Cercasi urgentemente marito
Mamma, devi assolutamente trovarti un nuovo marito! Proprio subito, anzi, urgentissimo!
Allegra quasi lascia cadere la tazza di caffè e alcune gocce macchiano involontariamente la tovaglia. La posa rapidamente sul tavolo, si schiarisce la voce e fissa con attenzione la figlia.
Spiegami meglio, chiede cercando di mantenere la voce calma. Da dove viene questa urgenza?
La ragazzina oscilla da un piede all’altro, lo sguardo basso sulle fantasie persiane del tappeto. A Lucia imbarazza la situazione, ma è convinta di agire per il meglio.
Capisci… Oggi ho detto a papà che hai un nuovo uomo, sospira rumorosamente. Mi ha tempestato di domande! Chiede sempre se hai trovato qualcuno! Ogni volta rispondevo no, e allora partiva con lunghi discorsi su quanto sia stato un errore lasciarlo, che non capisci nulla della vita per esserti lasciata scappare luomo migliore del mondo!
Solleva lo sguardo verso la madre. Nei suoi occhi si leggono rabbia, confusione, un pizzico di risentimento verso il padre.
E poi… ripete in continuazione che capirai presto di aver sbagliato e tornerai indietro. Secondo lui, nessuno mai sarà meglio di lui. Così, a un certo punto, sono scoppiata: gli ho detto che hai trovato qualcuno.
Allegra si passa una mano tra i capelli. Nella sua mente risuonano le tipiche inflessioni dellex marito: quella sicurezza arrogante, quellincessante bisogno di trasformare ogni conversazione in un monologo sulla propria superiorità.
Posso solo immaginare le espressioni colorite che usa per descrivere tutto ciò, commenta con una punta di ironia. Non sè ancora rassegnato allidea che io abbia lasciato uno così perfetto. Ogni tanto penso che Stefano ti voglia da lui nei fine settimana solo per ascoltare se gli porti qualche pettegolezzo fresco. Serve a nutrire il suo ego, tutto qui.
Lucia sospira e si butta sul divano, raggomitolandosi tra i cuscini. Appoggia la testa e passa distrattamente la mano sul tessuto morbido, raccogliendo i pensieri.
Sì, lo penso anchio, dice guardando oltre la finestra. Unora e mezza a sentire quanto è fantastico. Per il resto, non gliene importa nulla: non chiede mai come sto, neanche come vanno a scuola le cose, se ho bisogno di qualcosa
Parla con una naturalezza disarmante, come descrivesse la routine: sveglia, colazione, scuola, compiti. Per Lucia ormai quella freddezza è diventata la norma, tanto che non le suscita più grande emozione.
Si appoggia allo schienale e fissa il soffitto, ricordando la recente conversazione con il padre. Come sempre, lui inizia vantandosi di qualche impresa di lavoro questa volta una lunga trattativa ben riuscita poi scivola sui suoi progetti, le difficoltà affrontate, e quanto tutti sottovalutino il suo valore. Unora e mezza di monologo: Lucia si è annotata mentalmente il tempo, già pronta a raccontarlo poi alla mamma.
Quando prova a parlare della gara di matematica a scuola, il padre annuisce distrattamente e cambia subito discorso. Brava, certo, ma alla tua età io già, e via di nuovo con storie scintillanti sul proprio passato.
Lucia scrolla lievemente le spalle, scacciando il ricordo. È abituata: da che ha memoria, papà è sempre stato concentrato solo su se stesso. Gli altri membri della famiglia restano sullo sfondo, importanti ma mai abbastanza da fargli perdere la centralità.
Ogni discussione si chiude sempre sulle sue faccende. Se la mamma si lamenta della fatica, lui subito parte con quanto è duro il suo lavoro. Se Lucia si preoccupa degli amici, lui sposta subito sulle sue storie scolastiche ovviamente riempite di gloria. Altrui questioni? Invisibili, insignificanti.
Lucia non riesce a capacitarsi di come la mamma abbia sopportato quindici anni accanto a una persona simile. Probabilmente, lo faceva solo per lei, per non farla crescere senza padre. Da piccola era convinta che il papà sarebbe cambiato, che si sarebbe accorto di quanto loro contavano… Ma il tempo scorreva e nulla mutava. Solo dopo il divorzio Lucia ha scoperto con stupore che senza di lui la casa era più serena: nessuno più dominava la scena, convinto che tutti gli altri fossero solo dettagli.
E ora perché dovrei cercarmi urgentemente un compagno? la voce di Allegra risulta più decisa del previsto. Hai detto una bugia, e allora?
Capisci, quando papà lha sentito è sbiancato! Lucia si stringe al cuscino Poi è diventato rosso e ha urlato tanto che la vicina è venuta a controllare! Ero quasi spaventata.
Fa una pausa, ricordando la scena. Il tono del padre, stridulo e nervoso, le mani serrate, lo sguardo agitato. Sembrava sul punto di scoppiare per il tumulto di emozioni.
Ha voluto subito sapere nome e dettagli del presunto uomo, continua Lucia, giocherellando col bordo del cuscino. Io ho negato tutto, dicendo che tu mi avevi chiesto di non raccontare niente, soprattutto a lui Non mi stupirei se ora iniziasse a chiamarti per fare scenate.
Allegra si gira verso la finestra, fissando la figlia. Prevede già il livello disteria di Stefano Bella combinazione, complimenti, pensa tra sé.
Con un sospiro si accomoda accanto a Lucia e labbraccia forte. Ormai è fatta. Le parole sono state dette, non si può tornare indietro
Perché ti sei inventata questa storia? chiede a bassa voce, cullando Lucia tra le braccia. Stavamo vivendo tranquille, e ora dovremo sentirci urlacci e lamenti. Mi viene voglia di spegnere il telefono.
Lucia si scioglie dallabbraccio, si raddrizza e guarda la madre negli occhi. Nei suoi occhi brilla unassoluta convinzione.
Perché sei meravigliosa! esclama piena di sicurezza. Sei bella, intelligente, piena di amici, piaci agli uomini! Pensi che non lo noti? Papà invece dice sempre cose brutte su di te. Mi sono stufata!
Allegra le accarezza piano i capelli, lasciando scorrere tra le dita le ciocche morbide. Nei suoi occhi affiorano dolcezza e un velo di stupore.
Ho capito, amore, tranquilla, sussurra serena. Ti dirò la verità: pensavo non volessi che io mi rifacessi una vita In fondo sono passati solo sei mesi dal divorzio con tuo padre.
Le pesa ammetterlo. Teme che la figlia veda una nuova storia damore come un tradimento o la volontà di sostituire il padre. Osserva scrupolosamente ogni dettaglio dellespressione di Lucia per cogliere eventuali segni di disappunto.
Sciocchezze! ribatte Lucia, con una risolutezza tanto spontanea da far sorridere Allegra. Limportante è che tu sia felice!
Lucia incrocia le braccia, sorridendo alla madre. Così adulta, così determinata. Allegra sente sciogliersi lansia. Forse davvero ha dato troppo peso al passato e temuto troppo il futuro?
Sei la mia gioia, sussurra Allegra, stringendola ancora più forte. Grazie perché ti prendi tanta cura di me.
Lucia si accomoda tra le sue braccia. In quellabbraccio la loro piccola famiglia sembra ancora più unita: niente può scalfire quellintesa, che ogni giorno diventa più forte
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Allegra siede alla scrivania, il tentativo di concentrarsi sulle scartoffie del lavoro fallisce miseramente. Le righe danzano tra i battiti martellanti delle tempie: è un mal di testa crescente, gestito a fatica sin dal mattino. Massaggia piano le tempie il gesto meccanico ormai è unabitudine.
Si convince infine a chiedere ad una collega di andare alla farmacia sotto lufficio. Con le medicine tra le mani, beve un sorso dacqua dal bicchiere e cerca di leggere ancora i documenti. Inutile. La testa sembra riempita di piombo e ogni rumore tastiere, condizionatore, voci è un colpo doloroso.
Proprio in quellistante appare sulla porta il vigilantes. Il viso educato, lo sguardo appena preoccupato.
Dottoressa Allegra, cè una persona per lei, dice con cortesia. Suo ex marito, chiede insistentemente di vederla. Può scendere o preferisce che ce ne occupiamo noi?
Allegra si irrigidisce. Unondata di stanchezza e irritazione la travolge. Respira profondamente tentando di dare unaria composta.
Scendo subito, mi scuso se crea disagio, risponde alzandosi dalla sedia.
Tra sé si lascia sfuggire unimprecazione. Che tempismo! La giornata è già pesante, mal di testa, e ora Stefano irrompe senza avvisare. Non poteva telefonare? Doveva proprio venire in ufficio davanti a tutti? Vuole forse fare una scenata?
Esce dal suo ufficio con passo lento; muoversi in fretta peggiorerebbe il dolore. In corridoio cè il via vai dei colleghi: chi ride alla macchinetta del caffè, chi discute di progetti sotto la lavagna degli appuntamenti. Allegra passa tra loro col peso sulle spalle.
Arrivata nellatrio lo vede subito. Stefano va avanti e indietro nervosamente, si avvicina al banco della reception, poi si allontana, gesticola animatamente, aumenta il tono. I vigilanti mantengono la calma professionale ma sono pronti a intervenire se necessario.
Cosa vuoi? Allegra taglia corto, avvicinandosi senza preamboli. È glaciale fuori, anche se dentro cresce lirritazione. Vuoi conoscere i carabinieri? Se serve, non ho problemi.
Stefano si gira di scatto al suono della sua voce. Il volto congestionato, occhi di fuoco dira, dagitazione. Si fionda su Allegra, puntandole lindice contro, come la colpevole di chissà quale crimine.
Tu! grida. Tu! Lucia mi ha detto tutto! Sono passati sei mesi dal divorzio e già hai trovato un altro?
Nella voce si mescolano incredulità, offesa, gelosia. Fino a un attimo prima forse sperava che la figlia mentisse o scherzasse, ma ora, leggendo la calma di Allegra, realizza che è tutto vero.
Allegra aggrotta un sopracciglio, inclina la testa. Ferma ma rilassata, dagli occhi traspare il ghiaccio.
Secondo te dovrei restare fedele a vita? Anche dopo il divorzio? Chiedi troppo, caro mio. Soprattutto da chi in matrimonio la fedeltà neanche lha mai considerata essenziale.
Stefano rimane interdetto. La sua mano, ancora dura contro laria, si abbassa insicura. Compare unespressione smarrita: non si aspettava una risposta tanto ferma e pacata.
Intorno la gente passa, qualcuno guarda incuriosito, altri ignorano. Ma tra Stefano e Allegra il mondo si restringe: uno spazio carico di vecchi rancori, accuse non dette, e una nuova realtà difficile da digerire.
Tu tu balbetta, ma Allegra lo interrompe.
Evitiamo la sceneggiata, Stefano, il tono diventa solo leggermente più gentile ma resta saldo. Se dobbiamo parlare, facciamolo da adulti. Non qui, non così.
Scena? Ora ti faccio vedere io! Stefano quasi urla. Il suo tono rimbalza nellatrio, le vene tese, i pugni serrati e molli ad ogni parola. Avanza e indietreggia come uno che non trovi la giusta minaccia.
Mia figlia non crescerà con uno sconosciuto in casa! esclama a pieni polmoni, non accorgendosi di attirare ancora più sguardi. Le porterò via Lucia! Non la vedrai mai più! Tu
Il suo urlo si fa isterico. Allegra solleva appena il sopracciglio, indifferente. Portare via la figlia? Ci vorrebbe proprio vedere! Qualunque giudice le darebbe ragione, e lei lo sa!
Hai finito? Un vero attore, commenta sorniona. Da circo, però.
Che succede qui?
Stefano si interrompe e si volta verso una nuova voce. Nellingresso cè un uomo in completo blu scuro, portamento calmo e sicuro, sguardo vigile. I vigilanti, vedendolo, si raddrizzano: è chiaro che abbia un ruolo importante in azienda.
Non si intrometta! ribatte Stefano, lanciando unocchiata acida al nuovo venuto. Il suo viso è ancora paonazzo, la voce sgradevole.
Luomo non risponde subito. Si avvicina con passi tranquilli fino a mettersi di fronte a entrambi. Sorride appena: una smorfia che innervosisce ancora di più Stefano.
Privato sarà quando discuterete tra voi, dice infine, calmo. Qui, davanti a tutti, non è più affar vostro. È pubblico.
Allegra osserva la scena, sentendo crescere la tensione. Non si aspettava lintervento di Romano Ferretti, il direttore generale, ma la sua entrata è provvidenziale e dissuade Stefano dallescalation.
Stefano fa per rispondere male, ma Romano resta impassibile, abituato certo a ben altri scontri.
E lei chi sarebbe? chiede Stefano a denti stretti, tentando di mantenere lorgoglio. Si faccia i fatti suoi!
Romano si porta con decisione davanti ad Allegra, le cinge la vita con un gesto netto e molto pubblico.
Chi sono? chiede con tono asciutto ma deciso, che non lascia spazio. Sono quello che rende Allegra felice. E se tu pensi di poter urlare contro la mia donna te lo levi subito dalla testa. Un giro dai carabinieri te lo sei già quasi guadagnato, ma faresti meglio a non usare tua figlia come merce di scambio. Hai capito?
Stefano si blocca. Il viso, ancora da poco paonazzo, diventa improvvisamente pallido. Guarda Romano e Allegra, realizzando daver perso il controllo della situazione. Negli occhi gli si legge lo smarrimento: questa volta non ha di fronte uno che si lascia intimidire.
Rimane fermo per qualche minuto, le mani che si tendono a pugno e si rilassano, forse incapace di trovare la replica. Forse perché la sicurezza di Romano lo mette allangolo, forse perché sente che stavolta i suoi soliti trucchi non funzionano.
Alla fine si gira di scatto, borbotta parole inudibili, e se ne va con passo rigido e dignità tutta da salvare. Prima di varcare la porta, lancia unultima frecciatina:
Non aspettarti gli alimenti!
Non mi servono, replica Allegra col sorriso sulle labbra, quasi sollevata. Almeno Lucia non dovrà più andare a casa sua!
Solo allora realizza che la mano forte e sicura del direttore generale è ancora poggiata sulla sua vita. Un gesto semplice eppure significativo, che la fa arrossire debolmente. Si scosta con discrezione, cercando il modo di non sembrare timida.
Con una breve, timida risata si rivolge al suo salvatore:
Grazie mille, dottor Ferretti. Non sa quanto mi sia stato d’aiuto!
La voce è sincera, priva di finzione. Si sente davvero grata: non solo perché lha difesa, ma anche perché lo ha fatto con sicurezza e rispetto.
Luomo le sorride, e per un istante anche il suo sguardo si fa caldo.
Perché non ne parliamo davanti a un pranzo? propone, porgendo la mano con un invito gentile.
Allegra resta un attimo in silenzio. Dubbi abituali si fanno avanti non è troppo presto, non sembrerà sconsiderato? Ma li scaccia subito. Romano è stato impeccabile e le piacerebbe conoscerlo meglio.
E poi, confessa a se stessa, è curiosa di scoprire chi sia veramente.
Certo, risponde, mettendo la sua mano nella sua.
Il contatto è sorprendentemente piacevole, saldo, affidabile, mai invadente. Allegra sente il disagio sciogliersi, lascia spazio a unineffabile emozione di piacere e attesa.
Più tardi, seduti in un ristorante accogliente vicino allufficio, la conversazione si scioglie. La luce soffusa, la musica di sottofondo, il profumo di pane appena sfornato rendono tutto più rilassante.
Col tempo, tra chiacchiere leggere ed effusioni sottili, Allegra scopre che Romano la apprezza da molto tempo. Ne parla con semplicità, senza frasi fatte, come qualcosa di naturale, atteso a lungo.
Ho esitato per mesi, ammette lui, mescolando il caffè. Ti vedevo sempre indaffarata, concentrata Sapevo del periodo duro dopo il divorzio e non volevo metterti pressione o sembrare fuori luogo.
Allegra lo ascolta senza interrompere. Le sue parole sono sincere, rispettose.
E oggi, quando ho visto quelluomo che ti urlava contro… Romano storce il naso. Non potevo restare a guardare!
Allegra si concede un sorriso dolce. Allora era così! Aveva notato i suoi sguardi ammirati, ma credeva si trattasse di altro. Romano le è sempre piaciuto, ma non le sarebbe mai venuto in mente di fare lei il primo passo…
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Tre mesi dopo quella scena allufficio, Allegra e Romano si sposano. Il matrimonio è una festa indimenticabile, Romano trasforma ogni desiderio di Allegra in realtà.
Lucia è felice per la mamma. Nel giorno delle nozze si occupa di aiutarla con labito, lacconciatura, ogni dettaglio. Al momento degli anelli, sorride e abbraccia entrambi con gioia.
Sono proprio felice per voi! sussurra commossa.
Subito, però, mette in chiaro che chiamare Romano papà non è nei suoi programmi.
Mi stai simpatico, Romano, gli dice una sera in cui sono solo loro tre. E sono contenta che mamma non sia sola. Però il mio papà, per quanto sia, ce lho già.
Romano sorride comprensivo.
È giusto così, Lucia. Limportante è stare bene insieme.
Anche Stefano riceve linvito al matrimonio, più per ironia che per altro. Allegra esita, ma alla fine decide: che sappia che la vita continua anche senza di lui. Gli spedisce la partecipazione senza bigliettini o parole.
Ovviamente Stefano non si presenta. Non ci pensa neppure: lidea stessa lo irrita e lo ferisce. Sceglie invece un altro sfogo: inizia a chiamare amici comuni.
La prima telefonata la fa il giorno dopo aver ricevuto linvito. La sua voce è stranamente calma ma la tensione si avverte.
Immagina, mi ha invitato al suo matrimonio! sbotta, senza nemmeno aspettare i saluti. Dopo tutto quello che è successo!
Lamico, ex collega duniversità, chiede cosa ci sia di così scandaloso. Stefano si infiamma:
Come ha potuto? Così mi ha umiliato!
Questa scena si ripete molte volte nei giorni successivi. Stefano telefona uno dopo laltro, sempre con lo stesso ritornello. Pare cerchi solidarietà, sperando che qualcuno gli dia ragione: Sì, davvero orribile.
Ma tutti restano vaghi. Qualcuno si mostra comprensivo, altri liquidano la questione con un ognuno ha la propria strada; altri non sanno davvero cosa dire. E più Stefano insiste, più si rende conto che nessuno lo appoggia veramente.
Allora cambia tacca: sostiene che Allegra si stia affrettando troppo a risposarsi.
Solo sei mesi! Ma si può trovare lamore in così poco tempo? È solo un modo per dimenticarmi. Un modo per non pensare…
Poi passa ad altro:
Non mi ha dato la possibilità di chiarire! Se avessimo parlato, avrei potuto…
Non sa neanche lui cosa: riconquistarla, cambiare, ricominciare?
A volte si lamenta con parole grottesche:
Ho fatto tanto per lei, e lei… neanche un grazie. Mi ha lasciato così. E la figlia se lè portata via!
Lamentandosi di ingratitudine, suona ancora meno convincente. Gli amici lo ascoltano annoiati, qualcuno azzarda:
Per cosa avrebbe dovuto ringraziarti? Un matrimonio si vive insieme, è normale
Stefano si ferma, e la rabbia cresce dentro. Si accorge che i suoi discorsi non fanno più effetto. Nessuno insulta Allegra o la chiama leggera. Anzi, tutti sembrano accettare che abbia diritto a ricostruirsi una vita: questo lo fa infuriare ancora di più.
Alla fine, stanco e scoraggiato, smette di chiamare in giro. Resta da solo in casa, guarda i dettagli di Allegra rimasti una forcina dimenticata, un vecchio album di fotografie, un vestito ormai troppo piccolo per Lucia e capisce che, volente o nolente, la vita va avanti. Ma lui non sa ancora come trovare il suo nuovo posto.
Così si chiude il capitolo di Stefano. E la vita di Allegra, Romano e Lucia va avanti: serena, semplice e fatta di piccole gioie: cene insieme, passeggiate domenicali, discussioni divertenti su quale film guardare la sera Una famiglia italiana, in cui lamore, finalmente, ha il suo spazio quotidiano.




