Ginevra, non prendere a male quello che sto per dirti! Non sono un senzatetto. Mi chiamo MicheleSemprini. Sono venuto a trovare la mia figlia. È una storia lunga
Mancavano poche ore al Capodanno. Tutti gli uffici erano ormai chiusi e i colleghi erano già sparsi verso le loro case, ma nessuno aspettava Ginevra
Per non dover tornare a lavorare il primo di gennaio, decise di anticipare il lavoro.
Arrivata a casa, la trovò già pronta: due insalate fresche, frutta di stagione e una bottiglia di spumante che la aspettava nel frigo, tutti preparati in anticipo.
Non doveva vestirsi per nessuno. Le venne voglia di slacciare i tacchi e infilarsi un morbido pigiama di flanella.
Così è stato: qualche mese prima aveva chiuso il suo rapporto con Andrea e la rottura era stata così pesante che Ginevra non aveva fretta di ricominciare a frequentare.
Ora era comoda da sola
Andrea provava a riconquistarla, la chiamava più volte, ma Ginevra non voleva più ricominciare da capo: Non funziona, è troppo complicato.
Non voleva nemmeno ricordarlo, era passato, perché rovinare la festa?
Scesa dal pullman, era a pochi passi da casa.
Presso l’entrata del condominio, su una panchina, notò un anziano signore accanto a un piccolo abete di Natale.
Probabilmente è in visita a qualcuno! pensò.
Ginevra lo salutò; luomo annuì, senza incrociare lo sguardo.
Le parve di vedere delle lacrime negli occhi del vecchio, o forse era solo il riflesso delle luci, ma non ci fece caso e si diresse verso lappartamento.
Il freddo della sera le rabbrividì le ossa. Dopo la doccia, indossò il suo pigiama preferito, versò un caffè e si avvicinò alla finestra.
Strano, luomo era ancora lì, immobile sulla panchina.
È già passata più di unora da quando è rientrata, mancano due ore al Capodanno. Se è venuto a far visita, perché sta fuori? E quegli sguardi lucidi! si chiedeva.
Apparecchiò la tavola, accese le lucine dellalbero, ma il pensiero al vecchietto solitario tornava incessante.
Dopo una mezzora, guardò di nuovo fuori: luomo non si era mosso.
Forse non sta bene, o forse è solo freddo. pensò.
Si avvolse rapidamente in un cappotto e uscì.
Arrivata alla panchina, si sedette accanto a lui.
Lui la guardò e, con un sospiro, rispose:
Scusa, tutto bene? Ho notato che sei qui da un po. Fa freddo fuori, posso fare qualcosa?
Niente, bambina! Tutto a posto, mi siedo un attimo e poi parto.
Dove?
Alla stazione. Tornerò a casa.
Non è giusto. Non voglio trovarti lì domani mattina. Alzati, per favore! Vieni da me, ti scaldiamo e poi torni dove devi.
Ma
Niente ma! Alzati!
Ginevra immaginò che, se la sua amica Sofia fosse stata lì, avrebbe fatto gli occhi grandi e ma la sua amica non era in giro e lasciarla sola non era unopzione.
Il nonno si alzò dalla panchina e afferrò labete.
Posso prenderlo?
Certo, perché no.
Dentro lappartamento, posò labete in corridoio, si tolse il cappotto. Ogni passo era un piccolo sforzo, il freddo gli rigava le mani. Si sedette in cucina, Ginevra gli versò del tè e lui riscaldò le dita stringendo la tazza. Dopo un paio di sorsi, alzò lo sguardo.
Don non fraintendere, non sono un senzatetto. Mi chiamo MicheleSemprini, sono qui per mia figlia. È una storia complicata
Da giovane, con la sua ex moglie, Lucia, aveva avuto una figlia, Luna, di cinque anni. Si erano separati, lui aveva trovato unaltra donna, Maddalena, ma la cosa non era andata liscia.
Allinizio si era nascosto, poi Lucia aveva scoperto la relazione tramite la figlia, e le cose erano precipitate. Un giorno, sbatté la porta e si diresse verso la donna che amava.
Michele cercava di aiutare, ma Lucia, fiera, non accettava nulla da lui, nemmeno gli alimenti. Decise di crescere Luna da sola.
Lui provava a dare una mano tramite i genitori, ma Lucia rifiutava tutto. Alla fine, iniziò a fare propaganda contro di lui.
Una volta, andando a portare dei giochi al nido, Luna scappò via, dicendo che lui non era suo padre. Michele, deluso, decise di sparire dalla loro vita.
Lui e Maddalena lasciarono la città, tentò di mandare soldi a Lucia per Luna, ma i trasferimenti ritornavano sempre indietro, così smise di provare.
Dieci anni dopo, tornò a Napoli, dove i suoi genitori non cerano più, e si sistemò nellappartamento di famiglia. Lo vendettero, comprò una casetta in campagna vicino a Napoli, dove visse per un po.
Con gli anni, Maddalena morì, lasciandolo solo.
Ora, senza troppe pretese, aveva deciso di andare a trovare Luna. Non si aspettava scuse o perdoni.
Aveva comprato un abete, era arrivato a casa di Luna, ma lei non lo lasciò entrare.
Capì tutto: perché era lì? Cosa sperava di vedere? Era estraneo a lei, ma non gli serviva nulla di più: aveva una casa, una buona pensione, poteva comunque aiutarla perché è lunica persona a cui tiene davvero.
Se Lucia avesse lasciato che lui fosse presente nella vita di Luna, le cose sarebbero state diverse.
Uscì dallappartamento di Luna e vagò senza meta finché non si fermò su una panchina, quasi congelato. Forse sarebbe rimasto lì per sempre
Ma il destino ha altri piani. Forse serve ancora a qualcosa. Grazie, Luna, mi sono scaldato. Prenderò lautobus e tornerò a casa.
Dove andate a questora? Lautobus parte solo al mattino, e manca mezzora al Capodanno. Restate, vi faccio un letto sul divano, domattina partirete.
Michele guardò Ginevra.
Mi sento a disagio, piccolina! Oggi quasi nessuno accoglierebbe uno sconosciuto così. A dire il vero, non mi va di stare solo. Se mi lasci restare, lo farò. Domani parto.
Affare fatto.
Al mattino, Michele si preparò per partire.
Grazie, Ginevra, per tutto. Sei stata un angelo, mi hai salvato da una decisione avventata, perché davvero volevo restare lì, sulla panchina.
Se vuoi, vieni a trovarmi! Non è lontano, ho una piccola azienda di api, cinque alveari dietro casa, destate è una meraviglia.
Maddalena amava il giardino: mele, pere, tutto quello che cè. Anche dinverno è bello; il fiume è vicino, rilassante.
Arriverò, Michele!
Perfetto, allora! Io parto, grazie ancora.
Ginevra continuò a guardare fuori finché Michele non scomparve dietro langolo.
Così è la vita: le persone a cui non vuoi sapere restano lontane, mentre gli sconosciuti a volte diventano quasi parenti!
Ginevra, che aveva perso i genitori molto giovane, dopo aver ascoltato la triste storia del vecchietto, decise di fargli visita comunque.
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