Mi sono sposato con una donna e i suoi tre figli, quando nessuno li voleva aiutare

Erano i tempi dell’Unione Sovietica.

Io ero giovane, pieno di sogni.

Lavoravo e studiavo, vivevo nella casa dello studente.

Un giorno conobbi Nina al mercato.

Vendeva verdure a un piccolo banco.

Aveva tre figli, e nessun marito.

Nessuno l’aiutava, era sola col mondo contro.

“Andrea, ma davvero vuoi sposarti con una commerciante che ha tre figli? Hai perso la testa?” mi disse ridacchiando Vittorio, il mio coinquilino.

“Forse sì,” risposi io.

“Ma sono innamorato.”

Vittorio scosse la testa.

“Tre bocche da nutrire, Andrea. Ci pensi?”

Ci pensavo, infatti.

Ma quando guardavo Nina, vedevo solo forza.

I suoi occhi non chiedevano pietà.

Chiedevano solo una mano.

Andai al mercato ogni giorno, per settimane.

L’aiutavo a portare le cassette.

Parlavamo poco, ma capivo tutto.

“Perché fai questo?” mi chiese una volta.

“Perché mi piaci,” dissi semplicemente.

Lei sorrise, ma con tristezza.

“Nessuno vuole una donna con tre figli.”

“Io sì,” risposi.

I bambini erano piccoli: Katia, Pavel, e il piccolo Igor.

Vivevano in una stanza, con poco cibo.

Il padre era scomparso da anni.

Nessun parente si era mai presentato.

Decisi di sposarmi con Nina, nonostante tutto.

I miei genitori non approvarono subito.

“Tre figli non tuoi, Andrea! Che follia!” disse mia madre.

“Sono miei ora,” risposi con calma.

Il matrimonio fu semplice, senza grandi festeggiamenti.

Ma fu vero, pieno di speranza.

Portai i bambini a vivere con noi.

Katia mi chiamava “zio” all’inizio.

Pavel era diffidente, taceva sempre.

Igor, il più piccolo, mi abbracciò subito.

Lavorai doppio turno per sostenerli tutti.

Nina continuò a vendere al mercato.

Insieme, resistemmo alle difficoltà.

Vittorio mi vide crescere, cambiare.

“Avevi ragione tu,” mi disse un giorno.

“I bambini ti chiamano papà adesso.”

Era vero, e mi riscaldava il cuore.

Gli anni passarono, i figli crebbero bene.

Studiarono, trovarono lavoro, si sposarono.

Oggi hanno figli propri, e mi chiamano nonno.

Nina ed io siamo ancora insieme, dopo tanti anni.

Non ho mai rimpianto quella scelta.

Ho scelto l’amore, non la paura.

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