— Giulia elogia la tua casa, voglio vedere su cosa hai speso così tanti soldi, — disse Lara Petroni con un sorriso altezzosoLara Petroni, con un gesto elegante, aprì la porta verso il luminoso salotto, pronto a rivelare ogni dettaglio di quel lussuoso rifugio.

Giulia non smette di lodare la vostra casa, voglio vedere a cosa avete speso tutti questi soldi disse con un sorriso compiaciuto Lara Petrini.

Per quattro lunghi anni Alessandra e Vittorio si erano dedicati anima e corpo alla costruzione di una villeggiatura a due piani sulla campagna toscana. Ogni pomeriggio libero lo trascorrevano a rinnovare muri, a sistemare le travi, e alla fine, dopo anni di fatiche, la famiglia si trasferì finalmente nella nuova dimora.

Con i tre figli, Alessandra e Vittorio si stabilirono nella casa appena ultimata, sognando giorni di serenità e risate. Il futuro sembrava radioso, se non fosse stato per la suocera, una donna che un tempo aveva definito il progetto una pazzia costosa.

Appena la famiglia si sistemò, parenti e amici furono invitati a far visita; in due mesi tutti riuscirono a passare, tranne la madre di Vittorio, la signora Lara Petrini.

Le lodi per la casa si diffusero rapidamente e, come era dabitudine, le notizie percolarono fino allorecchio della suocera.

Vittorio e Alessandra hanno una casa da favola! esclamò la sorella di Lara, unamica di vecchia data. Lhai vista già?

Non ancora, non cè stato il tempo, rispose la donna con tono finto di indifferenza.

Quella stessa sera, incapace di trattenersi, la signora Petrini mandò un messaggio al figlio chiedendo foto della dimora.

Giulia non smette di lodare la vostra casa, voglio vedere a cosa avete speso tutti questi soldi, ripeté, ancora una volta con un sorriso di chi crede di avere il controllo.

Vittorio, senza esitazione, inviò diverse immagini. Non appena le vide, la suocera esclamò, ora di rabbia:

Ma perché nessuno mi ha mai invitata a casa? Tutta la parentela è già passata, e io no

Forse perché pensavi che ci dedicassimo a stupidaggini anziché a costruire? ribatté Vittorio.

Ah, che mi ricordi! Chi rispolvera il passato, perde la vista, rispose Lara, forzando un sorriso.

Chi dimentica, paga il doppio, replicò severamente Vittorio.

Per non dare più spazio alla discussione, Lara cambiò argomento, chiedendo lindirizzo con tono autoritario. Il figlio acconsentì e il giorno successivo la signora arrivò a far visita.

Alessandra, ignara del fatto che la madre del marito avesse telefonato a sorpresa, rimase sconvolta dal suo arrivo improvviso.

Vittorio, perché non ne sapevo? chiese, gli occhi pieni di perplessità.

Non pensavo che si sarebbe mossa così in fretta, rispose luomo, altrettanto sorpreso.

Lara portò dolci per i nipoti; sulla via, nel piccolo negozio di paese, prese tre tavolette di cioccolato, gesto che Alessandra non poté non notare. La madre di Vittorio, tuttavia, non era mai stata una grande chiacchierona con i bambini, così il suo arrivo non destò sorpresa.

La suocera perlustrò ogni angolo della casa, dentro e fuori, con unespressione che tradiva il suo malcontento. Vittorio non colse subito il motivo del suo disappunto; lo capì solo più tardi, quando, al tavolo, la signora gustò due bicchieri di spumante.

Perché io devo vivere in un appartamento come una mendicante, mentre questa signora dimora in una villa regale? scandì Lara Petrini, con la voce che tremava di amarezza.

E che cè di male in un appartamento? Ricordi quella piccola stanza che abbiamo venduto, per poi comprarne una più ampia? Inoltre, ti trasferisco ogni mese sette mila e cinquecento euro. Da che parte ti poni, mendicante? replicò Vittorio, offeso dalle accuse.

Non pensi che ti sia grata? Lo sono! Ma anchio voglio vivere in una casa! ribatté Lara, con la voce che si faceva sempre più alta.

Mamma, tutta la famiglia ha costruito la casa dei sogni, labbiamo realizzata. Che centri adesso la tua opinione? protestò Vittorio.

Che centro io? Sono io che ti ho messo al mondo, che ti ho cresciuto! Non merito anchio questo lusso? Perché non mi inviti qui? insistette la donna, testarda.

Alessandra, sentendo la suocera aprire una simile discussione, osservò preoccupata:

Vittorio, le tue spiegazioni non bastano. Questa donna è pura invidia del nostro benessere e della nostra casa. Per lei conta solo il sentirsi superiore

Vittorio guardò sua moglie, riconoscendo la legittimità del suo punto di vista, ma avvertì comunque un senso di colpa verso la madre.

È difficile, mamma, ascoltare queste parole. Ma la casa è stata costruita per noi. Hai un bel bilocale dove vivi comodamente

Comodamente? Allora lascia che tua moglie viva lì, buona salute, mentre io resto qui a regnare! ribatté Lara, mordendosi le labbra.

Le parole della suocera suscitavano in Alessandra irritazione e ostilità:

Vedi, caro, come Lara esprime gratitudine? Sempre a pretendere, a offenderti, a sminuire il mio ruolo nella famiglia

Invece di rispondere, Lara sbuffò rumorosamente, strizzò gli occhi e si avvicinò a unaltra bottiglia di spumante.

Per parlare seriamente con sua madre, Vittorio la invitò a salire sulla terrazza.

Mamma, ti dico onestamente: è difficile sopportare il tuo continuo pressione e il tuo scontento. Non sei una nonna gentile; il tuo carattere rende la convivenza insopportabile. Anche Alessandra ne risente, e i bambini cercano di evitarti. Non possiamo parlare di vivere tutti insieme o di darti la casa.

Ah, quindi sono una cattiva nonna? Forse non sai mettere al suo posto tua madre? ribatté Lara, mordendosi le labbra.

Ascoltami bene, mamma. La nostra casa è il simbolo della nostra felicità. Non permetterò che la distruggi!

Perché dovrei essere io a distruggerla? È lidea della tua signorina, vero? Ho capito che i miei sentimenti non interessano a nessuno! Tutti sono innocenti, solo io sono colpevole! esclamò Lara, stringendo i denti, poi, con voce rotta, prese un taxi.

Mezzora dopo, la donna inferocita e ferita lasciò la villa senza salutare nessuno. Da quel giorno i rapporti tra Lara e il figlio divennero tesi; non aveva intenzione di perdonare il fatto che suo figlio avesse posto gli interessi della famiglia sopra i suoi.

Un mese dopo, la suocera chiamò allimprovviso Vittorio, scatenando un gigantesco litigio. Si scoprì che aveva pensato di vendere il suo bilocale per comprare una casa, ma al momento della transazione emerse che il proprietario dellappartamento era proprio Vittorio.

Mi hai ingannata! Hai venduto la vecchia casa e ti sei tenuto il ricavato per te! scoppiò Lara, furiosa. Mi hai lasciata senza nulla!

Forse perché ho messo molti soldi per comprare quel bilocale. Pensi che avessi il diritto? ribatté Vittorio.

Tutto è stato rubato! Tutto! sbottò la madre, riattaccando il telefono.

Da allora non diede più notizie, e tutti i tentativi di Vittorio di contattarla furono ignorati.

Così, al ripensarci, la nostra storia rimane un monito: i sogni costruiti con il sudore delle proprie mani possono essere offuscati da invidie e orgogli ostinati, e le parole di chi, pur avendo dato vita, si sente tradito, possono spezzare i legami più stretti.

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— Giulia elogia la tua casa, voglio vedere su cosa hai speso così tanti soldi, — disse Lara Petroni con un sorriso altezzosoLara Petroni, con un gesto elegante, aprì la porta verso il luminoso salotto, pronto a rivelare ogni dettaglio di quel lussuoso rifugio.