devi spiegare niente!
E invece sì. Domani arriva Matteo con la moglie e il piccolo. Che dico?
Che abbiamo litigato.
Marco si sedette accanto.
Dai Cate, proviamo a dimenticare tutto?
Come?
Facciamo finta che non sia successo nulla.
Eh già. Loredana è a due passi, tu la vedi ogni giorno e facciamo finta di niente?
E tu cosa proponi?
Caterina si alzò e andò alla finestra. Dalla parte di là, Loredana annaffiava i cetrioli, sempre con la stessa vestaglia.
Sai che cè? Vivi dove vuoi. Ma ai nipoti spieghi tu.
Cate!
E i cetrioli questanno te li metti da solo sottaceto.
Non sono capace!
Loredana ti aiuterà. Dopotutto è colta, saprà anche mettere i cetrioli.
Marco uscì col suo fagotto di roba. Tutti lo guardavano.
Di notte Caterina fu svegliata dal rumore. Qualcuno si aggirava tra le aiuole, imprecando. Uscì: Marco stava controllando la serra.
Che fai qui?
Controllo i pomodori. Domani farà caldo, devo aprire.
Ma non sei andato via?
Sì. Ma i pomodori li ho cresciuti io! Non voglio che si rovinino!
E allora?
E allora! Non li mollo!
Aprì la serra e tornò da Loredana.
La mattina seguente arrivò Matteo con la famiglia.
Mamma, dovè papà?
Dalla vicina.
In visita?
No, vive lì.
Matteo si sedette.
In che senso?
Caterina raccontò tutto sinteticamente, senza dettagli.
Diciotto anni?! Mamma, ma allora
Che cè?
Ma quando è nato Andrea, erano già?
Già.
Matteo andò da Loredana. Caterina sentì urla, sbattere del cancello. Poi il figlio tornò.
Dice che vi vuole bene a tutte e due.
Che fortuna
Mamma, magari è vero.
Matteo, tu ci riusciresti? Ad amare due donne?
Io? No. Ma non sono papà. Lui è speciale.
Eh, già.
Il nipotino arrivò correndo.
Nonna, perché il nonno vive dalla signora Lory?
Perché la aiuta nellorto, rispose Caterina.
Matteo scoppiò a ridere:
Mamma, sei tremenda!
Quella notte di nuovo rumori. Caterina uscì. Marco annaffiava le aiuole.
Ma sei fuori?
Cè siccità! Morirà tutto!
La tua nuova famiglia ti aspetta. Annaffia da lei.
Da Loredana è un altro orto!
Allora pensa a quello!
Ma questo mi dispiace lasciarlo!
Caterina prese il tubo dellacqua.
Dai, ti aiuto. Sennò qui finiamo a mezzogiorno.
Annaffiarono insieme, in silenzio. Poi si sedettero sulla panca.
Marco, a chi vuoi più bene?
Cate, ma che domande?
Una domanda normale. Chi?
Marco rifletté.
A entrambe. Ma in modo diverso.
Come?
Tu per me sei la mano destra. Quella a cui sono abituato, che mi serve per andare avanti. Lei, per me, è una festa. Rara, ma allegra.
E se io non ci fossi più?
Non dire sciocchezze!
Dico sul serio. La sposeresti?
Non credo.
Perché?
Perché diventerebbe la mano destra. Niente più festa.
Cioè ti servono entrambe?
Pare di sì.
Rimasero lì, a guardare le stelle.
Marco, e se anche io mi cercassi una festa?
Marco saltò su.
Cosa?! Quale festa?
Un altro uomo. Stefano si è offerto di aiutarmi.
Stefano?! Che non ci provi, eh!
Che vuoi fare? Tu stai da Loredana.
Non è lo stesso!
E perché?
Cate, tu non sei fatta così!
E come lo sai? Magari leggo pure io i classici.
Non li leggi.
Inizio ora.
Marco si alzò.
Dai, da retta, fammi capire. Cosa vuoi tu?
Cosa voleva lei davvero? Che tutto tornasse come prima? Ma niente sarà più come prima.
Voglio stare tranquilla. Mettere sottaceto i cetrioli. Badare ai nipoti.
E poi?
E basta. Vivi dove ti pare.
Cioè?
Se vuoi stare da Loredana, vai. Se vuoi stare qui, va bene. Ma basta bugie.
E se Stefano venisse da te?
Non verrà. Cè già Natalia della nona villetta.
Come lo sai?
Marco, non sono cieca. Ho solo taciuto. Come tutti.
La mattina dopo Marco tornò con i suoi effetti.
Davvero posso tornare?
Il letto è in cantina. Gonfia il materasso e arrangiati lì.
Appoggiò il fagotto e andò a gonfiare il materasso.
I vicini guardavano, chiacchierando sottovoce. Loredana annaffiava i cetrioli come niente fosse.
Il figlio uscì in veranda.
Mamma, papà è tornato?
Sta gonfiando il materasso in cantina.
Sei uneroina? Lhai perdonato?
Una sciocca, non uneroina. E il cambiamento ormai è tardi.
Dopo una settimana Marco passò dalla cantina alla casa. Dopo un mese Caterina smise di far caso che due volte la settimana andava dalla vicina. Dopo un anno, nessuno parlava più della storia, sulla stradina delle villette.
Erano arrivate nuove storie. Lucia della terza si era trasferita da Pietro della quinta; Gina era andata a vivere con il marito di Lucia.
Caterina metteva sottaceto i cetrioli. Marco costruiva una nuova serra. Loredana, oltre la siepe, leggeva un libro.
Alla fine, cosè lamore? Stare insieme quarantanni, crescere figli, fare casa, piantare alberi.
E accettare che nulla è perfetto. Neanche lamore.
Soprattutto lamore.



