Mia suocera mi ha regalato per il mio compleanno una crema antirughe e una bilancia. Ma stavolta il sorpresone non era durante una festa… nemmeno si immaginava dove la stesse davvero aspettando la sorpresa… è dovuta andare via seduta stante.
Il mio compleanno doveva essere un vero trionfo: avevo appena ottenuto una promozione al lavoro, io e mio marito finalmente avevamo estinto il mutuo, mi sentivo al settimo cielo, convinta che la serata sarebbe stata solo un susseguirsi di brindisi, auguri e parole affettuose. Proprio quando il campanello suonò e sentii aprirsi la porta, ecco arrivare la mia seconda mamma Eleonora Bianchi.
Eleonora ha sempre avuto larte sottile di fare complimenti che ti fanno venire voglia non di sorridere, ma di andare subito in bagno a toglierti di dosso una sensazione di disagio: Oh, che vestito audace per i tuoi fianchi!, Sei proprio dimagrita si vede che in ufficio ti spremi troppo!. La sua gentilezza aveva sempre quel retrogusto amaro. Ma questa volta aveva davvero superato sé stessa.
Come ti porti bene male!
Gli ospiti erano già seduti a tavola, cera unaria di festa, risate, e il tavolo era colmo di prelibatezze: era il momento dei regali, un po imbarazzante ma sinceramente piacevole. A quel punto Eleonora si è alzata, chiedendo attenzione con una filippica lunga, solenne e stranamente filosofica.
Ha cominciato a tessere lodi sul tempo che vola, su quanto la bellezza femminile sia come un fiore, da nutrire con cura per non farla avvizzire, sullimportanza per un uomo di avere accanto una moglie in forma. Sentivo nellaria che stava arrivando qualcosa di speciale.
Mi passa quindi un sacchetto. Lo apro e dentro ci sono una bilancia pesapersone e, nellaltra scatola, un set di cosmetici anti-age con su scritto a caratteri cubitali, manco fosse una condanna e non una cura: 45+. Rigenera le rughe profonde. Per pelli mature.
È calato un silenzio tombale. Mio marito, Andrea, era rosso come un pomodoro, sembrava volesse sparire sotto il tavolo. Gli amici si scambiavano occhiate nervose, incapaci di capire dove guardare. Eleonora invece era raggiante.
Cara, è per il tuo bene! Prevenire è meglio che curare. E la bilancia beh, eri tu stessa a dire che dopo le feste i jeans ti stavano stretti. Ci tengo a te come fossi mia figlia.
Ho provato a sorridere, ho mormorato un grazie, poi ho messo i pacchetti sotto il tavolo. Solo che dentro di me la serata era finita. Ho mantenuto la faccia serena, ma dentro mi ribolliva una rabbia mescolata a vergogna.
La vendetta è un piatto che si serve freddo, anche in cucina
Non feci scenate, non gettai la bilancia giù dalla finestra, anche se per un attimo ci ho pensato! La crema lho messa in bella mostra in bagno, ma usarla? Col cavolo.
Ogni volta che Eleonora veniva a trovarci, lanciava occhiate soddisfatte ai suoi regali e chiedeva:
La usi la crema?
La tengo per le occasioni speciali, rispondevo col sorriso più piatto del mondo.
E aspettavo il suo compleanno. Lei avrebbe compiuto cinquantacinque anni; unetà importante, una festa importante, unottima occasione per ricordarle che non tutti sono disposti a mandar giù le sue attenzioni.
Ci ho pensato a lungo. Restituirle il favore, regalandole un misuratore di pressione e una crema per le macchie della pelle mi sembrava troppo ovvio: avrebbe subito intuito la ripicca. Dovevo colpire in modo più sottile, più elegante, ma altrettanto incisivo.
Ci ho messo poco a capire il suo punto debole: non età, non la salute, né la linea. Il suo vero tallone dAchille era la lingua: la smania di criticare, dirigere, impicciarsi in ogni mio affare, dal colore delle tende a come sbuccio le carote.
Così sono andata in libreria e ho trovato una vera chicca: una elegante edizione in copertina rigida dal titolo perfetto: Larte del silenzio. Come tenere a freno la lingua e salvare le relazioni di famiglia. Con sottotitolo da standing ovation: Manuale pratico per chi dispensa consigli non richiesti.
Per rendere il regalo ancora più raffinato, ho aggiunto una lente dingrandimento con il manico decorato, proprio come nei film in bianco e nero.
Ecco a lei, in cambio di crema e bilancia
Il suo compleanno lo ha festeggiato in un bel ristorante, cerano parenti, amici, colleghi e lei al centro a godersi complimenti e attenzioni, come sempre. Per lei, quelle serate sono ossigeno puro.
È arrivato il turno degli auguri ufficiali miei e di Andrea. Lui, da vero diplomatico, ha detto due parole dolci e poi ha consegnato, da parte nostra, un buono per la spa. Non siamo mostri, dai il regalo vero doveva essere almeno gradevole.
Poi, con un sorriso, ho tirato fuori il mio pacchetto.
Eleonora, questo è da parte mia. Un piccolo extra, diciamo. Qualcosa per la mente.
Ha preso il pacchetto incuriosita e ha iniziato a scartarlo con calma, assaporando lattimo. Prima è uscita la lente dingrandimento.
Oh, che bella… un oggetto depoca? Ma a cosa mi serve? Ci vedo ancora benissimo.
Le ho sorriso:
Per guardare meglio i pregi degli altri, non solo i difetti.
Gli invitati hanno sorriso educatamente, non cogliendo la frecciata. Lei si è irrigidita appena, ma è andata avanti. Poi la seconda sorpresa: il libro.
Ha letto il titolo tra sé, poi le labbra hanno tremato di incredulità:
Come tenere a freno la lingua…
Mi ha guardata.
È un libro? ha balbettato, la voce tremava.
Sì, Eleonora, le ho risposto chiara e serena. Al mio compleanno mi hai così gentilmente ricordato di pensare al mio aspetto: ho pensato che a cinquantacinque anni sia giusto cominciare a lavorare sullarmonia della casa e sulleleganza interiore. Vedrai che ti sarà utile, proprio come la crema lo è stata per me.
La sua espressione si è macchiata di rosso. Ma non ha potuto fare una scenata altrimenti il libro sarebbe diventato la prova regina. Così ha borbottato:
Grazie, originalissimo davvero.
E ha messo il regalo da parte, come se fosse qualcosa di sgradevole.
A che punto sei col capitolo sulla discrezione?
Non ci siamo smesse di parlare, non ci sono state scenate dopo quella sera. È successa una cosa più interessante: le regole della partita sono cambiate.
Quella sera ha capito che adesso si gioca in due. E per ogni sua puntura io ho pronta una risposta ancora meno facile da digerire.
Allinizio chiamava solo Andrea. Con me era fredda, cerimoniosa, quasi distante. Poi però quasi per miracolo, le battutine sono diminuite.
Non ha più commentato il mio peso né il mio modo di mangiare. E ogni volta che stava per dire qualcosa di gentile, io la guardavo e chiedevo:
Eleonora, ma come va col libro? Sei arrivata al capitolo sulla discrezione?
E lei si fermava.
La bilancia ora prende polvere nello sgabuzzino. La crema, confesso, alla fine lho usata sulle piante dei piedi ti giuro, sono diventati morbidissimi, quindi in fondo grazie. E il libro, lho visto un giorno sul suo comodino. E sai? Cera il segnalibro messo a metà.
Vuoi vedere che funziona davvero?



