Che facciamo qui? Perché ci intrufoliamo nella casa altrui?

Basta, Fiorenza, tra noi è finita! Voglio una vera famiglia, dei figli. Non sai darmi quello che desidero. Ho aspettato a lungo, ho sopportato. Ho bisogno di un figlio. Ho già presentato la domanda di divorzio! Hai tre giorni per mettere in ordine le cose. Quando partirai, chiamami. Per ora mi rifugerò da mia madre. Sbrigati, devo preparare lappartamento per il bambino e per la sua madre. Sì! Non stupirti, la mia futura moglie sta per avere un bambino! Tre giorni hai a disposizione!

Fiorenza rimase in silenzio. Che risposta poteva dare?

Non riusciva a concepire. Michele, suo marito, aspettava da cinque anni. In quei cinque anni erano tre tentativi falliti.

I medici che Fiorenza aveva consultato innumerevoli volte le assicuravano che fosse sana. Perché allora non andava mai a buon fine?

Lei aveva sempre seguito una vita sana.

Quella volta, sul lavoro, un malessere improvviso la colpì; chiamarono lambulanza, ma tutto accadde in un lampo

Le porte sbatterono contro Michele e Fiorenza, senza forze, si accasciò sul divano.

Non aveva più energie né voglia di raccogliere le sue cose. E nemmeno unidea su dove portarle.

Fin da giovane, prima del matrimonio, viveva da sua zia. La zia non cè più, e il figlio aveva venduto lappartamento. Tornare al borgo di sua nonna? Cercare un affitto? Che fare con il lavoro?

Le domande erano tante e dovevano trovare risposta in fretta

Allalba le porte si aprirono e entrò la suocera.

Non dormi? Bene così. Sono qui per controllare che non prendi nulla di superfluo.

I vecchi biancheria intima di tuo figlio non mi servono. Vogliamo fare i conti?

Che voce sgradevole! Prima eri così gentile, educata, silenziosa. Vedi comè andata a finire. Dopo il primo fallimento ti dissi, Michele, che non avresti potuto avere un bambino.

Volevi dirmelo a me? Meglio stare zitte e guardarmi da lontano.

Dove nascondi il servizio di tavola?!

È mio. Lho ereditato da zia, è un ricordo di lei.

Ora qui sarà vuoto senza di esso!

Questo non mi preoccupa. Avrete un nipote.

Prendi solo quello che è tuo!

Il mio laptop! La caffettiera, il microonde, tutti regali dei colleghi. La mia macchina lho comprata prima delle nozze. Il tuo figlio ha la sua.

Hai tutto, tranne la capacità di avere figli!

Non è più un tuo affare. Con me va tutto bene, forse così doveva volere il Signore.

Vedo che non ti dispiace! Forse lo hai fatto apposta per questo?

Parlate sciocchezze. Anche a me è difficile pensarci.

Fiorenza scrutò lappartamento; non rimaneva nulla dei suoi effetti. Una spazzola, qualche prodotto di bellezza, le ciabatte

Sembrava le mancasse qualcosa di importante. La suocera la distraeva.

Ricordò che mancava una vecchia statuettagatto. Quella piccola scultura custodiva un segreto che nessuno conosceva, neanche a suo marito. Dentro il gatto cerano orecchini e un anello. Non erano di grande valore, ma costosi come ricordi di nonna. Michele li considerava rottami. Li aveva buttati? Tutto ciò che non serviva lo aveva messo sul balcone. Fiorenza aprì la porta

E qui cosa ti sei dimenticata? Raccogli le cose e vai! risuonò di nuovo la voce della suocera. Ti separi dallappartamento? Addio, non ti spetta nulla di brillante.

Alla fine il gatto fu ritrovato, tutto al suo posto. Poteva partire.

Ecco le chiavi, addio. Spero di non rivedervi più.

Fiorenza si diresse verso lufficio. Era ancora in malattia, ma chiese un congedo.

Ti facciamo tutti i complimenti, ma come faremo senza di te? Tre settimane ti bastano? Per favore, resta sempre in contatto. Senza la tua consulenza metà dei progetti andrebbero in fumo.

Va bene. Riuscirò a distrarmi. Grazie.

Serve aiuto?

No.

Provvederò al congedo e al bonus.

Grazie, è proprio ciò di cui avevo bisogno.

Fiorenza non cercò un nuovo appartamento; si diresse verso il suo paesino. Nessuno laspetta lì, la nonna è morta da tre anni, e sua madre non lha mai vista. La madre è scomparsa durante il parto.

E ora, stranamente, Fiorenza non riesce più a partorire da sola

Unora di cammino e arriva alla sua casa: un melo, i tulipani.

Lultima volta che, insieme a Michele, erano lì in autunno, avevano arrostito spiedini e si erano rilassati.

Fiorenza parcheggiò lauto nel cortile; la chiave del garage era nella casa.

Aprì la porta ed entrò. Silenzio. Sul tavolo tazze e piatti sporchi. Perché lultima volta non riuscì a sistemare tutto?

No, aveva pulito! Ma cera qualcuno!

Due bicchieri, piatti, sacchetti di succo, bottiglie di spumante di Michele. Non era autunno.

Quindi nella casa cera Michele, ma con chi?

Non importa più

Solo Fiorenza ha la chiave di casa; forse il marito ne ha fatto una copia. È ora di cambiare le serrature.

Una nuova vita, pulizie, poi un bagno caldo.

Fiorenza decise di sciacquare via tutta la sporcizia, tutto il passato.

Quando stava per uscire, bussarono alla porta e poi al finestrino.

Chi è lì?!

Va tutto bene?

Sì rispose la donna, sorpresa. Scuse.

Fiorenza uscì; davanti alla casa cera uno sconosciuto.

Scusi, lho spaventata. Sono il suo vicino, vi osservo da tutta la giornata.

Vedo che siete scomparsi, il fumo esce dal focolare. Ho pensato potesse succedervi qualcosa

Grazie, sto bene.

È una parente di Michele? È stato qui con la moglie è sua sorella?

No, sono la exmoglie. Quasi ex, tutto è in divenire.

È casa vostra?

La mia.

Io sono il vostro temporaneo vicino. Per motivi familiari sono qui. Un amico mi ha ospitato. Anche il divorzio è in corso, domani sarò libero. Se va bene, me ne vado. Se serve aiuto, chieda pure. Sono Igor.

Io sono Fiorenza. Aspetti, può cambiare la serratura?

Certo. Ditemi quando e lo faccio.

Il prima possibile. Domani compro una nuova.

Lasci che guardi e compri, così non deve tornare in città.

Daccordo.

Passarono due settimane. Unaltra settimana di ferie e fu tempo di tornare in città. Fiorenza non voleva più cercare una casa. Michele non chiamava né scriveva, solo arrivò una notifica sulla data del divorzio. Forse era meglio così; non voleva più vederlo.

Sabato. Fiorenza si alzava sempre presto, e quel giorno Igor la invitò a una passeggiata al lago.

Iniziare una nuova storia non era nei suoi progetti, ma una passeggiata non obbligava a nulla. Passarono una bella ora e tornarono per il pranzo. Accanto alla sua casa cera lauto di Michele, appena arrivata. Le porte si aprirono, scese Michele, poi aiutò una donna incinta a scendere.

Fiorenza e Igor si avvicinarono al portone. Michele cercava di aprire la porta di casa, ma

Che cosa è questa?

Perché siamo qui? Perché invadiamo una casa altrui?

Michele rimase immobile, sorpreso.

Questa è la nostra casa! disse la donna incinta.

Davvero? E chi lha detto, Michele? Questa è la mia casa, allontanatevi.

Michele, che dice? Chi è questa? È la tua ex? Portala via! strillò la gravida.

Fiorenza e Igor scoppiarono a ridere. Michele, senza parole, mise la sua compagna in macchina e se ne andarono.

Avrà una vita allegra.

E avrà il suo bambino. Io non ce lho fatta. Tre fallimenti. Scusa.

Negozio dauto nelle vicinanze

Ci siamo separati perché la moglie non voleva figli

Quattro anni dopo il divorzio, un incontro casuale al supermercato con la sua exsuocera.

Fiorenza, non ti riconosco più. Ti seguo da tempo. Sei incinta?

Sì, accarezzò il suo pancione.

E Michele? Il nipotino è nato debole, qualcosa non è andato nella linea paterna. Sua moglie è scappata, ha lasciato il bambino. E tu, pensi di partorire da sola?

No, non da sola. Ho una famiglia. Ho tempo, mi aspettano.

Come? Scusami per tutto

Pazienza a tutti

Lexsuocera osservò Fiorenza mentre camminava. Andava fianco a fianco con Igor, che con una mano la sorreggeva, con laltra teneva una bambina piccola, quasi la sposa di una madre

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