La Nuora

NUORA

Diario di Gianni Martelli

Oggi ho apparecchiato con cura il tavolo grande in salotto e ci ho sistemato sopra un bel vassoio con lanatra arrosto. Ho sospirato profondamente: tra poco sarebbero arrivati i miei figli con le loro mogli.
Il più giovane, Matteo, si è sposato da poco. Matrimonio semplice, niente feste esagerate. Oggi così si usa tra i ragazzi. Io, invece, avrei voluto qualcosa di più allegro, allitaliana. Al mio matrimonio con Lidia, ci limitammo a una rapida cerimonia in Comune. Le fedi? Le comprammo un anno dopo: due cerchietti sottili doro. Volevo organizzare una vera celebrazione per i miei figli, ma meglio lasciarli fare come preferiscono loro.
“A questa nuora cè solo un difetto: davvero troppo in ordine!”, mi confidavo spesso. Comunque, volevo farci una chiacchierata.

La nuora, Sofia, è una ragazza davvero a modo. Carina, educata, e per giunta ha aiutato Matteo a trovare un ottimo impiego e lo sprona a crescere nella carriera. Fino ai trentanni non aveva mai mostrato grande voglia di rimboccarsi le maniche: tutto facile in casa, niente ambizioni. Già temevo rimanessero così per sempre. Invece, per fortuna, si è sistemato.
Solo che Sofia spende tanto nellapparenza: tra parrucchiere, estetista, massaggi, manicure… un fiume di euro! Non dovrebbe una donna sposata, con famiglia, pensare prima agli altri? Se arriveranno dei figli, che farà? Invece di comprare scarpe al bambino, va a rifarsi le unghie? Non sono mai stato daccordo con questo comportamento. Io, dopo la morte di Lidia, ho sempre messo me stesso allultimo posto, aiutando i ragazzi fino a quando hanno davvero imparato a cavarsela.

I miei pensieri sono stati interrotti dal suono del campanello: erano arrivati. Sofia è entrata in salotto con unaria da vera diva: capelli coi boccoli freschi, mani perfette, viso quasi senza trucco. Frutto del lavoro di chi sa il fatto suo.

– Sofia, ma quanto sei bella! ho detto in modo sincero, anche se un po di fastidio mi è sfuggito: – Il completo è nuovo, scommetto?
– Sì, lho comprato ieri ha sorriso lei. – Ho ricevuto un bel bonus a lavoro.
– In questi casi si dovrebbero risparmiare quei soldi non ho trattenuto il consiglio paterno. Le tredicesime, i premi, i guadagni extra: sempre meglio metterli da parte, per le emergenze. Fidati, prima o poi servono!
Sofia è rimasta in silenzio. Mi è sempre piaciuta per la sua gentilezza, ma dentro di lei, credo, pensa che a furia di aspettare le sciagure, quelle finiscono per arrivare davvero.

La cena è filata via tranquilla. Tuttavia, qualche volta ho provato a stuzzicare il discorso su queste spesucce superflue. Lei ha capito subito che il messaggio era rivolto proprio a lei.

– E lei, signora Martelli, ci va mai dallestetista? mi ha chiesto, non reggendo più.
– Io? No. In casa mi curo le mani quanto basta. Non serve altro.
Nessuno ha più fatto caso allo scambio veloce di battute. Ma Sofia si è offesa un po’ per me, credo. Pensava: “Passare una vita a crescere due figli, assicurarsi che stiano bene anche ora che hanno un buon lavoro… e non concedersi nemmeno una piccola soddisfazione!”

Tornando a casa, Sofia ha chiesto a Matteo:
– Ma tua madre, ogni tanto, qualcosa per sé la fa?
– Non saprei… cucina, prepara il pranzo della domenica, guarda la tv, chiacchiera con le vicine… perché?
– Non ha mai provato un po di piacere: portatela al cinema, a teatro, a cena fuori!
– Non è roba che le interessa, dai…
Sofia si è zittita, paragonando mia moglie, Lidia, a sua madre: anche nei periodi di ristrettezze, si concedeva un taglio dal parrucchiere e un vestito nuovo, e non mancava mai labbonamento a teatro per svagarsi.

Pochi giorni dopo, Sofia mi ha chiamata:
– Passo a prenderti, andiamo a bere un caffè e facciamo due passi. Poi, quasi per caso, sarebbe bello andare insieme da una mia estetista, solo una cosa veloce Manicure, magari? Te la regalo io.

– Ma figurati! ho protestato. Se ti serve, ti aspetto fuori.
– Dai, approfittane! In mezzora ti rilassi un po e ti coccoli. Proviamo?

Ho accettato, anche se con mille dubbi. Sofia aveva già avvertito il centro estetico, spiegando tutto.
– Mi raccomando, ragazze: con mia suocera fate le cose come si deve, offritele anche qualcosa in più, e se chiede il costo dite che è tutto pagato. Magari poi vi trovate una cliente nuova!

Siamo arrivate allappuntamento:
– È solo mezzora, vero Sofia? E quanto devo lasciare?
– Nulla, è tutto incluso! hanno risposto sorridendo.
Mi sono lasciata andare nel loro mondo e dopo due ore due ore! ne sono uscita così rilassata da non crederci.

Poi siamo andate a bere un cappuccino in centro.
– Che ne dici se ogni tanto ci prendiamo un pomeriggio solo per noi? ha proposto Sofia. Così, tra donne. Ti è piaciuto, vero?
– Tantissimo ho ammesso. Non pensavo fosse così piacevole.
– Dovevi provarci prima!
– Prima… ho sospirato , i figli piccoli, il lavoro, tuo padre che badava alle spese, non cera tempo né soldi. Poi dopo, non è mai venuto in mente.
– Ma ora il tempo cè. Vieni con me, facciamo compagnia reciproca!
– Ogni tanto… Perché no?

E così, settimana dopo settimana, ho iniziato a viziarmi un po insieme a Sofia. Piano piano, lei ha pure rinnovato il mio guardaroba (senza farmi sapere il vero prezzo), ha convinto Matteo a portarmi a cena fuori e insieme siamo andati a vedere un bel film. Per Natale, Sofia mi ha regalato labbonamento a teatro!

Le mie amiche ora mi dicono:
– Ma ti vediamo ringiovanita!
– Eh, sto al passo coi tempi grazie ai ragazzi sorrido io.

La verità è che, ora che sono in pensione, mi sembra sia iniziata una nuova giovinezza: essere madre di due uomini maturi e regalarsi finalmente un po di attenzioni.

La lezione che ho imparato? Mai rifiutare una sorpresa gentile o una novità. Ogni età merita le sue piccole gioie.

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