Vai a casa! Parleremo lì, tra di noi! — sbottò irritato Massimo. — Non mi va di dare spettacolo davanti a tutti!

— Vai a casa! Parleremo lì, tra di noi! — sbottò irritato Massimo.

— Non mi va di dare spettacolo davanti a tutti! — aggiunse, guardandosi intorno.

— Ma prego! — sbuffò Varia. — Anche io non ho voglia di scenate!

— Varia, non farmi perdere la pazienza! — la minacciò Massimo.

— A casa discuteremo con calma! — ripeté, cercando di controllarsi.

— Ohibò, che paura! — lei si scostò la treccia dalle spalle.

Varia non si lasciava intimidire facilmente.

I vicini di cortile già sbirciavano dalle finestre.

Qualcuno aveva aperto le tende per guardare meglio.

— Vuoi proprio che vada tutto il quartiere a saperlo? — chiese Massimo.

— E chi se ne importa! — rispose lei, alzando il mento.

— Tu pensi sempre a come appari, non a come stai! — lo rimproverò Varia.

— Non è vero! — si difese lui, la voce tesa.

— È vero, Massimo! Sei sempre il primo a scappare dai problemi.

— Io scappo? Sei tu che urli in mezzo alla strada!

— Perché tu non ascolti mai quando parlo piano!

Un vicino, il signor Pietro, uscì sul balcone incuriosito.

— Tutto bene, ragazzi? — chiese, fingendo interesse distratto.

— Tutto benissimo! — rispose Massimo, stizzito.

— Sì, benissimo! — fece eco Varia, con tono sarcastico.

Il signor Pietro si ritirò, scuotendo la testa.

— Visto? Ora ci guardano tutti! — sibilò Massimo.

— E allora? Non ho fatto nulla di male!

— Hai urlato in mezzo alla piazza, Varia!

— Perché tu mi hai fatto arrabbiare, come al solito!

— Io? Sei tu che hai preso le chiavi di casa e sei scappata!

— Perché non ne potevo più delle tue bugie!

— Quali bugie? Parla chiaro, per una volta!

— Sai benissimo di cosa parlo, Massimo!

Lui restò in silenzio un istante, imbarazzato.

— Va bene, forse ho sbagliato a non dirti tutto.

— Finalmente lo ammetti! — esclamò lei, sollevata.

— Ma non voglio continuare questa scena qui fuori.

— E allora andiamo a casa, come dicevi tu!

— Sì, andiamo. Ma senza altri strilli, per favore.

— Dipende da te, non da me! — ribatté Varia, incamminandosi.

Massimo la seguì, scuotendo la testa.

Camminarono in silenzio per qualche minuto.

— Mi dispiace per prima, — disse lui piano.

— Anche a me, — ammise Varia, con voce più dolce.

— Vuoi davvero sapere tutto? — chiese Massimo, fermandosi.

— Sì, voglio la verità, una volta per tutte.

— Allora te la dirò, appena saremo a casa.

Varia lo guardò, con occhi ancora arrabbiati ma stanchi.

— Spero che questa volta sia davvero così.

Arrivarono al portone, senza più parlare.

La porta si chiuse dietro di loro, lentamente.

Il cortile tornò silenzioso, come se nulla fosse accaduto.

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