Il cardiologo Braghinov arriva in una famosa località termale per rilassarsi: decide di farsi la barba e prepararsi per una serata speciale dedicata a chi ha superato i 40 anni… anche se lui ne ha già più di 60 – ma chi se ne accorge?

Il cardiologo Braghinelli arrivò al centro termale per rilassarsi un po. Decise di farsi la barba e andare alla serata danzante. Daltronde, superata la quarantina Beh, ormai aveva passato i sessanta, ma chi ci bada?

Ad un tratto, nella sua camera, fece irruzione una donna. Per poterla descrivere ci vorrebbero le mani di un Michelangelo. Era fatta per essere usata come esempio durante una lezione: bastava indicarla con il puntatore e annunciare: “Ecco, la donna è composta da…”.

Urlava: che fortuna che proprio il noto cardiologo fosse lì in vacanza! Perché in sala medica, in quel momento, leconoma portava un malato grave. Il cardiologo del centro non cera; dopotutto, nessuno pianifica un infarto a mezzanotte. Ma per caso, in quel periodo, in quel centro termale soggiorna proprio Braghinelli

Braghinelli sentì che il discorso stava per ricominciare da capo. Capì che non se ne sarebbe liberato. Una donna di almeno centocinquanta chili, con un rossetto rosso fuoco al centro del volto, come il sigillo demoniaco dellInquisizione su un sasso cosparso di cipria. Queste donne non mollano: non vale nemmeno la pena spiegare che nemmeno un mago del cuore può lavorare con aiuto delleconoma e di uninfermiera vestita da Pupazzo di Neve tentatore.

Così Braghinelli arriva in sala medica, trova leconoma con unaria allarmata e una barella. Sulla barella, schiacciato dalla cartella clinica, giaceva un uomo barbone, spento, sguardo smarrito; sembrava un tredicenne col volto da boscaiolo. Quella corporatura di solito appartiene ai ricercatori anziani.

Delira, avverte leconoma. Continua a ripetere rosa, rosa. Si crede nel negozio di fiori.

Linfermiera misura la pressione, scuote la testa: è grave, 70 su 50, ma sembra scendere ancora. Non è neppure una pressione, sembra il giro di vita delle sue braccia o delle gambe, e scoppia a ridere. A Braghinelli viene la pelle doca. La cartella clinica dice che per lui 180 su 100 è un semplice riscaldamento.

Braghinelli osserva la stanza, va a cercare quello che serve e improvvisamente sente dei singhiozzi, insoliti in una sala medica. Si gira: linfermiera piange.

Chiede: tutto bene?

Lei, tra le lacrime: Mi fa troppa pena questuomo

Braghinelli sente una leggera inquietudine.

Prepara ladrenalina, dice mentre si disinfetta le mani. Sai almeno cosè ladrenalina? In quale siringa si mette?

Oh, mi dispiace troppo per quelluomo si lamenta ancora linfermiera e si appoggia allo stipite, piangendo.

Braghinelli prende la siringa, si autoprepara la dose. Vede leconoma fissare aghi come se fossero spade. Non ha mai visto uno strumento simile, adatto forse a respingere i pirati. Non esiste chi, persino col didietro più robusto, non sobbalzi a vedere un ago così. Nota che stanno tutti agitati: leconoma occhioni spalancati, linfermiera disperata.

Vorrebbe schiaffeggiare qualcuno per farli rinsavire, poi si trattiene pensando che potrebbe diventare pericoloso; magari tutto il centro termale fa una brutta fine.

Braghinelli decide: basta. Trova il punto sul petto scavato del paziente e infila lago. Immediatamente leconoma crolla come una pila di libri.

Povera economa! grida linfermiera.

Ma siete impazziti tutti quanti? urla Braghinelli. Dovè lammoniaca?

Moriranno? Moriranno! Oddio, che i miei occhi non vedano questa scena

Sulla scrivania cera una lampada di ghisa, massiccia, cinque chili minimo, con sopra inciso Davide cura il leone dal mal di gola. Braghinelli vorrebbe tramortirli con quella, almeno per mettere ordine. Poi cambia idea: è meglio finirla con questa follia, ormai non si capisce più chi sia il paziente.

Ordine! Disciplina e calma! grida.

Sul lettino, il paziente apre gli occhi, si tira su.

Per favore, niente confusione, esclama linfermiera, posandogli la mano sulla testa e schiacciandolo giù. Lammoniaca sta nellarmadio, ovvio!

Leconoma è svenuta, neanche il polso si sente. Il braccio del barbone ricade. Riparte tutto daccapo. Che diavolo succede? Pensa Braghinelli.

Falli il massaggio! grida, trascinando per una gamba leconoma sotto il lettino.

Linfermiera gira il paziente a pancia sotto, alza la gonna e si prepara a scavalcare la barella.

Massaggio cardiaco, testoni delle terme! urla Braghinelli.

Linfermiera rigira il paziente, si siede sopra di lui, la barella si deforma. Braghinelli sente il crack. Alleconoma infila del cotone impregnato di ammoniaca nel naso, mentre guarda la scena: centocinquanta chili di massa viva su sessanta del poveretto. Quelluomo si sgonfia come una pompa bucata.

Solleva leconoma, cui ogni parte del corpo scivola via come un polpo. La trascina accanto al lettino e la fa sedere. Linfermiera impazzita rischia di sbriciolare il paziente. Strappa anche lei, le mette lammoniaca al naso, e la fa sedere accanto alleconoma. Sembrano due galline spaventate: uno coi pantaloni a metà, laltra con la gonna arrotolata in su. E questi sarebbero i soccorsi? Ma nemmeno con lammoniaca si riprendono.

Poi, il paziente si solleva ancora come lo schienale di un sedile. Occhi chiusi, lentamente gira la testa verso la panca. Leconoma lo vede e sviene di nuovo, si frana in avanti. Braghinelli nota che quando sbatte la fronte a terra, si formano delle crepe a raggiera sul pavimento.

Compagni dice il paziente a occhi chiusi. Vi prego, non curate più

E poi spiega: lui è ipoteso da generazioni. Appena prima di una nevicata si sgonfia come un palloncino, durante i temporali il vento lo trascina da una parte allaltra del salotto. Non è colpa sua, è nato così. La sua pressione è sempre 80 su 50; a volte scende persino di più, allora una bella tazzina di caffè risolve. Ma non certo una donna con la collana di palle da biliardo che gli si siede addosso. Aveva pensato fosse la fine. Ecco, la “Rosa” sarebbe tornata dal bagno trovandolo morto. Malata lei, a toccava a lui il funerale.

Braghinelli sente i capelli diventare bianchi. Prende la cartella clinica, legge: “Rosella Lioni”. Si ricorda: mentre viaggiava verso le terme sperava di conoscere una bella tipa locale, chiacchierare, magari qualcosa di più Sperava qualcosa di meglio di tutto ciò, ora si sente svuotato.

Ma cosè? chiede, mostrando la cartella allinfermiera.

È la cartella, risponde lei guardando nel vuoto, con il cotone nel naso.

Ma questo non è Rosella Lioni, nota Braghinelli. Questo è almeno Leone Rosati!

In qualità di medico avrebbe dovuto accorgersene

Ma va

Compagni, spiego la situazione, interviene il paziente. Mia moglie è qui con me. Le sono andato a portare uno yogurt alla rosa…

Lei è andata in bagno, ha lasciato la cartella vicina, e allimprovviso mi sono sentito male. Quello lì, che ha appena sfatato il principio secondo cui “più morbido non scalfisce il duro”, mi ha messo su una barella e portato via. Ecco perché ora sono qui. Stavo male, ora sto benissimo. Tra il bluastro generale e le facce paonazze, a momenti viene voglia di cantare. Altro che ipotensione; ormai se mi avvicini una fiamma sotto i piedi, parto per la stratosfera. Questa pressione, al momento, mi basta e avanza per i prossimi dieci anni. Grazie a questo medico risoluto, potrò scrivere la mia prossima tesi senza mai dormire.

Proposta: dice linfermiera, quando luomo e lo yogurt si sono dileguati, Facciamo finta che qui non sia successo nulla.

Braghinelli tornò a pensare alla lampada di ghisa, ma linfermiera lo anticipò:

Delleconoma me ne occupo io.

Braghinelli, alla fine, nel centro termale, non riuscì a conoscere proprio nessuno.

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