Scoppio un boato assordante Buio Buio
Finalmente il buio si dirada. Sento una voce:
Signora Bianchi, è il soccorritore, qualcosa è esploso lì.
Il dolore mi tormenta il collo, sento una mano premere contro la pelle. Cerco di aprire gli occhi; con grande sforzo riesco a farlo. Davanti a me luccica un ciondolo a forma di rettangolo, inciso con i segni zodiacali Gli occhi di una donna in camice bianco mi scrutano.
Dritti in sala operatoria! grida la voce, proprio accanto a me.
I genitori rientrano dal lavoro. La mamma corre in cucina, sbirciando nella stanza dove il figlio fa i compiti. Domenico, entrando, nota subito che il figlio è di cattivo umore.
Alessio, che succede? mi dà una pacca sulla testa.
Niente, brontola il ragazzo di quarta elementare.
Dai, raccontami!
Sta per arrivare l8 marzo. La maestra ci ha trattenuti e ci ha detto di preparare dei regali per le ragazze.
E allora? sorride il papà.
Siamo tutti maschi e ragazze allo stesso modo. La maestra ha diviso chi doveva dare il regalo, sospira Alessio. A me spetta la più brutta, Graziella Ercoli.
Anche le brutte vogliono un regalo per la Festa della Donna, tenta di ragionare il papà, trattandolo come un adulto. E lei come ha fatto a distribuire? Per ordine alfabetico? Per segno zodiacale?
Che cosa? rimane stupito Domenico, poi ricomincia a sorridere.
Per compatibilità. Graziella è Vergine, e il più adatto alla Vergine è il Toro. E io sono proprio un Toro.
È una buona cosa, se combaci! Potresti anche innamorartene.
Io?! In Graziella Ercoli?!
Il papà scoppia a ridere. Appare subito Laura:
Che succede qui?
Lalla, vieni in cucina, il tono di Domenico diventa severo. Devo parlare seriamente con Alessio.
Quando la mamma esce, Alessio chiede con voce triste:
Papà, che devo fare adesso?
Preparare il regalo!
Che tipo?
Domani al lavoro ti preparo io il regalo per la tua scelta.
Papà, che regalo puoi fare? Lavori in una fabbrica.
Sì! Lavoro nella galvanica. Produciamo tutti i rivestimenti metallici.
Non ho capito.
Domani lo vedrai!
***
Il giorno dopo il papà porta un ciondolo su una catena, a forma di rettangolo, che sembra doro. Su un lato sono incisi due segni zodiacali, Toro e Vergine; sullaltro, in caratteri minuti ma eleganti, cè scritto:
«Alla mia compagna di classe Graziella, per l8 marzo! Domenico».
Che ciondolo splendente! Quando la mamma lo infila in una bustina di plastica, è ancora più spettacolare.
***
E arriva l8 marzo. La maestra non vuole tenere la lezione. Prima gli alunni le consegnano il regalo; lei ringrazia a lungo. Poi annuncia che i ragazzi devono dare i regali alle ragazze.
Scoppia il caos! Tutti i maschi corrono verso le loro scelte. Alessio si avvicina a Graziella Ercoli e dice, come gli ha insegnato il papà:
Graziella, ti auguro una buona Festa della Donna! Forse un giorno il Toro e la Vergine si uniranno.
Dopo aver pronunciato la frase a memoria, Alessio torna al suo banco, ignaro di aver già rapito il cuore di quella che lui considerava la più brutta.
Poco dopo, i genitori di Graziella si trasferiscono in un altro quartiere e lei, dalla quinta elementare, cambia scuola.
***
Alessio apre gli occhi. Il soffitto bianco della stanza dospedale lo accoglie. Tenta di muovere braccia e gambe; solo il braccio sinistro reagisce.
Dove sono? si domanda, rivolgendosi a chi non vede.
Un rumore di tacchi si avvicina al letto; una infermiera in camice verde lo fissa e chiede:
Ti sei svegliato? Sei al reparto di chirurgia durgenza.
Ho le braccia e le gambe integri? chiede Alessio con voce flebile.
Sì, sembra tutto a posto, risponde lei, portando una buona notizia. Solo il ginocchio è avvolto da una fasciatura.
Allora una dottoressa si avvicina e chiede con tono gentile:
Come ti senti?
Che cosa mi è successo! risponde Alessio, confuso.
La tua vita non è in pericolo. Le mani e i piedi torneranno a funzionare. Ci saranno cicatrici, ma saranno piccole, dice la dottoressa mentre controlla il cellulare. Tua madre ha chiesto di chiamarti appena ti svegli.
Figliolo, sente Alessio tra le lacrime la voce della madre.
Mamma, sto bene, cerca di parlare il più allegro possibile. Hanno detto che le cicatrici saranno solo piccole. Presto sarò dimesso.
Non possiamo stare insieme stanotte, tesoro, ma verrò subito. dice la madre.
Grazie! risponde Alessio, sorridendo alla infermiera.
Non credere che ti dimetteremo presto, replica linfermiera. Restano tre settimane di degenza.
Un compagno di letto, appena dimesso, chiede:
Che è successo? quando linfermiera esce.
Alessio ricorda:
Sono il soccorritore. Nella fabbrica dove lavoro i serbatoi di gas hanno iniziato a esplodere. Ci hanno chiamati, siamo corsi verso lincendio, il posto è enorme, dentro cerano tre feriti. Siamo entrati, i serbatoi erano rotti, il fuoco ovunque. Ho cercato di tirare fuori i feriti Sono uscito per ultimo e, appena ero vicino alla porta, è esploso un altro serbatoio Non ricordo più.
Lo hai meritato, dice la dottoressa, chiamando un collega. È arrivato il tuo amico di lavoro.
Entra un amico, si avvicina al suo letto:
Ciao, Alessio! Come stai?
Braccia e gambe integre! replica con ottimismo. Posso salutare solo con la mano sinistra!
Dai, non è niente!
Cosa è successo dopo?
Stavamo uscendo quando è esploso. Siamo tornati indietro, ti abbiamo estratto Eravi coperto di sangue, i medici erano già lì
Grazie!
Di cosa parli, Alessio? il suo amico sorride. Stanno per proporci una medaglia.
A quel punto mi dimissero.
Ok, vado via. Lospedale farà il giro di visita, dice linfermiera.
Mentre lamico se ne va, entra un medico di circa quarantanni:
Come va, eroe? si avvicina al letto.
Bene.
Se riesci a parlare, significa che vivrai ancora. Vieni, ti farò una visita!
Hai sbagliato, vero? chiede Alessio. No, Signora Bianchi. Domani arriverà la signora.
***
Due giorni dopo Alessio tenta di alzarsi. Il dolore alle gambe è ancora forte, il braccio destro è fratturato. Ha numerosi lividi sul corpo, due sul volto da quando è esploso; per fortuna ha potuto mettere in avanti la mano destra. Si guarda allo specchio; il viso è ancora gonfio.
Domani un medico farà il giro di visita; è lo stesso che lha operato due giorni fa per ore in sala operatoria. Alessio è un po nervoso.
Ecco che entra. Una giovane, slanciata, porta gli occhiali, ma non gli rovinano laspetto; il camice bianco le sta benissimo. Alessio, ventisette anni, è già sposato, ma da sei mesi è separato: i caratteri non concorrono, come ha scritto nella richiesta di divorzio, e la sua ex non gradiva lo stipendio da soccorritore.
Buongiorno! dice la dottoressa, avvicinandosi al suo letto.
Buongiorno! È lei che mi ha operato?
Sì, qualcosa non va?
No, tutto è perfetto! Grazie mille!
Procedo con lesame!
Si china su di lui; davanti ai suoi occhi appare il ciondolo con i segni zodiacali, avvolto al suo collo:
Graziella Ercoli!!! esclama Alessio.
Lei scruta il suo volto gonfio.
Mi scusi! dice, senza riconoscerlo.
Sono un Toro indica il ciondolo.
Tolomeo Gonnar? le trema le labbra. Mi ricorda ancora?
Certo, Graziella, risponde, asciugandosi le lacrime. Non avrei mai immaginato che ci saremmo incontrati così.
***
Dopo quel giorno Graziella non entra più nella sua stanza. Alessio capisce che i loro orari coincidono: giorno, notte e due giorni liberi. Non vuole mostrarsi incapace davanti a lei. Passa il giorno a camminare appoggiandosi ai letti, a volte si aggrappa al muro e scende nel corridoio.
La sera il medico di turno diurni se ne va; arriva la squadra di notte, si sente subito dal tono dei discorsi. Inizia il giro di visita
Improvvisamente, urla e passi affrettati nel corridoio: è il solito trambusto quando un nuovo ferito viene portato. Sono già le dieci. Linfermiera entra, spegne le luci della stanza, ma qualcosa non lo lascia dormire. Dopo mezzanotte sente dei passi nel corridoio; si fermano, e nel silenzio Alessio percepisce più che sente il pianto di qualcuno. Si alza con cautela e esce.
Al tavolo della guardia, una ex compagna di classe piange, la testa appoggiata alle mani. Alessio le mette una mano sul cuore:
Graziella!
Lei si appoggia al suo petto:
Ho operato una donna, è caduta sotto unauto, singhiozza, raccontando. Ho fatto tutto il possibile, ora è in rianimazione, ma non sopravviverà. Ha due figli il marito è al suo fianco.
Calmati, Graziella!
Lavoro da tre anni come chirurga e non riesco a dimenticare che la gente muore.
Calmati, calma! È il nostro mestiere. In cinque anni ho visto tante morti, ma abbiamo salvato altrettante vite, sospira Alessio. Per questo mia moglie è andata via. Dice che non torno mai più a casa e che guadagno poco. Ho quaranta anni, ma riesco a vivere.
Anchio ho lo stesso, lei lo fissa. Mi guardano come se fossi pazza. Sono ancora single, vivo con i genitori.
Dai, abbiamo solo ventisette anni, il futuro è davanti a noi.
No, Alessio, abbiamo già ventisette.
Signora Bianchi, il suo battito è irregolare, grida linfermiera che aveva appena lasciato la stanza.
Scusa! Graziella corre nella rianimazione.
Alessio non riesce a dormire quella notte. La mattina linfermiera viene a fargli la medicazione.
La donna operata ieri è viva? chiede, quasi a sé stesso. È viva, ma le condizioni sono molto gravi.
***
Tre settimane passano. Le ferite di Alessio guariscono. Vede Graziella quando è di turno, e il suo interesse per lei cresce sempre di più, anche se il reparto di chirurgia durgenza non è il luogo per parlare di affetti.
Durante una visita mattutina, il medico annuncia:
Oggi ti dimetto, sorride, aggiungendo. Dico, dallospedale. Ti dirigeranno subito alla tua clinica, dove decideranno quanto altro dovrai rimanere.
Posso andare a casa!
Sì, sì! Non affrettarti, ti prepareranno la dimissione.
Il medico esce, Alessio si rade. Guardandosi allo specchio, nota che le due cicatrici rimaste non rovinano il viso; anzi, gli conferiscono unaria più virile. Le altre cicatrici non meritano attenzione.
Si alza, esce nel corridoio. Una paziente passa accanto, e lui pensa: «È stata una vera sfida!»
Uninfermiera gli porge il foglio di dimissione:
Arrivederci, Alessio! Non tornare più da noi!
Alessio ha un piccolo appartamento, ma decide di tornare dai genitori, perché la mamma lo aspettava e lo preoccupava. Ha persino chiesto un giorno di ferie.
Figlio mio! lo abbraccia la madre. Sono felice, sei vivo e sano.
Vieni, ho preparato qualcosa da mangiare. Che magro che sei!
Oh, quanto mi manca il cibo di casa!
Finché non ti riprendi e non ti sposi, vivrai nella casa di famiglia. La tua stanza è vuota da tempo, dice come a un bambino. Vai, lava le mani!
Nel pomeriggio Alessio passa dal parrucchiere, rientra a casa, prende qualche vestito; la madre lo sistema subito. La sera arriva il padre dal lavoro; si siedono tutti insieme, come al solito, e chiacchierano fino a notte fonda.
Alessio va a dormire nella sua stanza, quella dove è cresciuto. Non si addormenta subito:
«Domani devo andare in clinica, poi al lavoro, e la sera»
Pensando al giorno successivo, si addormenta oltre mezzanotte.
***
Il giorno dopo Alessio va in clinica al mattino, visita gli uffici, dopo pranzo torna al suo turno in fabbrica. La sera si prepara per tornare a casa.
Dove vai? chiede ilAlessio rispose al padre, sorridendo: «Vado a casa, perché finalmente ho capito che il vero regalo è aver trovato il coraggio di vivere la mia storia con Graziella».






