Caro diario,
Stasera il silenzio nel mio ingresso era quasi assordante. Luca se nè andato, sbattendo forte la porta. Il suo giubbotto non era più appeso al solito gancio, lintenso profumo che lasciava scia nellaria era sparito, così come le sue scarpe dalla mensola: uno spazio vuoto, come se una parte di vita estranea fosse stata strappata via improvvisamente.
Ho fatto un lungo respiro e abbassato lo sguardo. Ai miei piedi, con le orecchie piegate per la vergogna e una zampetta trascinata per letà, cera Cesare. Quindici anni insieme e sei chili di totale lealtà.
Eccoci qua, vecchio mio ho sussurrato, inginocchiandomi per affondare le dita nel suo pelo ormai meno lucente di un tempo Sembra che ce labbiamo fatta anche stavolta.
Cesare ha risposto con un breve, sicuro “mrr”.
Il gatto con un passato, ed il miraggio del compromesso
Luca è entrato nella mia vita sei mesi fa. Tutto è stato semplice allinizio: ci siamo capiti subito e, senza accorgercene, abbiamo deciso di convivere. Cesare non è mai stato un segreto: durante le nostre uscite gli raccontavo spesso di questo gatto un po burbero e delle sue abitudini. E lui sorrideva: Adoro gli animali, mi assicurava.
Ma Cesare è molto più di un gatto qualsiasi. Lho trovato micino sotto un acquazzone a Milano, e da allora ci siamo sostenuti reciprocamente tra lacrime, felicità e nuovi inizi. Silenzioso testimone della mia vita, confidente delle mie gioie e dolori: oggi ha quindici anni, soffre di insufficienza renale, segue una dieta ferrea e le flebo ormai fanno parte della routine.
Da quando Luca si è trasferito a casa mia, il suo amore per gli animali sembrava evaporato.
Allinizio erano solo piccole osservazioni: Ma dorme sempre ai tuoi piedi? Non è igienico. Perché spendi tanto per il veterinario? Alla fine, è solo un gatto. Ne puoi prendere uno nuovo.
Io cercavo sempre di smussare gli angoli: cambiavo più spesso le lenzuola, compravo sabbietta di prima scelta, davo le medicine a Cesare quando Luca non cera. Scendevo a compromessi, sperando che questo fosse il significato di costruire una relazione.
Il momento della scelta
Martedì sono tornata tardi dal lavoro e lui era già a casa. Non appena ho aperto la porta, la casa era impregnata di un forte odore di candeggina e mi ha investito una voce urlante.
Cesare aveva vomitato sul tappeto nuovo che Luca aveva comprato da poco. Sgradevole, certo. Ma nulla di irreparabile.
Luca era in piedi nella camera da letto, paonazzo dalla rabbia, indicava minaccioso il gatto, tremante sotto il letto.
Basta, non ce la faccio più! ha urlato appena mi ha vista Sono stufo di questo gatto!
Ho tolto il cappotto in silenzio, cominciando a dire ciò che era naturale.
È una creatura viva, ha quindici anni ed è malato ho detto, afferrando un po di detersivo.
Non mi interessa! Voglio vivere in un ambiente pulito. O me o questa palla di pelo spelacchiata. Decidi prima di cena: trova una soluzione, portalo via o mettilo a dormire per sempre, sennò io esco di casa.
Mi sono rialzata, ancora con lo straccio in mano. Luca si aspettava pianti e suppliche, invece la mia voce è rimasta ferma.
Non serve aspettare fino a stasera ho detto calma Le valigie sono sopra larmadio. Hai un quarto dora.
Davvero? Mi butti fuori per un gatto? Hai idea che tra poco resterai sola, a quarantanni, con questa bestia?
Il tempo scorre.
Ha gettato le sue cose in fretta, lanciando offese a caso. Io tacevo, ogni sua parola non faceva che rafforzare la mia decisione. Per tutto il tempo, Cesare stava zitto sotto la sedia della cucina, immobile.
Ha chiuso la valigia e si è avvicinato titubante.
Martina, ma che fai? Ho esagerato, parliamone con calma. Portiamolo da tua madre, ti prego Lodore non si sopporta più
No ho risposto secca Non è questione di odore, Luca. È che tu mi hai costretta a scegliere.
Quando ho sentito il click della serratura, sono andata verso la cucina e mi sono versata un bicchiere dacqua. Cesare è venuto fuori dal suo nascondiglio, mi si è strofinato contro la caviglia e ha fatto un “miao” breve, pieno.
Siamo rimasti io e lui, come sempre. E, alla fine, mi sono sentita finalmente a casa.





