Mia suocera doveva venire a stare da noi.
Non per mia scelta.
Mio marito me lo chiese con gli occhi tristi.
“Solo per un po’, ti prego” disse.
Sua madre si era fatta male a una gamba.
Non poteva stare sola a casa sua.
Io acconsentii, anche se qualcosa dentro mi avvertiva.
Conoscevo mia suocera da anni.
Non era mai stata una donna semplice.
Aveva sempre opinioni su tutto.
Il primo giorno andò bene, quasi.
Si sistemò nella stanza degli ospiti.
Ringraziò, sorrise, sembrò tranquilla.
Ma dal secondo giorno cambiò tutto.
Cominciò a spostare i mobili del salotto.
“Qui stava meglio il divano” disse.
Io rimasi in silenzio, pazientando.
Poi iniziò con la cucina.
Riordinò gli armadietti a modo suo.
Buttò via alcune mie spezie.
“Erano scadute, cara” disse senza guardarmi.
Non erano scadute per niente.
Iniziai a sentirmi ospite nella mia casa.
Un giorno cambiò pure le tende.
Comprò delle tende identiche alle sue, vecchie.
Le mise senza chiedermi nulla.
Io tornai dal lavoro e trovai quello scempio.
“Cosa hai fatto alle mie tende?” chiesi.
“Erano troppo moderne” rispose lei.
Sentii la rabbia salire piano.
Ma mi trattenni, per amore di mio marito.
Lui, però, non vedeva nulla.
Lavorava tanto, tornava stanco.
Non si accorgeva dei cambiamenti in casa.
Una sera invitò pure delle amiche sue.
Organizzò una cena senza dirmi niente.
Io arrivai e trovai la tavola pronta.
“Sorpresa, ho organizzato tutto io” disse fiera.
Non era una sorpresa, era un’invasione.
Le sue amiche mi guardarono con curiosità.
“Che brava nuora che hai” disse una di loro.
Io sorrisi, ma dentro ribollivo.
Quella notte non dormii quasi per niente.
Decisi che era arrivato il momento.
Il mattino dopo la chiamai in salotto.
“Dobbiamo parlare chiaramente” dissi con calma.
Lei mi guardò sorpresa, quasi offesa.
“Questa casa è mia e di mio marito” continuai.
“Le decisioni le prendiamo noi due.”
Lei rimase in silenzio, poi annuì piano.
Da quel giorno le cose cambiarono davvero.
Tornai padrona della mia casa.