Eravamo entrambi ventiduenni quando ci siamo lasciati. Un giorno lui mi disse, con voce ferma ma lontana, che non provava più lo stesso, che aveva bisogno di altro. Sentivo già laria cambiare, pesante e carica di quellinvisibile addio.
Solo pochi giorni dopo ricevetti la chiamata di una nostra amica in comune, Cecilia, che con tono di voce teso mi disse:
Ma è vero che Luca sta uscendo con una donna molto più grande di lui?
Non capivo. Le chiesi che cosa intendesse e lei mi inoltrò una foto. Luca era seduto al bancone di un bar a Trastevere, abbracciato a una donna chiaramente più anziana. Non era un semplice pettegolezzo: era tutto reale, tangibile. Quando la gente mi chiedeva, non inventavo niente. Dicevo solo questo: che mi aveva lasciata per stare con una donna molto più grande.
Da lì prese il via tutto.
Una settimana dopo ricevetti un messaggio su WhatsApp da Chiara:
Ehi, tutto bene?
Le chiesi perché lo chiedesse e lei rispose:
È solo che… Luca sta dicendo cose strane su di te.
Non capivo, quindi le domandai di spiegarmi. Mi disse che raccontava in giro che non mi lavavo, che avevo le ascelle maleodoranti, che il mio alito era cattivo, che una volta avrebbe visto dei pidocchi. Rimasi paralizzata. Guardavo lo schermo, incapace di rispondere, con le mani fredde e il cuore che sprofondava.
E poi arrivavano altri commenti, sempre nuovi, sempre più pesanti. Unaltra amica, Martina, mi telefonò dicendo che Luca aveva raccontato tutto questo durante una cena con degli amici, ridendo, davanti a tutti:
Non avete idea di quello che ho sopportato.
Quando gli chiesero perché non mi avesse lasciata prima, lui disse solo:
Per sfortuna.
Cominciai a sentire addosso sguardi diversi. Persone che prima mi salutavano con normalità ora abbassavano la voce, oppure mi osservavano strano. Una collega, Elisabetta, che mi aveva sempre guardata con un po dinvidia, una mattina mi porse un deodorante dicendo, con un sorrisetto ironico:
Non si sa mai.
Non riuscivo a credere a quanto velocemente potesse girare una bugia. Lui laveva detta uno volta, poi continuava a ripeterla, aggiungeva dettagli, la alimentava.
Decisi di scrivergli. Gli mandai un messaggio, breve, quasi strozzato:
Perché dici quelle cose di me?
Mi rispose solo ore dopo:
Tu hai iniziato a raccontare bugie sul mio conto.
Cercai di spiegargli che avevo detto solo la verità, che stava con unaltra. Lui ribatté:
Non è affare di nessuno.
Non negò mai le cose che aveva detto. Non chiese mai a nessuno di smettere. Non corresse mai nulla. Lasciò che tutto continuasse a fluire intorno a me, senza un accenno di rimorso. E intanto lui andava in giro, sotto il sole di Roma, con quella donna, ma pretendeva che nessuno dicesse nulla sulla differenza d’età.
Io ero solo un danno collaterale.
La storia finì, ma il chiacchiericcio durò per mesi. Dovetti cambiare ambiente, evitare certi posti, chiudere con persone che si ostinavano a ripetere le sue parole.
Luca continuò come nulla fosse.
Noi donne, spesso, subiamo davvero la parte più pesante quando gli uomini si sentono insicuri.





