«Il mio vicino (51 anni) vive da solo da 12 anni. Ieri gli ho chiesto: “Perché non cerchi una compagna?” Mi ha spiegato 6 motivi. Ora capisco perché ha ragione»

Ieri sono passato dal mio vicino, Alessandro, per chiedergli in prestito un trapano. Mi ha aperto la porta in pantaloni della tuta e maglietta:

Entra pure, ho appena finito di cenare.
Entro. L’appartamento è pulitissimo, in cucina si sente il profumo di pollo al forno. Sul tavolo c’è un portatile e vicino un calice di vino rosso.

Alessandro ha cinquantuno anni. Divorziato da dodici. Vive da solo. Lavora come ingegnere e guadagna circa duemila euro al mese.

Lo conosco da quando mi sono trasferito qui, ormai cinque anni fa. Non l’ho mai visto con una donna. Nemmeno tra gli amici che invita a casa, sempre uomini.

Mi consegna il trapano, poi mi versa un bicchiere di whisky:

Siediti, visto che sei qui. Era un po’ che non ci vedevamo.
Ci sediamo in cucina. Ci facciamo un brindisi.

Gli chiedo:

Ale, ma perché sei sempre solo? Non cerchi nessuno?
Sorride ironico:

In realtà non cerco, Paolo. Ho vissuto ormai dodici anni da solo. E sai una cosa? Sto meglio così.
E perché?
Versa ancora un po’ e si appoggia allo schienale:

Te lo spiego. Sei motivi. Chiari. Li ho vissuti sulla mia pelle.
Motivo uno il rischio di rovinarsi dopo il divorzio
Alessandro inizia:

Ho divorziato dodici anni fa. Ero stato sposato diciotto anni con Silvia. Abbiamo una figlia, adesso ha ventotto anni e vive da sola.
Prende un sorso:

Ci siamo lasciati per un tradimento suo. L’ho scoperta con un collega. Ho chiesto il divorzio.
E comè andata?
Il tribunale ha diviso lappartamento a metà. Anche se la maggior parte del mutuo lavevo pagata io. Alla fine: abbiamo venduto e ci siamo divisi il ricavato. Io ho preso questo bilocale.
Mi fissa negli occhi:

Paolo, ho perso metà di ciò che avevo per colpa di un suo tradimento. E tutto secondo la legge. Capisci? Io lavoravo, pagavo il mutuo, lei mi tradiva. E si è presa metà.
Beh, è il divorzio
Appunto. E ora dimmi: perché dovrei rischiare di nuovo? Metti che incontro unaltra donna. Si trasferisce qui da me. Stiamo tre anni insieme. Ci sposiamo. Compriamo unauto. Poi lei decide di lasciarmi. Chi me lo fa fare?
Non replico. Lui continua.

Motivo due le donne non condividono i sogni
Pensa, Paolo, io ho un sogno da sempre. Voglio comprarmi una vecchia Vespa. Restaurarla. Fare giri il fine settimana.
Gran bella idea.
Eh, già. Sono un anno che metto via soldi. Ancora sei mesi e prendo una Vespa anni 70. Me la sistemo da solo.
Beve un sorso dacqua dopo il whisky:

Quando ero sposato, sognavo anchio. Volevo imparare a suonare la chitarra. Lavevo comprata, mi ero iscritto a un corso. Silvia mi disse: Ma cosa te ne fai? Hai quarantanni, mica sei Baglioni. Ho mollato tutto. Una volta volevo fare canoa sul Po. Lei: Sei matto? Abbiamo il mutuo, e tu giochi col fiume. Non ci sono andato.
Si volta verso la finestra:

Le donne non credono nei sogni degli uomini. Li considerano stupidaggini. Adesso invece sono libero, faccio quello che voglio. Se mi compro la Vespa, nessuna mi prende per matto.
Motivo tre aspettative fuori misura
Alessandro prosegue:

Tre anni fa ho provato con i siti dincontri. Mi sono iscritto, ho compilato il profilo in modo onesto: età, lavoro, stipendio, passioni.
E poi?
Ho scritto a qualcuna. Una si chiamava Martina, quarantasei anni, amministratrice in un centro estetico. Prendeva mille euro al mese. Mi risponde: Sei interessante. Ma cerco uno che ne guadagni almeno tremila.
Ride:

Le ho chiesto: E lei quanto guadagna? Si è offesa e mi ha bloccato.
Sul serio?
Sul serio. Paolo, oggi troppe donne si credono principesse. Guadagnano mille, millecinquecento euro. Vivono in affitto. Ma vogliono luomo con tremila euro, macchina, casa di proprietà. E in cambio offrono solo lenergia femminile.
Finisce il whisky:

Io guadagno duemila euro. Ho la mia casa. Macchina. Per molte donne sono un fallito. Solo perché non sono milionario. Perché dovrei frequentare chi non mi rispetta?
Motivo quattro la vita domestica
Gli chiedo:

Non ti manca un po la casa accogliente, una che cucina con te?
Ride ancora:

Paolo, guarda intorno. È pulito? È pulito. Pulisco io, una volta a settimana. Ci metto unora. Mangio bene? Certo. Stasera pollo con verdure. Cucino in mezzora. Lavo i panni? La lavatrice fa tutto, devo solo caricare.
Si alza e indica la cucina:

Non mi serve una donna per la casa. Sono autonomo. E poi, oggi metà delle donne non sa nemmeno cucinare! Ordinano tutto con Just Eat o mangiano surgelati.
Però qualche brava cuoca cè
Ce ne saranno, ma io di solito trovo quelle che vogliono solo essere mantenute. A quel punto, meglio da solo.
Motivo cinque paura delle bugie e dei giochetti
Alessandro versa ancora whisky, a lui e a me.

Paolo, dopo il divorzio ho frequentato due donne, per poco. Entrambe bugiarde.
In che senso?
La prima, Chiara, diceva che era divorziata. Invece poi ho scoperto che aveva ancora il marito. Voleva solo evadere, perché il marito guadagnava poco.
Beve:

La seconda, Alessandra, sosteneva di non avere figli. Dopo due mesi scopro che ne aveva due. Mai detto nulla per non spaventarmi.
Un disastro
Già. Stanco delle menzogne. Mentono come niente fosse. Pensano sia normale nascondere cose pur di incastrare luomo. Poi si meravigliano se non ci fidiamo più.
Motivo sei la punizione per chi prende liniziativa
Si rilassa sulla sedia:

Lultima volta che ho provato a conoscere qualcuno è stato un anno fa, in libreria. Una donna al reparto classici, sui quarantacinque.
E poi?
Mi sono avvicinato. Le ho detto: Buonasera. Vedo che ama la letteratura. Posso consigliarle qualcosa di bello. Mi ha guardato come se fossi un maniaco. Mi ha risposto gelida: No grazie, faccio da sola. E se nè andata.
Sogghigna:

Oggi, ogni gesto di un uomo viene preso per molestia. Ti avvicini? Sei un maniaco. Scrivi su Facebook? Stalker. Inviti per il caffè? Approfittatore.
Non tutte sono così
Per fortuna. Ma la maggioranza sì. Io mi sono stancato di prendere due di picche e sguardi di ghiaccio. Ora non cerco più nessuna. Se una è davvero interessata, che si faccia avanti lei. Io non mi umilio più.
Le mie riflessioni
Alessandro beve lultimo sorso. Mi guarda:

Paolo, non dico che tutte le donne siano uguali. Alcune sono brave persone. Ma trovarle è come cercare un ago nel pagliaio. E il prezzo di un errore è alto: soldi, nervi, anni di vita.
Si alza:

Ho cinquantuno anni. Un buon lavoro. Casa mia. Una macchina. Hobby miei. Amici. Sono felice così. Perché dovrei rischiare la serenità per una relazione che quasi sicuramente finirebbe male?
Torno a casa. Mi corico. Ripenso alle sue parole.

Ho quarantanove anni. Sono sposato da ventitré. Con mia moglie va tutto bene. Ma se fossi stato solo avrei seguito il suo esempio?

Probabilmente sì.

Ha ragione un uomo a vivere da solo per dodici anni e rinunciare allamore per paura di perdere tutto? O è solo paura di affrontare di nuovo una storia?

Davvero il divorzio porta alla rovina anche se è stata la moglie a tradire, o stiamo esagerando?

È giusto, a cinquantanni, rifiutare nuove relazioni perché il rischio è troppo grande, o è solo egoismo e paura di vivere?

Le donne davvero non appoggiano i sogni degli uomini, o scegliamo solo quelle sbagliate?

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