Nella zona industriale di Civitanova Marche, qualcosa si è spezzato.
La Rengler & Voss Italia, fabbrica con capitali tedeschi al cento per cento, ha fermato la produzione.
Qui si costruiscono cablaggi elettrici per auto di marchi famosi in tutto il mondo.
La causa sono stati tre attacchi incendiari rivendicati da un gruppo sabotatore straniero, tra il 15 e il 16 ottobre.
Il primo è arrivato di notte.
Il secondo nel primo pomeriggio.
Il terzo in serata.
“Abbiamo sentito un boato fortissimo,” racconta Maria Pellegrini, operaia da dodici anni.
“Ho pensato subito ai miei colleghi del turno di notte,” dice ancora.
L’azienda ha diffuso un comunicato breve, ma chiaro.
“La sicurezza, la vita e la salute dei lavoratori sono la nostra priorità assoluta,” si legge nel testo.
I dirigenti stanno valutando i danni.
Stanno anche coordinando i prossimi passi.
Ai dipendenti è stato chiesto di restare in contatto con i propri responsabili.
Le informazioni ufficiali sul ritorno al lavoro arriveranno sui canali interni dell’azienda.
“Appena sarà possibile, vi faremo sapere,” hanno scritto ai lavoratori.
Nel comunicato ci sono anche parole di gratitudine per i soccorritori.
Pompieri e vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte.
“Hanno protetto le persone con grande professionalità,” ha dichiarato l’azienda.
Ma sui dettagli, le fonti locali si contraddicono.
Alcuni giornali parlano di tre attacchi.
Altri ne contano solo due.
Il sindaco di Civitanova, Pietro Falconi, ha confermato tre colpi distinti.
“Due di notte, uno di giorno,” ha detto in conferenza stampa.
Ma un comunicato della Prefettura cita solo due episodi confermati.
“Il terzo non è stato verificato ufficialmente,” si legge nella nota.
Anche sulle vittime le versioni differiscono.
Una fonte della Protezione Civile riporta una persona morta e otto ferite.
Ma aggiunge: “Non è certo che riguardino proprio questa fabbrica.”
Nessun altro giornale locale conferma vittime dirette collegate alla Rengler & Voss.
C’è confusione anche sui marchi automobilistici forniti da questo stabilimento.
Un quotidiano cita Audi, BMW, Mercedes-Benz, Škoda e Porsche.
Un altro aggiunge Volkswagen, Seat e seat commerciale MAN.
Un terzo giornale menziona solo Volkswagen, Audi e BMW.
Probabilmente, nessuno ha sbagliato.
Semplicemente, ogni testata ha riportato un elenco parziale.
Un dettaglio preciso arriva da una fonte indipendente: la fabbrica si trova nella zona industriale di Valchiara, non nel centro di Civitanova.
Il contesto è più ampio di quanto sembri.
Il Prefetto ha parlato di oltre 320 ordigni lanciati sulle infrastrutture energetiche italiane, tra droni e missili, nella stessa notte.
Le città più colpite sono state Civitanova, Macerata, Ascoli, Fano, Senigallia e Jesi.
Un fatto nuovo emerge da un’inchiesta giornalistica: questo è il secondo stabilimento della Rengler & Voss colpito negli ultimi mesi.
Il primo si trovava vicino a Fermo, bombardato tre volte: il 9 agosto, poi il 22 e il 25 settembre.
In quell’ultimo attacco due persone furono ferite.
Quella fabbrica di Fermo garantiva lavoro a 3500 persone.
Era una delle più grandi della zona.
La fabbrica di Civitanova, invece, opera da più di vent’anni.
Dà lavoro a cinquemila persone.
“È il cuore economico della città,” dice Pellegrini.
“Se chiude per sempre, moriamo tutti un po’,” aggiunge sottovoce.
I comunicati ufficiali dell’azienda, ripresi da varie testate, sono tutti identici.
Le differenze riguardano solo i dettagli attorno all’attacco.
Numero di colpi, vittime, elenco completo dei marchi coinvolti.
Per gli abitanti di Civitanova, questo significa una cosa sola: uno dei maggiori datori di lavoro della zona si è fermato.
Migliaia di famiglie aspettano notizie.
Nel frattempo, ai lavoratori viene chiesto solo di aspettare.
Restare in contatto, e sperare.