– Bambina, chi cerchi? – chiesi. – Sto cercando mia madre, l’hai vista? – Una bambina di circa sei anni mi fissò intensamente.

Ciao tesoro, ti racconto una cosa che mi è successa, come se ti stessi parlando al volo davanti a un caffè.

Ragazzina, chi stai cercando? le ho chiesto.
Sto cercando la mamma, lavete vista? mi ha guardato dritta negli occhi una bimba di circa sei anni, con gli occhioni grigi come il cielo di novembre.

Mi sono fermata a pensare: abito in questo palazzo da poco, e per quanto ne so lappartamento davanti a noi è vuoto da anni.

Qui nessuno vive, le ho risposto.
Appena ho detto questa frase, la piccola ha scoppato in lacrime e si è seduta sui gradini.

Zia, abbiamo davvero bisogno della mamma! Solo lei può cambiare tutto, papà è disperato senza di lei.

Io mi sentivo un po persa, non sapevo come aiutare quel piccolo cuore. Non ho figli, quindi non avevo unidea da dove cominciare

Un abbraccio, un tè, ma a una zia sconosciuta la bimba non si affiderebbe, no? Proprio in quel momento il cellulare ha squillato. Ho preso lappunto di non farla andare via, sono corsa via e, quando sono tornata, la bimba era sparita.

Quella serata è rimasta nella mia testa. Ho chiamato la padrona di casa, la signora Livia, per capire chi fossero i vicini sul pianerottolo.

Da anni qui non vive nessuno, mha detto, e a che ti serve sapere?
Oggi è venuta una bambina a cercare la mamma

Livia è rimasta in silenzio, come se ricordasse qualcosa.

Probabilmente è la figlia di Caterina è morta da tempo. Il marito è rimasto solo, con un neonato in braccio. Non ha più potuto stare in quellappartamento, se nè andato. Da allora la piccola gira per il corridoio

Sai, Ilaria, se la rivedi, portala a casa sua, mi ha consigliato, ti do lindirizzo.

Da lì la storia è andata a farsi piccola, io lavoravo, tornavo a casa tardi e partivo presto.

Una notte, poco prima di Capodanno, ho sentito di nuovo un timido bussare e dei singhiozzi. Sono corsa alla porta e lì cera lei, la stessa ragazzina dagli occhi grigi, a piangere.

Cosa ti è successo? Dovè papà?
È a casa, io cerco solo la mamma, ha sussurrato.

Mi è venuto in mente che avevo lindirizzo scritto da qualche parte. Lho cercato, e mentre lo trovavo la bimba si era già accoccolata sul pouf del corridoio, tutta addormentata.

Quando ho finalmente messo le mani sul foglio, la piccola stava già sonnecchiando, tutta arrotolata. Lho portata delicatamente sul divano del salotto e ho richiamato la signora Livia.

Livia, scusi per il disturbo, le ricordo della bambina che bussa al piano di sotto?
È mia. Volevo portarla a casa, ma mentre cercavo lindirizzo si è addormentata. Temo che il papà continui a cercarla
Ti faccio sapere, vivo a due passi, vengo subito, resta in linea.

Ho messo giù il telefono e, quasi senza volermi accorgere, mi sono affezionata a quella piccola. Le ho sistemato i capelli ribelli, le ho accarezzato la spalla.

Sognavo tanto di avere dei figli, ma il destino non mi ha dato quella possibilità. Con Luca, il mio compagno, avevamo già pensato di mettere una famiglia. Ero piena di speranze, poi ho perso un bambino. Lo stress al lavoro, le ore di straordinario, le continue verifiche

Quando ho scoperto di essere incinta di nuovo, ho lasciato il lavoro, ma il destino ha voluto che anche quel bambino non vedesse la luce. E così, nonostante tutti i tentativi, non sono mai riuscita a diventare madre.

Luca è poi andato via, ha ricominciato una vita con una nuova compagna e una figlia, ma io non ho più avuto sue notizie, lho cancellato dalla mia vita e da quella dei nostri amici comuni.

Per più di sette anni ho vissuto sola, in affitti a Milano, Bologna, Torino.

Le mie riflessioni sono state interrotte da un altro timido bussare. Ho spalancato la porta e… non potevo credere ai miei occhi: davanti a me cera Luca.

Luca? Come sei finito qui?
Sono venuto per la bambina Via della Rosa 5, giusto?
Sì, è qui. È tua figlia? Entra, sta dormendo. Ho messo il bollitore sul fornello. Non mi aspettavo di trovarti qui, ma la vita a volte ci regala sorprese inattese.

Possiamo disturbare?
Lasciala dormire. Che cosa è successo? È già più volte venuta al nostro pianerottolo a bussare.

Luca, con gli occhi stanchi, ha iniziato a raccontare:

Qualche anno fa vivevamo in questo appartamento con Caterina. Lappartamento era ereditato dal nonno. Dopo il matrimonio ce ne siamo trasferiti. Poco dopo Caterina è rimasta incinta, io ero in paradiso!

Ricordo il giorno in cui dovevo portare la moglie al ricovero. Piangeva, era disperata
Mi ha chiesto di prendermi cura di nostra figlia se qualcosa fosse accaduto. Le cose sono peggiorate e non labbiamo salvata.

Mi dispiace tanto, le ho accarezzato la spalla, vedendo le lacrime scorrere di nuovo sul suo viso, come un fiume che non riesce più a trattenersi.

Allora sono sentiti dei piccoli passi nel salotto.

Papà?

Luca ha corso verso la bambina, lha abbracciata stretta.

Anita, ti stavo cercando perché sei scappata senza chiedere?
Voglio solo trovare la mia mamma.

La troveremo, ma prima torniamo a casa.

Grazie, Ilaria. Ecco il mio numero, chiama se Anita ritorna qui. Abitiamo vicino, conosce già la strada.

Come ha saputo lindirizzo?
Lho mostrato io. Voleva vedere le foto di sua madre sui muri e da allora sogna di incontrarla. Ho detto che Caterina era partita, ma sarebbe tornata.

Se ne sono andati, e pochi giorni dopo Luca mi ha richiamata. Abbiamo ripreso a sentirci, a passare i weekend tutti e tre al parco, al bar, al cinema. Anita si è legata a me, e un giorno mi ha persino chiamata mamma.

Ilaria, mi ha detto Luca, vieni a vivere con noi, basta questi appartamenti in affitto, Anita ti chiede spesso.

E tu?
Anchio Ha abbassato lo sguardo, ha preso le mie mani. Mi sei mancata tantissimo. Perdona tutto.

Da quel momento siamo una famiglia. Cresciamo il nostro piccolo tesoro, Ginevra. Ogni giorno ringrazio il destino per questo dono inestimabile: essere moglie e madre.

E anche se Ginevra è lunica figlia che ho, non smetterò mai di donarle tutto lamore che ho dentro, con tutta la tenerezza di una mamma.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

four × one =

– Bambina, chi cerchi? – chiesi. – Sto cercando mia madre, l’hai vista? – Una bambina di circa sei anni mi fissò intensamente.