Questa mattina una ragazza di 18 anni ha dato alla luce una bambina. Subito dopo ha presentato una dichiarazione, ha chiamato un taxi ed è uscita dall’ospedale senza voltarsi indietro. Ma non avrebbe mai potuto immaginare che…

Stamattina una ragazza di diciottanni ha dato alla luce una bambina. Appena dopo il parto, ha firmato dei documenti ha chiamato un taxi ed è uscita dallospedale senza mai voltarsi indietro. Neanche poteva immaginare che sorpresa aspettava quella piccola proprio lì dentro…

Quando io e mio marito siamo arrivati in ospedale verso sera, travolti dallagitazione e dallentusiasmo, eravamo pieni di felicità nellattesa della nascita del nostro quarto figlio. La nostra famiglia era già una bella tribù affollata.

Pensa che il nostro secondo e terzo figlio sono gemelli! È stato uno shock vero e proprio, perché nessuno dei nostri parenti aveva mai avuto gemelli prima dora. Con quella gravidanza scherzavamo sempre: E se fossero di nuovo gemelli questa volta?

I miei genitori erano increduli ma felicissimi per la notizia, ci hanno dato una gran mano nei primi giorni. Alla seconda ecografia però ci hanno subito tranquillizzati: Non aspettate gemelli stavolta.

Così è arrivato il nostro quarto ninja: solo uno, non due! Tutte le ansie sono svanite subito e ci siamo sistemati in una bella cameretta privata che mio marito, Davide, aveva già pagato in anticipo.

Dopo qualche ora mi portano la piccola per la poppata, e tutto sembrava tranquillo. Ma dun tratto entra il primario, faccia scura e preoccupata, e mi dice: Abbiamo un problemuccio qui

Quella stessa mattina una giovane mamma, diciottanni appena, aveva partorito una bambina, firmato la rinuncia e se nera andata dallospedale in taxi, dritta per la sua strada.

Dopo il parto faceva fatica a camminare, ma in tutti i modi evitava di fermarsi anche un minuto di più. Non abbiamo potuto trattenerla, è andata via così.

La bimba era sana, bellissima. Mi sono detta: Hai sempre sognato i gemelli che fai, accogli questa piccolina tu?

Possiamo scrivere che sei tu la mamma Non voglio che la bimba finisca in un istituto. Che vita sarebbe? Mi si spezza il cuore Ma chiaramente tutto questo non sarebbe legale.

Ladozione ufficiale richiede tempo, mesi magari, e non cè nemmeno la certezza che vada a buon fine. Nel frattempo, la piccola resterebbe a vivere in una struttura.

Che tristezza Davvero, sono rimasta scossa da tutta la situazione. Conoscevo bene linfermiera caposala, Giulia, una donna con un cuore enorme. Ci sentivamo anche fuori dallospedale, non era solo un rapporto formale.

Forse proprio per questo motivo si è sentita di mettermi davanti a una scelta così delicata.

La ragazza così giovane ha deciso di lasciare tutto e andare via subito dopo il parto;
La bimba era in salute e aveva bisogno di una famiglia;
Ladozione ufficiale è lunga, incerta, e rischiosa per la serenità della piccola;
Giulia, la caposala, ha provato ad aiutarci spinta dalla sua umanità e dal senso di giustizia.
Insomma, certe storie ti ricordano quanto siano fragili e complesse le vite che iniziano proprio nel momento della nascita.

Alla fine, quello che resta è che mettere al mondo un bimbo è unavventura piena di emozioni, ansie e aspettative. A volte la vita prende sentieri difficili e imprevedibili, e basta davvero poco per cambiare il destino di qualcuno: comprensione, empatia, un gesto di coraggio. Questa esperienza mi ha fatto riflettere tanto su quanto sia preziosa la nostra umanità, soprattutto quando le strade diventano più tortuose.

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Questa mattina una ragazza di 18 anni ha dato alla luce una bambina. Subito dopo ha presentato una dichiarazione, ha chiamato un taxi ed è uscita dall’ospedale senza voltarsi indietro. Ma non avrebbe mai potuto immaginare che…