La vicina continuava a chiedermi in prestito sale, zucchero e uova senza mai restituirli: quando si è presentata per la farina, le ho presentato il conto di tutti i prodotti

La mia vicina aveva preso labitudine di venire a chiedere in prestito sale, zucchero e uova, ma non restituiva mai nulla. Quando si è presentata a chiedere la farina, le ho presentato il conto di tutti gli alimenti.

C’è un detto molto diffuso da noi: Troppa bontà rovina la gente. In passato mi sembrava unesagerazione, ma la vita mi ha mostrato fin troppo bene cosa si cela dietro queste parole.

Circa sei mesi fa, di fronte a casa mia si è trasferita una nuova vicina. Una donna sulla quarantina, sempre curata e sorridente. Al mattino ci incontravamo davanti allascensore, ci scambiavamo saluti gentili la classica cortesia tra vicini, nulla più.

La prima volta che bussò alla mia porta fu un paio di settimane dopo essersi trasferita. Saranno state le nove di sera. Apro e mi trovo davanti Federica, con unespressione imbarazzata e una tazza vuota in mano.

Scusami se disturbo, ha detto subito tutta esitante. Puoi immaginare? Mi ero messa a fare le crespelle, avevo preparato tutto e il sale è finito! Me ne potresti prestare un po? Domani te lo riporto di sicuro!

Come potevo rifiutare una cosa così da niente? Le ho dato quasi metà saliera, lei ha ringraziato e se nè andata.

Solo che il secondo favore non ha tardato ad arrivare. Dopo pochi giorni era di nuovo sulla mia soglia: questa volta cercava dello zucchero.

Avevo proprio voglia di un tè caldo, si è giustificata avvolta nella vestaglia. Ma fuori diluvia e ormai è tardi… Mi daresti una tazza di zucchero? Domani vado in negozio e te lo ricompro!

Non mi pesava, ma iniziavo a chiedermi se fosse possibile essere senza le cose più indispensabili dopo quasi un mese di trasloco. Sale, zucchero, olio, fiammiferi le basi che non mancano a nessuno. Ho lasciato correre.

La settimana dopo Federica aveva bisogno di uova. Dopo ancora, un po di olio extravergine, cipolla, mezzo limone, una bustina di tè, una pastiglia per il mal di testa e, perfino, un rotolo di carta igienica.

Si ripeteva sempre la stessa storia: la sera, sguardo colpevole, una scusa su cosa avesse dimenticato di comprare e la promessa che domani te lo riporto. Ma niente di ciò che prendeva tornava mai indietro. Una memoria selettiva davvero incredibile: si ricordava sempre che io ero in casa, ma dimenticava sistematicamente i suoi debiti appena chiudeva la porta alle spalle.

Un giorno sono stata io ad aver bisogno: mi serviva una carota per la minestra. Sapevo che Federica era in casa e l’ho chiamata. Ha aperto, mi ha ascoltata e con finta innocenza mi ha risposto:

Oh, ce lavrei ma mi serve anchio per cucinare, ne ho poche. Non posso dartela.

E mi ha chiuso la porta in faccia.

In quel momento ho capito. I miei ingredienti sono per tutti, ma le sue carote sono un patrimonio riservato? Basta, ho deciso che era ora di finirla.

Ho tirato fuori il quadernetto e mi sono appuntata a memoria tutto ciò che Federica mi aveva chiesto negli ultimi mesi: zucchero, uova, caffè, olio, cipolla, pastiglia, limone, detersivo. Calcolando il costo medio in euro, arrivavo a circa 35 euro.

Ho lasciato il biglietto scritto in ingresso, sapevo che a breve sarebbe tornato utile. Avevo ragione.

Quel sabato, proprio mentre stavo per mettermi a preparare una torta, è arrivato il campanello. Sbircio dallo spioncino: Federica, con una ciotola in mano.

Respiro profondamente, indosso un sorriso cortese e apro la porta.

Ciao! comincia tutta allegra. Senti, puoi aiutarmi? Volevo preparare dei pancake, il latte è quasi finito e la farina non ne ho più! Me ne dai trecento grammi? Poi ti riporto tutto!

Farina? ripeto. Sì, certo che ne ho.

Fantastico! Lo sai che te la ridarò senza problemi!

Federica, va benissimo. Ma prima fammi fare un piccolo riassunto della nostra cooperativa culinaria.

Le passo il foglietto già preparato. Lei sgrana gli occhi, senza capire cosa stia succedendo. Di solito non facevo domande e le portavo subito tutto in cucina, e ora invece ecco un resoconto dettagliato.

Guarda, le dico indicando le voci. Ho segnato tutto quello che mi hai chiesto negli ultimi due mesi. Facciamo il conto insieme: uova, quindici. Giusto?

Eh davvero non saprei mormora, il sorriso che sbiadisce piano piano.

Io invece ho tenuto il conto. Zucchero: quattro volte una tazza. Olio, caffè, detersivo, limone, cipolla. Tutto corretto?

Federica tace, lo sguardo che da interdetto scivola verso il risentimento. Come ho potuto? Noi siamo vicine di casa!

Ho anche fatto la media dei prezzi e ti ho pure scontato qualcosa, proseguo. Totale: 35 euro.

Allungo la mano, palmata in alto.

Quando vuoi saldare, prendi pure la farina. Te la setaccio anche, se ti va.

Ma sei seria? sbotta infine. Mi stai facendo il conto? Per il sale e i fiammiferi? Ma sei normale?!

Più che mai, le rispondo calma. Se prendi e non riporti, allora non è un favore: è come comprare. E io vorrei solo essere pagata per quello che hai preso.

Ma quanto sei tirchia! esclama alzando le mani. Pensavo che tra gente perbene

Essere tirchi è comprare sushi ogni settimana e venire a chiedere un rotolo di carta igienica ai vicini, le rispondo senza scomporre un muscolo.

Federica arrossisce come un peperone.

Tieniti la tua farina, allora! grida. Non ti chiederò mai più niente!

Mi gira le spalle e sbatte la porta dietro di sé. Resto lì col foglietto in mano, più sollevata che arrabbiata.

Sono passate due settimane. Federica non mi saluta più. In ascensore si volta dallaltra parte e finge di parlare al telefono. Ho anche sentito che si lamentava con la portinaia, dicendo che in questo condominio vivono gente avara e strani tipi.

E voi, al mio posto, cosa avreste fatto? Avreste continuato a sopportare?

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fourteen + twenty =

La vicina continuava a chiedermi in prestito sale, zucchero e uova senza mai restituirli: quando si è presentata per la farina, le ho presentato il conto di tutti i prodotti