Ivan ha fritto le patate e ha aperto un barattolo di cetriolini: oggi è un anno dalla scomparsa della sua Elena. Improvvisamente, qualcuno bussò alla porta.

Giovanni aveva appena finito di friggere delle belle patate dorate e aveva aperto un barattolo di cetriolini sottolio non quelli mollicci da supermercato, ma quelli croccanti come piacciono ai piemontesi. Proprio oggi faceva un anno da quando non cera più la sua Elena. Allimprovviso, qualcuno bussò alla porta.

Sei tu! sorrise Giovanni, vedendo la vicina, la signora Vira, sulluscio. La invitò subito a tavola.

Si sedettero, fecero qualche chiacchiera sommessa, pensarono a Elena. Poi, improvvisamente, Giovanni tirò fuori dalla tasca una busta.

Vira, questa busta me lha data Elena poco prima che insomma, prima spiegò Giovanni, porgendogliela.

Ma questa è per te protestò Vira confusa.

Tu leggila, poi capisci rispose lui con voce bassa.

Vira aprì la busta, lesse qualche riga, e quasi le venne un colpo.

***

Il genero aveva promesso di venire a prendere la signora Vira sabato mattina. Peccato lasciare la casa in campagna proprio adesso, ma ormai era fine ottobre. Lacqua lavevano già chiusa da giorni, era ora di tornare in città.

Vira! Signora Vira! Siete in casa? Il vicino di casa, Giovanni Bianchi, bussava energicamente alla porta.

Avanti, Giovanni, sono ancora qui. Sto finendo di preparare le borse, il genero ha detto che passa dopo domani. Secondo me brontolerà che ho mille cose, ma che ci posso fare? Le mie cose son poche, il resto son tutti vasetti, conserve, roba dellorto. Ho essiccato delle mele, questanno ne abbiamo raccolte a quintali! Cetrioli, giardiniera, marmellate Come faccio a lasciare tutto qui? Lho fatto per la famiglia! A me basta poco.

Ah, non parliamone, Vira! Io pure sto per tornare in città, ma ancora rimango qualche giorno. Qui in autunno è uno spettacolo, e a Elena piaceva tanto questa stagione. Ma senti un po… Ti ricordi quando, anni fa, chiudevamo la stagione estiva tutti assieme? Cera ancora tuo Sergio, eravamo giovani, i figli piccoli. Ora nei giardini crescono le erbacce, allora però era tutto ordinato, i meli appena piantati Sembravano non crescere mai!

Giovanni si fermò un attimo.

Insomma, oggi è un anno da che è mancata Elena. Ti andrebbe di venire da me? Ho preparato delle patate fritte. Sediamo, ricordiamo insieme la mia Elena. E poi, avrei anche una cosa da dirti. Vieni?

Ma certo, Giovanni! Prendi questi cetriolini, fatti in casa. Arrivo tra mezzora, ho tutto sottosopra.

Le loro famiglie erano state legate da sempre. Insieme avevano costruito le case, piantato i frutteti, aiutato uno laltro nei traslochi. Le vacanze estive erano una lunga festa in comune: giornate corte, ma vissute intensamente. Adesso, in estate, i nipoti di Vira restavano da lei tutta la stagione, così non aveva neanche il tempo di sentire la solitudine. Di Sergio non ce nera più da sette anni, ma Giovanni ed Elena erano ancora vicini di cuore. Anzi, erano: Elena se nera andata lautunno scorso. Aveva pure vantato di aver perso quei chili di troppo, sembrava una modella. E poi Puff, il destino.

Anche questa estate era strana: Giovanni girava nervoso, si metteva a vangare gli orti, ma poi chi li avrebbe seminati? Senza Elena, non cera voglia di nulla. Lunico rumore dalla sua casa era il tentativo di aggiustare qualcosa in cantina, seguito da qualche imprecazione. I nipoti di Vira arrivavano solo saltuariamente: o erano in colonia, o al mare con i genitori. Insomma, chi la vedeva questa raccolta? Finiva che Vira annaffiava e diserbava solo per non stare ferma.

Vira sospirò: cosa vuoi farci? Si cambiò e andò dal vicino, aveva promesso.

Giovanni laspettava a braccia aperte. Sul tavolo: patate fragranti, pomodori dellorto, cetriolini sottolio, appena aperti dalla confezione di Vira.

Siediti, Virina, domani arrivano i ragazzi, ma stasera ricordiamo Elena come si deve. Guarda che foto ho trovato! Sergio che pianta il ciliegio, tu che ridi, noi col cestino pieno di funghi, la grigliata di Ferragosto Qui Elena che ride davanti al fuoco raccontava Giovanni. Versò un bicchierino di grappa piemontese.

Dai, beviamo per loro: per la mia Elena e il tuo Sergio. Silenzio. Qualche croccante cetriolino spezzò il momento.

Poi Giovanni prese la busta dalla tasca.

Vira, ascoltami bene. Quando lanno scorso Elena è peggiorata, abbiamo parlato tanto, sembrava di vivere una seconda vita. Riguardavamo vecchi film, discutevamo di tutto. Poi mi ha dato questa lettera, dicendo: Non discutere, questa è la mia volontà. Tu, promettimi solo che la rispetterai. Ecco perché, anche se è per te, te la sto dando.

Ma Giovanni, è roba tua!

Tu leggi, leggi, poi capirai.

Vira aprì la busta e srotolò il foglio con la calligrafia di Elena:

Giovanni, amore mio, che posso farci? Anticipo i tempi, lo so. Ma la vita va avanti, e tu la devi vivere anche doppio, per noi. Ti lascio la mia benedizione: sii felice. Non vuol dire che mi dimentichi, anzi! Solo, mi spiacerebbe vederti triste da lassù. Non sentirti in colpa, goditi la vita: labbiamo sempre amata, no? Non stare solo. Magari incontrerai qualcuno, e se questa persona fosse Vira, io sarei la prima a gioirne. Ti chiedo di chiederle di vivere con te, siete due persone care e ne comprenderete il senso. Non siamo mai stati tipi da arrenderci, noi due. Promettimi, Giovanni: vivi, nonostante tutto.

Tua Lena.

Vira rilesse due volte, e fissò Giovanni negli occhi.

Le avevo promesso che avrei fatto come lei voleva. Tu lo sai, Vira Ci lega una lunga amicizia, molti ricordi. Non cè niente di male. Vivere e godere della vita è una fortuna, lasciarsi andare alla tristezza è peccato. Vira, vuoi essere mia moglie? Non te ne pentirai, te lo assicuro.

La povera Vira non sapeva che dire. Poi, lentamente:

Giovanni, va bene. Ci penso su. Al massimo dico a mio genero che non ho fatto in tempo a prepararmi, mi fermo una settimana in più.

Così avevano deciso. E Giovanni la accompagnò fino a casa.

Quella notte, Vira non chiuse occhio. Gli anni trascorsi le passavano davanti come un film. Al mattino, in sogno le venne a trovare Sergio, che ridendo le disse: Che ci pensi tanto? In due la vita pesa meno! Accetta la proposta di Giovanni, che ti fa solo bene. Anzi, mi fa piacere!

Lestate successiva, Vira e Giovanni tolsero il recinto tra i due appezzamenti. Ora avevano il doppio dei nipoti che scorrazzavano in giro gridando. Giovanni costruì unaltalena, i nipotini dei figli si arrangiavano con le aiuole, ci stava roba per un esercito. I figli venivano a trovarli nei weekend, felici che i genitori non fossero soli.

Che poi, se qualcuno aveva da ridire, pazienza. Tanto su, tra una nuvola e laltra, Elena e Sergio sorridevano soddisfatti: il loro testamento della felicità era stato rispettato. E la vita, alla faccia di tutto, continuava.

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