Una moglie che non piace: la storia di un matrimonio difficile in Italia

Lufficio era immerso nel solito brusio. La responsabile entrò accompagnata da una ragazza piuttosto anonima.

Fate conoscenza, ragazze: questa è Chiara, prenderà il posto di Matteo, che è stato appena promosso. Sono sicura che lavorerete bene insieme annunciò la signora Tamara Cavalli prima di uscire.

Chiara si sedette al posto indicato, tirò fuori una bella tazza di porcellana e una piccola foto incorniciata di un uomo. Si mise subito al lavoro, come se fosse lì da anni.

Squillò il campanello: tutte, come da copione, si alzarono per andare a pranzo insieme tranne Marina, che era divorata dalla curiosità riguardo al ritratto sulla scrivania della nuova collega.

Dalla cornice la fissava un uomo dallaspetto elegante, con un sorriso luminoso ed una fila di denti perfetta.

“Chi sarà mai? pensava Marina Un attore? Un cantante?”

Scattò una foto di nascosto col suo smartphone e poi si avviò anche lei in mensa, dove le altre chiacchieravano con la nuova arrivata.

Tre anni fa ho conosciuto Federico in circostanze così bizzarre che stentereste a crederci raccontava Chiara.

Dai, raccontaci! insistevano le altre.

La mente di Chiara si tuffò nel passato, a quando lavorava in un’importante azienda di Milano. Un errore nelle spedizioni non si sa se suo o del responsabile delle consegne aveva fatto arrivare la merce sbagliata all’azienda che, senza saperlo, sarebbe poi diventata la ditta di suo marito. Fu proprio lei a doversi occupare della faccenda.

Nonostante il suo aspetto insignificante e senza trucco, Chiara era molto competente, diplomatica e brava a trattare; la sottovalutavano tutti, ma in fase di trattativa diventava una vera fuoriclasse: sapeva convincere senza forzare, con gentilezza.

Il suo capo, consapevole di queste doti, la mandò proprio da Federico.

Terzo piano, ufficio 312, il dottor Federico Moretti annunciò la segretaria alla reception.

Chiara entrò senza esitare e si presentò:

Buongiorno, sono Chiara e porto le nostre scuse per lerrore nella spedizione.

Iniziò a spiegare, tranquilla e diretta. Federico la fissava incredulo: aveva la strana sensazione di averla già vista in sogno. I capelli ramati di lei ondeggiavano leggeri, e i suoi occhi verdi erano sinceri e trasparenti.

Chiara si preparò a difendersi come era solita fare, ma Federico la sorprese:

Non scriveremo nessun reclamo. Confido che non capiti più.

Lei si alzò, ringraziò e se ne andò. Due giorni dopo, alluscita dallufficio, Federico la aspettava.

Chiara, si ricorda di me? Ci siamo visti laltro ieri la chiamò alzando la mano.

Certo Federico, buonasera rispose lei calma, senza civetterie.

Ho due biglietti per il Teatro alla Scala mentì Federico mia madre non sta bene, le andrebbe di accompagnarmi?

Quando sarebbe lo spettacolo, Federico?

Fra due ore: cè tutto il tempo per cambiarsi, se vuole posso accompagnarla a casa.

“Che stratega” pensò Chiara, ma accettò.

Federico la attese sotto il portone. Al suo arrivo rimase di sasso: Chiara era totalmente trasformata, indossava un abito nero aderente che valorizzava la sua figura e delle décolleté eleganti.

Allinizio lui quasi non la riconobbe, tanto era diversa. Il trucco era raffinato, adatto a una serata di gala. Seduti vicini in teatro, avvertì che Chiara era unesperta di spettacoli: probabilmente aveva letto quella commedia.

Dopo il teatro le propose di andare a cena e lei declinò gentilmente, spiegando che il giorno dopo lattendevano negoziazioni importanti. Federico la riaccompagnò a casa.

Verso fine settimana la rivide per una passeggiata. Iniziò così la loro frequentazione.

Dopo due mesi, come sempre, la attese fuori dal lavoro:

Mia madre vorrebbe conoscerti, ti va?

Certo, era il mio desiderio.

La madre di Federico li accolse con calore: biscotti fatti in casa, crostata di albicocche e un tè aromatico. La conversazione scorse piacevole: Chiara raccontò a Vera, la mamma di Federico, della ricetta per la confettura di mele cotogne ereditata dalla nonna, del padre morto in un incidente e della madre, insegnante di storia al liceo.

Quando Federico la riportò a casa le disse:

Mia madre ti ha adorata, sono felice.

Da quel giorno si videro quasi quotidianamente, e un anno dopo si sposarono.

Il racconto di Chiara lasciò tutte le colleghe senza parole e, in fondo, un po invidiose. Solo Marina continuava a chiedersi:

“Ma che ci trova, in questa ragazza così anonima? Lei è piccoletta, senza trucco Io sono bella, slanciata, eppure gli uomini mi trattano tutti con leggerezza o sono sempre impegnati con unaltra!”

Squillò il campanello, le ragazze tornarono al lavoro. Marina si avvicinò a Silvia:

Ma hai visto? Davvero il tipo in foto è suo marito? Sembra incredibile! Secondo me se la inventa uno così non punterebbe mai una come lei!

Alluscita dallufficio, Chiara fu la prima a essere chiamata da un clacson: cera Federico che la aspettava sorridendo, proprio come nella foto.

Marina non poteva crederci: “Davvero lui è suo marito? Ma perché non capita a me? Io valgo di più…”

Le altre guardavano la coppia allontanarsi, immerse nei propri pensieri.

Davanti a queste coppie, spesso ci si domanda: “Cosha trovato in lei?” Forse proprio quello che cercava davvero. Non sempre sono la bellezza o lapparenza a conquistare il cuore degli uomini; spesso, per creare ununione vera, serve qualcosa di più profondo, che solo il tempo e la sincerità sanno mostrare. E forse il segreto sta proprio qui: imparare a vedere col cuore e ad amare per ciò che si è davvero.

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