Il Ladro di Salumi

IL FURTO INSACCARATO

Non poteva davvero ignorare quel gatto. Soprattutto perché continuava a rubare nel suo minuscolo alimentari di quartiere. Ma, diciamolo, lo faceva in modo così spudorato e teatrale che era impossibile arrabbiarsi. Anzi, si finiva proprio per aspettare con impazienza il prossimo assalto!

Il negoziante si preparava sempre allevento, cellulare alla mano per immortalare lo show felino. La sera, a cena, mostrava i video a sua moglie e ridevano insieme fino alle lacrime. Ecco come andava la storia.

Il gatto se ne stava seduto per uneternità davanti alla porta socchiusa, fingendo di passare lì per caso a godersi il fresco, altro che interessi loschi! Intanto scrutava di qua e di là, assicurandosi che la piazza fosse libera. Il negoziante si era già appostato dietro il grande frigorifero, pronto a riprendere tutta la scena.

Il nostro ladro entrava con tutte le cautele, avanzava diretto verso lo scaffale delle salsicce. Poi, scattando come Totti ai tempi doro, acchiappava una salsiccetta o una mortadellina e, nemmeno il tempo di unAve Maria, svaniva dietro langolo… Ma.

Il languorino era più forte della prudenza. A pochi metri dal negozio, il gatto si arrestava, si piazzava e iniziava la sua meritata pausa-pranzo.

Il padrone usciva, si teneva a distanza e domandava con aria complice:
Buona, eh?
Il gatto alzava la testa e rispondeva con un sonoro miao approvante.
Menomale sospirava il negoziante. Torna pure quando vuoi!

Ora, vi starete chiedendo. Ma come sono tutte queste salsicce lì a portata di zampa, mica in frigo e nemmeno troppo in vista? E perché sempre tutte ben posizionate, singole, pronte alluso? Semplice.

Il cuore del negoziante era più tenero di una burrata appena fatta.

Il gatto era arrivato al negozio sottile come uno spaghetto, il pelo arruffato, la fame negli occhi. Ma non ne voleva sapere di farsi avvicinare o prendere cibo dalle mani umane. Così, luomo ebbe lidea geniale: lasciò le salsicce vicino allingresso, e battezzò il felino Tiberio perché rubava con leleganza di un vecchio patrizio romano.

Così Tiberio poteva guadagnarsi il pasto. Più o meno onestamente.

Lesperimento funzionò. Col tempo, salsicce e mortadelle finirono sempre più allinterno. Alla fine, creò un vero e proprio punto ristoro nascosto sullo scaffale in basso, vicino al pavimento.

Tiberio ormai entrava, si serviva senza problemi, ma si sa. Rubato ha sempre più sapore, è un dato antropologico, ehm, felinologico!

Poi il negoziante aggiunse fuori dal negozio una bella ciotolona dacqua, una scodella con i migliori croccantini in euro che si potessero trovare, una lettiera, e perfino una cuccia imbottita con un vecchio plaid della nonna.

Tiberio era ancora diffidente. Non si faceva prendere, però amava i dialoghi.
Il negoziante gli parlava mentre lui, tra uno spuntino e laltro, ogni tanto gli lanciava unocchiata pensierosa, e rispondeva con qualche miagolio filosofico.

Da un po di tempo, però, una curiosità ossessionava il negoziante.
Tiberio ormai mangiava benone la pancetta cresceva ma, nonostante tutto, continuava a rubare una-due salsicce al giorno e sparire dietro langolo. Dove andava? Era un mistero.

Dopo vari tentativi falliti di seguirlo senza farsi scoprire, luomo si arrese alla tecnologia: comprò una mini-telecamera con visione grandangolare collegata direttamente al suo PC. Ed ecco, finalmente, il colpo di scena.

Dal minuscolo finestrino di una cantina spuntò fuori un micetto arancione che corse subito incontro a Tiberio, divorando con entusiasmo la salsiccia portata dal fratello maggiore.

Domani, hai capito?! Domani quel gatto dorme da noi! esclamò la moglie la sera stessa, commossa fino alle lacrime.

Ma catturare Tiberio ormai non era più un problema, visto che dormiva spesso direttamente in negozio. Il problema, però, era il piccolo Arancino: scattante come una Ferrari in autostrada intoccabile!

Passavano i giorni: dalla telecamera, il negoziante osservava Arancino che beveva dalla ciotola di Tiberio, si appisolava nella cuccia, ma bastava un tentativo di avvicinarsi e swoosh spariva veloce come un sogno estivo.

Tutto cambiò un mattino, quando uno strano miagolio assordante giunse dallingresso.
Nessun cliente allorizzonte.

Uscito dal bancone, il padrone trovò Arancino seduto sullo zerbino, che urlava come se dovesse annunciare la finale dei mondiali.

Che cè piccoletto? chiese luomo.

Arancino lo fissò negli occhi e lo guidò deciso attorno allangolo. Lì, Tiberio era sdraiato, dolorante, la zampa posteriore gonfia: un cane lo aveva morso. Si era liberato, sì, ma la ferita era profonda.

Il micetto si strofinò dolcemente a Tiberio con la testolina e iniziò a strillare di nuovo.
Santo cielo borbottò luomo.

Si tolse la giacca, vi avvolse Tiberio con delicatezza, prese Arancino (che stranamente non opponeva resistenza) e lo infilò in tasca. Chiuse il negozio alla belle meglio e corse in macchina.

Passarono cinque ore dal veterinario, tra fili e cerotti, ma ormai il trio era affiatato. Luomo decise che il nuovo arrivato si sarebbe chiamato Sole: giocoso, simpatico come pochi! Quella sera, portò a casa un Tiberio ancora mezza addormentato dallanestesia e un Sole che non la smetteva di farsi accarezzare.

Sua moglie toccava il cielo con un dito. E cosa fa una donna felice in Italia? Esatto! Telefona a tutte le amiche. A ruota, spiegando ogni dettaglio con pause teatrali e richieste di consigli degne di una soap opera.

Quando giunse la pace in casa, tutti dormivano distesi sul letto: il marito, Tiberio e Sole in formazione da battaglia.

Ma guarda che roba sospirò la moglie, trovando appena trenta centimetri disponibili.
Sole si fece avanti, le lasciò posto e poi si accoccolò vicino a lei, impastandole affettuosamente la pancia con le zampette.

E così trovarono, finalmente, la loro casa.

Adesso, quei due gatti grandi, morbidi, aristocratici sono irriconoscibili rispetto ai micetti randagi che furono. A volte Tiberio, per nostalgia, lava la testa a Sole, che non protesta affatto, anzi sembra gradire.

Dallaltra parte della strada, davanti al negozio di scarpe, campeggia una piccola gattina grigia, a cui la commessa porta sempre qualcosa da mangiare, comprandolo proprio allalimentari.

Magari, un giorno, anche lei troverà famiglia. Magari, chissà

Forse, arriverà un giorno in cui adottare un gatto sarà più difficile che ottenere un mutuo in euro con lista dattesa e corso obbligatorio di fusa avanzate.

Che ne dite?
Potrebbe succedere davvero?

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