A mio marito non piaceva farsi cogliere in situazioni buffe, perché lui si considera un vero duro. Così, ogni tanto sbircio silenziosamente in bagno, mi godo lo spettacolo, poi mi nascondo dietro il muro e… Forse riderò così tanto che mi verrà il singhiozzo!

Mio marito non sopportava essere beccato in situazioni buffe; lui, che si crede un vero uomo allitaliana, tutto serietà e fascino, un Rocco Siffredi con la lavatrice. Perciò, io faccio capolino silenziosa in bagno, mi godo la scena, mi sposto piano dietro il muro e giuro, rischio il singhiozzo dal ridere:

«Sei un bravo micio? Dimmi miao!
Sei un micino fantastico? Dimmi miao
Sei il mio micio preferito? Dimmi miao!»

Mio marito, Andrea, canticchiava piano intanto che lavava il nostro gattone Ciccio. Di solito quellessere peloso era una belva: artigli, denti, urli, nemmeno la nonna con il gomitolo lo fermava. Stavolta, però, o si godeva la serenata, o era semplicemente incredulo.

«Ti laviamo la schiena: dimmi miao
Ti laviamo le zampette: miao
Ti laviamo la coda: miao»

«Miao» ha pigolato debolmente Ciccio.

Io schiantata dietro il muro Ancora oggi rimpiango di non aver ripreso tutto col cellulare. Anche se, a pensarci, con quella prova tra le mani, mi conveniva trasferirmi in un altro comune sotto falso nome.

«Non ti piace? Vuoi che te ne canti unaltra?»

«Miao» ha fatto il gatto, con tono quasi offeso.

Andrea ha fatto una breve pausa, ha sospirato come un tenore, e poi, fregandosi il sapone tra le dita:
«Ancora piove, disegna sul mio vetro appannato
Il tuo profilo malinconico, oh Madonna»

Io, dalla risata, mi scioglievo peggio del burro caldo. E nel frattempo, mi colpiva una realizzazione: a me, mio marito non aveva mai dedicato una serenata! Non era il tipo da strimpellate romantiche: diciamo più da pizza al taglio sotto la pioggia. Però Ciccio sì, quello una serenata se lera meritata. Mi sarei offesa, forse, se non fosse stato così spassoso.

Intanto la Madonna pelosa rispondeva ancora con un flebile «miao», e Andrea attaccava con Vola colomba bianca vola.

Basta, non ce la facevo più, un altro minuto e mi sarei beccata: rischio compromesso. Era ora di rotolare fino al soggiorno, ché la sessione spa stava finendo e il marito si preparava a asciugare il gatto.

Mi stavo già riprendendo, quando parte la hit:
«Dlin-dlon televisore,
Dlin-dlon televisore,
Dlin-dlon televisore»

E io, senza resistere, ho concluso il ritornello:
«E due gnomi dentro lì!»

Sono sgusciata via sul divano, ridendo come se mavessero raccontato una barzelletta di Totò.

Non ho la minima idea se nel bagno sia continuata lopera lirica, ma ormai il fiato per ascoltare non ce lavevo più. E dopo pochi minuti, si sono presentati in salotto due maschi alfa offesi: Ciccio e Andrea, ciascuno con la loro dignità sullorlo di crisi di nervi.

Mi sono rintanata con la faccia nel cuscino, tremando silenziosa per non scatenare rappresaglie.

Gatto e marito mi hanno lanciato uno sguardo altezzoso degno di un giudice di MasterChef e con grande autorevolezza hanno marciato verso la cucina, lasciandomi tra i singhiozzi e la gloria.

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A mio marito non piaceva farsi cogliere in situazioni buffe, perché lui si considera un vero duro. Così, ogni tanto sbircio silenziosamente in bagno, mi godo lo spettacolo, poi mi nascondo dietro il muro e… Forse riderò così tanto che mi verrà il singhiozzo!