Del fatto che Oleg sarebbe arrivato, lo sapeva già tutto il paese. Le ragazze si preparavano, si facevano belle acconciature. Ma Anastasia, la nostra orfanella, a cosa sarebbero serviti a lei tutti questi trucchi femminili? Era semplicemente se stessa. Eppure fu proprio di lei che lui si innamorò subito.

Da tempo tutto il paese sapeva che Giulio sarebbe arrivato. Le ragazze si preparavano, sistemavano i capelli, cercando di essere più belle del solito. Ma Bianca, povera orfana, a cosa le sarebbero servite quelle astuzie femminili? Lei era sempre se stessa. E fu proprio questo a conquistare Giulio al primo sguardo.

Le altre ragazze erano invidiose: avevano perso un così bel ragazzo. Giulio, quando era arrivato per la prima volta in paese, aveva fatto girare la testa a tutte. Ragazzo alto, spalle larghe, bello da far paura. E poi, veniva dalla città, studi universitari fatti allestero, famiglia benestante di Milano.

Il nonno di Bianca un tempo era stato il sindaco del paese. Aveva cresciuto tutti i suoi figli con tanto impegno. Ora attendeva solo i nipoti, e non perdeva occasione di vantarsi dei loro successi.

La voce dellarrivo di Giulio circolava già da settimane. Le ragazze del paese si facevano belle. Bianca invece, figlia senza genitori, non aveva motivo per curarsi troppo. Sempre semplice, ma la sua purezza colpì Giulio profondamente.

Le altre provarono in tutti i modi ad attirare la sua attenzione, ma fu tutto inutile. Alla fine delle vacanze, lui prese Bianca e la portò con sé in città. Prima che partissero, nonno Luigi la benedisse: Nipotina mia, la vita non è mai stata gentile con te; ricorda, Giulio, non farle mai del male. Giulio gli promise che sarebbe andato tutto bene.

La vita a Milano era tuttaltra cosa, una continua frenesia. Bianca sperava che Giulio sarebbe rimasto lo stesso ragazzo premuroso di sempre, ma le cose cambiarono. Finché prepararono il matrimonio, ci fu ancora tenerezza e complicità. Ma dopo il viaggio di nozze, qualcosa cambiò. Era come se Giulio si vergognasse della sua giovane moglie. La suocera, Donna Francesca, era fredda, parlava con disprezzo, facendo capire ogni volta quanto Bianca fosse inferiore al suo figlio bello e perfetto.

Nonostante si impegnasse, ogni cosa che faceva non andava bene: non cucinava come si doveva, non lavava le camicie come piaceva, nemmeno puliva il pavimento come si aspettava la suocera. Avvilita, Bianca cercava di sopportare: in una piccola casa, non cera modo di sfuggirle. Provò anche a cercarsi un lavoro, ma Giulio glielo impediva:
Ma quanto vuoi guadagnare con la tua istruzione? Resta a casa, è meglio.

E lei rimaneva. Quando rimase incinta, Giulio era al settimo cielo. Sembrava che tutto fosse tornato come prima. La suocera non la criticava più, anzi, sgridava il figlio perché la trattasse bene. Ma la sorte fu crudele: Bianca perse il bambino, e la situazione peggiorò.

Non servi a niente, né intelligente né forte. Hai solo il visetto carino, ma cosa ci fai? sospirava la suocera. Giulio sorrideva sardonico, come se non parlassero della sua sposa.

Con la seconda gravidanza non ci fu più gioia. Niente più attenzioni, niente attesa felice. Solo irritazione, perché Bianca non aveva più la stessa figura. La suocera continuava a rimproverare Giulio: Non ferire tua moglie, un bambino deve nascere con amore.

Ma quale amore, pensava Bianca. Giulio era ormai diventato freddo, dormivano in camere separate, lui usciva presto al mattino e tornava solo quando Bianca già dormiva.

Bianca piangeva ogni notte, ma non aveva dove andare: senza genitori, non voleva far vivere la stessa sorte a sua figlia. Cercava di salvare la famiglia, nascondendo le proprie sofferenze.

Nessuno la accompagnò in ospedale al momento del parto. Giulio non si fece vedere per una settimana. Bianca chiamò lambulanza da sola. Partorì, ma non chiamò nessuno; non sapeva nemmeno dove andare dopo. Fuori dallospedale trovò una macchina piena di palloncini. Si illuminò il suo volto: pensò subito fosse Giulio. Ma invece cerano la suocera Francesca e il nonno Luigi, ben vestiti e con fiori tra le mani.

Grazie, nipotina, per questo regalo. Non cè nulla di più bello della mia pronipotina al mondo, gioiva Luigi. Anche la suocera non riusciva a distogliere lo sguardo dalla bambina, sempre pronta ad aiutarla.

A casa trovarono la tavola imbandita. Donna Francesca aveva preparato la torta preferita di Bianca.

Mai avrei pensato che Giulio fosse un tale mascalzone, sbottò Francesca. Se nè andato a divertirsi e ha lasciato te e la piccola da sole. Ma ce la faremo anche senza di lui. Vediamo quanto resiste senza di noi. Nessuno vi farà più del male, io stessa lo cancellerò dal contratto della casa. Qui non cè più posto per lui. Può portarsi altre mogli se vuole.

Come la chiamiamo? chiese il nonno Luigi, che ne dici di Anna, come si chiamava tua madre?

Bianca scoppiò a piangere, lasciandosi finalmente andare. Francesca le accarezzò i capelli:

Non piangere, sarai ancora felice. Guarda come sei bella adesso che sei mamma. Lui non capiva nulla.

Tornerò in paese, là saremo meglio.

Fai bene, la incoraggiò Luigi. Cresceremo insieme la nipotina.

***

Due anni dopo il ritorno in paese, si fece avanti Mario, ragazzo del posto, semplice e genuino. Prima di conoscere Giulio, Bianca non lo avrebbe neppure considerato. Oggi, invece, ciò che cercava in un uomo era ben diverso: voleva solo affetto e protezione per sé e la bimba.

Sposami, dove trovi uno migliore di me? Ti conosco da sempre, Bianca! diceva Mario. E se Giulio tornasse?

Non tornerà mai più. E poi non lo amo più, lo interruppe lei.

Bene così! esclamò il nonno Allora cominciamo a organizzare il matrimonio!

***

Al matrimonio arrivò anche Francesca.

Mario, come tratti Bianca? gli disse in tono preoccupato. Oggi è tornata a casa a piedi dal lavoro. E la casa non era perfetta, le calze di Anna erano ancora da stirare.

Signora, lei chi è? domandò infastidito Mario.

La suocera.

Ormai ex suocera, la corresse Mario.

Basta litigare, intervenne Bianca sorridendo, una suocera non sarà mai veramente ex.

Scusate, è solo che mi preoccupo tanto, ho paura che non mi permetterete di vedere la nipotina.

Può venire quando vuole, rispose Mario, ma la nostra famiglia la costruiremo da soli, senza intrusioni.

Bianca guardò Mario con orgoglio: Questo sì che saprà difenderci, pensò, e sorrise.

Ripensando a tutto, ho capito che la felicità non dipende da ciò che gli altri pensano di noi o dal successo, ma dal rispetto e dallamore sincero che ci circonda. Sta tutto nella semplicità delle cose vere.

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Del fatto che Oleg sarebbe arrivato, lo sapeva già tutto il paese. Le ragazze si preparavano, si facevano belle acconciature. Ma Anastasia, la nostra orfanella, a cosa sarebbero serviti a lei tutti questi trucchi femminili? Era semplicemente se stessa. Eppure fu proprio di lei che lui si innamorò subito.