L’unico nostro figlio ci ha lasciati senza parole: vuole sposarsi a soli 22 anni

Lunico figlio ci lasciò senza parole annunciando che voleva sposarsi: aveva appena ventidue anni! Tuttavia, io e mio marito scegliemmo di non contrariarlo. Anche noi, dopotutto, ci eravamo sposati giovanissimi: lui appena ventidue, io diciannove. Così aveva voluto il destino. E la fidanzata ci piaceva: Alessandra studiava insieme a nostro figlio Lorenzo, nella stessa facoltà alluniversità. Quando capimmo che la decisione era presa, iniziammo a prepararci alla cerimonia. Era il nostro unico figlio, perciò decidemmmo che il matrimonio dovesse essere fatto come si deve.

Come prevede la tradizione, io e mio marito ci recammo a conoscere i genitori di Alessandra, la nostra futura nuora, a casa loro. Sapevamo poco di lei; lavevamo soltanto incrociata qualche volta insieme a Lorenzo. Diceva che viveva con la madre in un paesino poco fuori Bologna. Così partimmo, cuore in mano, a chiedere ufficialmente la sua mano. Avevamo avvisato la futura consuocera del nostro arrivo con qualche giorno danticipo.

Mio marito comprò un mazzo di fiori, io preparai una crostata di ricotta, e ci avviammo pieni di emozione a conoscere la nuova famiglia. Appena arrivati, la prima cosa che ci colpì fu il cortile impeccabile, pulito come uno specchio.

La casa, seppur antica, era di una pulizia straordinaria. Ci accolse sulla soglia la futura consuocera, Lidia. Subito ci piacque: bella donna, di una gentilezza rara. Lidia ci invitò a tavola, la cena era deliziosa e si vedeva che ci aveva dedicato tanto impegno. La serata scorse piacevole, Lidia si rivelò una persona splendida, ma del matrimonio non riuscimmo a concludere nulla. Lei ci spiegò subito con una certa esitazione che non aveva euro da poter mettere per finanziarci il matrimonio. Alludire queste parole, Alessandra si rabbuiò, e anche Lorenzo fu visibilmente deluso; in realtà, più che per sé, desiderava la festa perché sapeva quanto la sognasse Alessandra. Io e mio marito decidemmo così di non rinunciare per questa ragione: promettemmo a nostro figlio che avremmo organizzato tutto noi, con i nostri risparmi, lasciando poi andare le cose come la vita avrebbe voluto.

Dicemmo a Lidia di invitare pure le persone più care dalla sua parte: tanto, ai matrimoni italiani, nessuno si presenta a mani vuote. Ciò che avrebbero donato in busta sarebbe stato sufficiente per pagare i coperti al ristorante. Lidia fu restìa ad accettare, era evidente il suo imbarazzo, ma alla fine riuscimmo a convincerla a sostenere i ragazzi.

Il mercoledì precedente al matrimonio, qualcuno bussò alla porta: era proprio Lidia, con lo sguardo esitante. La facemmo sedere, le preparammo un tè. Dopo una lunga esitazione, estrasse dalla borsetta una busta bianca e, dentro, diverse banconote: aveva fatto un prestito in banca, sentendosi male allidea di non poter contribuire alle nozze della figlia. Le chiedemmo di restituire i soldi in banca: non volevamo che si sentisse obbligata a indebitarsi, avevamo visto come vivevano semplicemente, senza eccessi. Ma lei non volle sentire ragioni: aveva preso la sua decisione. Il matrimonio fu una vera festa.

I ragazzi erano al settimo cielo. Durante il ricevimento, Lidia ci sorprese ancora: non solo era una donna intelligente, era anche una bellissima donna. A quarantacinque anni, divorziata da tempo, aveva cresciuto Alessandra da sola. Quella sera era raggiante: acconciatura perfetta, un filo di trucco, un abito che la valorizzava. Lo notarono tutti, specialmente Pietro, il fratello minore di mio marito, anche lui divorziato, che viveva da anni a Milano e che, per loccasione, era tornato in Emilia. Tutta la sera tenne gli occhi su Lidia. Dopodiché annunciò che sarebbe rimasto ancora qualche giorno in Italia; la ragione era facile intuirla

La domenica successiva tornammo a casa di Lidia, questa volta non per il fidanzamento dei nostri figli, ma per quello tra lei e Pietro. Tutto si svolse nel modo più naturale: si presero cura luno dellaltra, e dopo qualche mese Pietro la portò con sé a Milano. Lidia divenne così la mia vera parente, oltre che amica. È una persona meravigliosa, meritevole di essere felice.

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