— Vai a casa! Parleremo lì, tra di noi! — sbottò irritato Massimo.
— Non mi va di dare spettacolo davanti a tutti! — aggiunse, guardandosi intorno.
— Ma prego! — sbuffò Varia. — Anche io non ne ho voglia!
— Varia, non farmi perdere la pazienza! — la minacciò Massimo.
— A casa discuteremo, punto e basta!
— Ohibò, che paura! — rispose lei, scostandosi la treccia dalla spalla.
La gente intorno cominciava a fermarsi.
Qualcuno sussurrava, qualcuno fingeva di non vedere.
Varia alzò il mento, decisa a non arretrare.
— Hai sempre questa storia della scena da evitare — disse.
— Ma la scena la fai tu, ogni volta — ribatté Massimo.
— Io dico solo la verità, Massimo.
— E la verità, a volte, fa rumore.
— Allora facciamolo risuonare, questo rumore — sibilò lui.
— No, qui no — tagliò corto Varia, ma la voce le tremava appena.
Si guardarono per un lungo istante, in silenzio.
Il mercato intorno continuava la sua vita, indifferente.
— Perché devi sempre renderlo pubblico? — chiese Massimo, più calmo.
— Perché tu, a casa, non ascolti — rispose lei, secca.
— Io ascolto, Varia, solo che non sono d’accordo.
— Non essere d’accordo è un diritto, ignorarmi no.
— Non ti ignoro, cerco solo di capirti.
— Capirmi significherebbe fermarti, una volta.
Massimo abbassò lo sguardo, per un attimo spiazzato.
— Va bene — disse infine. — Andiamo a casa.
— Finalmente una parola sensata — commentò Varia.
Camminarono fianco a fianco, senza toccarsi.
Il silenzio tra loro pesava più delle parole gridate.
— Mi dispiace per prima — disse Massimo, a metà strada.
— Anche a me — ammise Varia, piano.
— Non voglio litigare in mezzo alla gente.
— Nemmeno io, lo sai.
— Allora perché succede sempre così?
— Forse perché abbiamo smesso di parlarci davvero.
Arrivarono davanti al portone di casa.
Massimo si fermò, con la mano sulla maniglia.
— Entriamo? — chiese, quasi timido.
— Entriamo — rispose Varia, con un sorriso stanco.
Dentro, la luce calda del salotto li accolse.
Si sedettero uno di fronte all’altro, al tavolo.
— Allora, dimmi tutto — disse Massimo.
— Da dove comincio? — sospirò lei.
— Dall’inizio, come sempre.
Varia intrecciò le dita, cercando le parole giuste.
— Sento che non ci siamo più, Massimo.
Lui restò zitto, ad ascoltare davvero.
Fuori, il mercato continuava senza di loro.
Dentro, per la prima volta, parlavano piano.
Due voci, due cuori, un solo tavolo.