Ho investito tutto nel suo sogno, ma sono diventato solo uno spettatore alla sua festa della vita…

Ho investito tutto nel suo sogno, e alla fine sono diventato uno di troppo alla festa della sua vita

Sai, a volte ci sbattiamo per costruire veri e propri castelli a chi, finita la ristrutturazione, ci butta fuori al primo cenno. Questa storia di Matteo è proprio un promemoria bello tosto: amore e affari sono una miscela esplosiva, soprattutto quando solo uno ci mette davvero il cuore e laltro ti usa come mezzo.

Scena 1: Il Traguardo
Siamo in una zona super raffinata di Milano, i negozi scintillano e si sente ancora lodore della vernice fresca. Matteo trentanni, tuta da lavoro e mani segnate sta lucidando con cura la porta a vetro del nuovo atelier. Sul suo volto cè quella stanchezza che solo la soddisfazione ti regala: non è solo un muratore. È luomo che ha dato anche lultimo centesimo per realizzare quel sogno.

Si avvicinano Beatrice elegantissima, seta addosso e sigaretta in mano insieme a sua madre, lo sguardo più gelido della bora triestina.

Scena 2: Lillusione della Felicità
Matteo si gira verso la sua ragazza, negli occhi la speranza:
È tutto pronto, amore. Ogni minimo dettaglio è esattamente quello che avevi in mente. Domani finalmente si apre!

Scena 3: La Doccia Fredda
La madre di Beatrice fa due passi verso Matteo, lo squadra come se fosse polvere sulle scarpe costose.
Noi? Non farmi ridere, sibila. Tu qui sei solo loperaio. Il tuo lavoro è finito. Adesso prendi gli attrezzi e vattene, prima che arrivino gli ospiti importanti.

Scena 4: Il Coltello nella Schiena
Matteo resta immobile. Si volta verso Beatrice aspettando che, per una volta, lei metta i limiti alla madre.
Parla sul serio? Beatrice, ho messo tutti i miei risparmi per questo! Per NOI!

Beatrice sposta lo sguardo, poi torna a fissarlo con occhi freddi e sconosciuti:
Sii onesto con te stesso, Matteo. Tu non centri nulla con limmagine di questo marchio. E mamma ha ragione: è il momento che tu faccia un passo indietro.

Scena 5: Punto di non ritorno
Il mondo di Matteo crolla, ma la disperazione lascia subito posto a una calma glaciale. Si infila una mano in tasca ed estrae un piccolo telecomando.

Vi siete dimenticate chi ha fatto tutto limpianto elettrico e di sicurezza qui dentro, dice a bassa voce, tenendo il pollice sulla grossa tasto rosso.

Finale

La madre di Beatrice accenna un sorriso: E quindi? Spegni la luce? Chiamiamo un tecnico e in unora rimettiamo tutto a posto.

Matteo la fissa negli occhi:
No. Io non ho solo installato la sicurezza. Ho brevettato il sistema. Questo atelier è una casa intelligente, e il software è della mia azienda. E siccome non abbiamo mai firmato il passaggio di proprietà del codice

Schiaccia il bottone con decisione.

Si sente un rumore secco. Le persiane motorizzate scendono rumorosissime, oscurando tutto: vetrine, porte, ogni via duscita. Le luci si spengono. Si sentono solo i clic dei bloccaggi elettronici il negozio diventa una cassaforte dacciaio.

Coshai fatto?! urla Beatrice, strappando la maniglia della porta. Abbiamo il rinfresco per gli investitori tra unora! Apri subito!

Matteo rimette il telecomando in tasca, prende la sua cassetta degli attrezzi e si sistema la giacca.
Se non vado bene con la vostra immagine, certo i miei sistemi qui non servono. Domani il mio avvocato vi manda la fattura per luso improprio della mia proprietà intellettuale. Intanto godetevi il buio. Oggi la festa non si fa.

Esce, lasciandosi alle spalle i loro urli. Fuori, già si raccolgono ospiti in completo di sartoria, tutti interdetti davanti a quella scatola sigillata che, fino a cinque minuti prima, era la realizzazione del sogno di Beatrice.

Morale: Mai sminuire chi ha costruito le fondamenta del tuo successo. Senza di lui, resta solo un mucchio costoso di mattoni.

E tu, al posto di Matteo che avresti fatto? Scrivimi un messaggio, sono curioso!

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