Casa mia, regole mie: Quando ospiti tuo padre e ti ritrovi una sconosciuta che invade la tua casa, l…

Non sai che giornata ho passato, amica mia Ti racconto cosa mi è successo, perché ancora non ci credo.

Papà, che sono tutte queste novità? Hai razziato un negozio di antiquariato, per caso? ho esclamato appena sono entrata a casa mia, fissando quella tovaglietta bianca alluncinetto sul mio comò. Giuro che non pensavo avessi il gusto per le cose vecchie Da te me lo aspettavo, ma sembra proprio che hai preso il gusto dalla nonna Zia…

Oh, Caterina! Sei venuta senza avvisare? mio papà, Antonio Romano, è sbucato dalla cucina con il solito tentativo goffo di sembrare tranquillo. Non insomma, non ti aspettavo proprio

Era chiaro che aveva la coscienza sporca, si vedeva dallespressione imbarazzata che aveva.

Ma sì, ho capito che non mi aspettavi ho risposto stringendo le labbra e andando dritta verso il soggiorno, dove mi aspettava il gran colpo di scena. Ma insomma, papà Tutte queste cose, da dove vengono? Cosa sta succedendo qui?

Casa mia era irriconoscibile.

Quando lavevo ricevuta in eredità dalla nonna, era davvero messa male: mobili vecchi stile anni ’70, un televisore panciuto su un mobiletto sgangherato, termosifoni arrugginiti e le pareti con la carta da parati che si staccava… Ma era mia, la mia prima vera casa. Avevo anche qualche risparmio da parte, quindi mi sono dedicata a una bella ristrutturazione: ho scelto uno stile moderno, minimalista, colori chiari Insomma, lho resa il mio angolino perfetto: tende in nuance, tappeti soffici, cura dei dettagli

E ora invece Sulle finestre non cerano più le mie tende spesse, ma una tendina trasparente da mercatino. Il mio divano italiano era nascosto sotto una coperta sintetica con un tigre stampato sopra, di quelle che si trovano nei negozi cinesi. Sul tavolino un vaso di plastica rosa con delle rose finte sparatissime.

E il peggio doveva ancora venire: i profumi o meglio, i cattivi odori. Dalla cucina arrivava un tanfo di pesce e olio, e si sentiva tabacco. Ma mio padre mica fuma qui cera qualcosa che non tornava.

Caterina, tesoro finalmente si è deciso a parlare papà. È che Ecco, non sono solo. Avrei voluto dirti prima, ma

Cosa vuol dire “non sei solo”? ho sbarrato gli occhi. Papà, non era questo laccordo!

Dai, Caterina. Su tua madre la mia vita mica è finita. Sono ancora giovane, nemmeno prendo la pensione! Non avrò diritto a un po di vita privata?

Sul momento sono rimasta spiazzata. Che dire, un uomo ha il diritto di rifarsi una vita, ci sta Ma non in casa mia!

I miei genitori si erano separati quasi un anno fa. La mamma aveva reagito talmente bene al tradimento di papà che sembrava sollevata: si era buttata anima e corpo nei suoi hobby e ormai aveva talmente tante amiche che non aveva tempo di essere triste. Papà, invece, era caduto in depressione. Era tornato nella sua vecchia casa quella che aveva prima del matrimonio e s’era pentito: era stata affittata per anni, poi lultimo inquilino ha lasciato solo rovine, tra sigarette spente sulla moquette e finestre rotte. Non aveva i soldi per sistemarla, quindi laveva abbandonata fino a dimenticarsene.

Insomma, non si poteva vivere lì: muri neri di fumo, infissi distrutti, muffa dappertutto Più che una casa, sembrava un film horror.

Caterina, non ce la faccio qui mi disse allora con voce affranta È pericoloso starci, tra muffa e freddo. Con i soldi che ho, non potrei mai sistemarla. Fa niente, tanto morirò di freddo, sarà il mio destino

Io proprio non ce l’ho fatta. Non potevo lasciare mio padre in quelle condizioni! Ma anche casa mia era inutilizzata, visto che da poco mi ero sposata e mi ero trasferita a casa di mio marito, Marco. E con lesperienza fallimentare di papà come affittuario, non mi sarebbe mai venuto in mente di dare quellappartamento a qualcun altro.

Papà, vieni a stare da me gli avevo proposto La casa è pronta, cè tutto quello che serve. Tu intanto sistema la tua e poi quando sei a posto torni lì. Solo una richiesta: nessun ospite!

Davvero posso? era rimasto spiazzato dalla proposta Grazie, Caterina! Mi hai salvato davvero. Prometto che non ci sarà nessun problema!

Già nessun problema.

Mentre ricordavo quella chiacchierata, la porta del bagno si spalanca e ne esce una signora sulla cinquantina, con fare trionfale, immersa nel vapore. Indossa il mio accappatoio preferito comodo, morbido, e adesso pieno delle sue forme prosperose

Oh, Antonino, abbiamo ospiti? domanda con una voce roca da fumatrice, sfoggiando un sorrisetto di sufficienza. Potevi avvisare almeno, che sono in tenuta casalinga.

Lei chi sarebbe, di grazia? lho fissata male E come mai ha il mio accappatoio?

Io sono Giulia, la donna che tuo padre ama. E tu perché ti agiti così? Ho preso laccappatoio, tanto non lo usava nessuno.

Quasi mi scoppia la testa dalla rabbia.

Lo togli. Adesso ho detto tra i denti.

Caterina, ti prego si è messo in mezzo papà, cercando di calmare le acque Non fare scenate, Giulia ha solo

Giulia ha indossato roba daltri in casa daltri! lho interrotto subito Papà, ma ti rendi conto? Ti sei portato qui la tua compagna e le hai pure lasciato rovistare tra le mie cose?

Giulia ha alzato gli occhi al cielo e se nè andata in salotto, buttandosi pesantemente sul mio divano.

Sei proprio maleducata ha detto. Io, fossi in Antonio, ti darei una bella ramanzina! Come ti permetti di parlare così a tuo padre? Se lui vuole stare con unaltra, tu devi farti i fatti tuoi, cara.

Mi sono sentita come una gattina presa per la collottola da una sconosciuta, in casa mia!

Fatti miei fino a quando non succede in casa mia ho risposto fredda.

Casa tua? Giulia mi guarda interrogativa, alza le sopracciglia e fissa papà.

Lui si stringe contro la parete, sguardo terrorizzato tra me e la compagna. Si vedeva che sperava che questa tempesta si risolvesse da sola, ma ormai la burrasca era tutta qui.

Ah Papà non vi ha detto nulla? ho sorriso con ghiaccio. Allora lo dico io: lui qui non è nessuno. È ospite. Questa è casa mia, tutto quello che cè è stato comprato da me. Lho lasciato vivere qui, ma non pensavo che avrebbe invitato la fidanzata.

Giulia è diventata paonazza.

Antonio?! adesso aveva una voce gelida Ma cosa sta dicendo? Tu mi avevi detto che era casa tua. Mi hai presa in giro?

Papà si è praticamente incollato al muro, le orecchie rosse di vergogna.

Giulia hai frainteso balbettava lui Io ho una casa, solo che ecco, non è questa, non volevo darti troppe spiegazioni

Non voleva darmi Grazie eh! Così ora mi devo sorbire le lamentele di questa qui!

Il mio limite era bello che passato.

Fuori ho detto piano.

Come? ha esclamato Giulia.

Fuori da qui. Tutti e due. Vi do unora. Dopo unora, se siete ancora qui, chiamiamo i carabinieri. Ti pareva, faccio entrare qualcuno nella mia casa e

Mi sono avviata verso la porta, ma ecco che papà si è svegliato allimprovviso e mi si è parato davanti.

Ma Caterina, davvero vuoi sbattere tuo padre fuori? Sai in che condizioni è la mia casa! era disperato Ma lì, io muoio, ti prego!

Mi ha afferrato la manica. Il cuore mi ha tremato: ricordi dinfanzia, senso del dovere una stretta alla gola.

Poi ho incrociato lo sguardo di Giulia.

Lei, seduta lì con le gambe accavallate, il mio accappatoio addosso, mi fissava con odio puro. Sapevo che, se mollavo ora, il prossimo passo sarebbe stato mettere la serratura nuova e cambiare tutto.

Papà, sei adulto. Affittati una casa ho detto staccandomi dalla sua presa Hai sbagliato tu. Dovevi stare tranquillo, e invece hai portato qui la tua donna, le hai lasciato usare le mie cose e hai rovinato casa mia…

Allora tieniti la tua casa! mi ha urlato Giulia Andiamo, Antonio. Non ti umiliare così. Che ingrata che hai cresciuto

Mezzora per raccogliere le loro cose, e il problema era risolto. Papà se nè andato in silenzio, curvo come un vecchio. Mi è rimasto negli occhi quel suo sguardo come un cagnolino cacciato sotto la pioggia. Ho tenuto duro, non mi sono mossa di un millimetro.

Appena se ne sono andati ho aperto le finestre, che laria di pesce, Tabacco e profumo dozzinale era insopportabile. Ho preso laccappatoio e tutto ciò che Giulia aveva lasciato: tutto in un sacco e via in pattumiera. Il giorno dopo ho chiamato la ditta per pulizie e il fabbro per cambiare la serratura: solo lidea che quella donna avesse toccato le mie cose mi faceva venire i brividi.

Sono passati quattro giorni.

Ora in casa mia non ci sono più vasi finti o cattivi odori. Ok, io ormai vivo con mio marito, ma sapere che quella casa è ancora mia mi dà conforto.

Con papà non parlavo più. Al quarto giorno, ha chiamato lui.

Pronto, ho risposto con calma.

Allora, Caterina la voce impastata dal vino Sei felice ora? Giulia se nè andata. Mi ha lasciato

Ma va non ho resistito Fammi indovinare: è successo quando ha visto la tua vera casa e ha capito che doveva farsi un mazzo per sistemarla?

Ha sospirato:

Già Ho messo una stufetta, dormo su un materasso gonfiabile. Ha resistito tre giorni, poi mi ha detto che sono un pezzente e che lho presa in giro. Ha preso la valigia e se nè andata da sua sorella. Ha detto che ha sprecato solo tempo Eppure ci volevamo bene, Caterina!

Macché amore, papà. Tu cercavi solo una sistemazione comoda, e lei pure. Avete solo calcolato male.

Silenzio, lui voleva continuare.

Sto male qui da solo, Caterina ho paura. Posso tornare? Sono solo, lo giuro! Ti giuro!

Ho abbassato lo sguardo. Lui là, tra rovina e freddo, se lerano costruita a forza: prima il tradimento, poi la bugia con me, poi la favola anche con Giulia.

Sì, mi faceva pena. Ma quella pena ci avrebbe rovinato entrambi.

No, papà. Non ti faccio tornare. Chiedi aiuto a qualcuno, fai i lavori. Impara a vivere nelle condizioni che ti sei costruito. Ti posso solo consigliare dei bravi professionisti. Se ti serve, chiamami.

Ho riattaccato.

Sarò stata dura, forse. Ma non voglio che nessuno lasci macchie sui miei accappatoi e sulla mia anima. Ci sono cose che non si puliscono, lunica soluzione è non farle entrare mai.

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