Gli amici arrivano a mani vuote davanti a una tavola imbandita e io chiudo il frigorifero.
— Marco, sei sicuro che tre chili di coppa di maiale bastino?
Mio marito annuisce, affettando il pane.
— L’altra volta hanno finito tutto, anche la mollica intinta nel sugo.
— Lo so, lo so.
— E la Livia se n’è andata via con un contenitore, “per il cane” diceva.
Marco ride, scuote la testa.
— Dai, Giovanna, non esagerare.
— Non esagero, racconto i fatti.
Sistemo i tovaglioli, conto le sedie.
Sono sei invitati, sempre gli stessi.
Pietro e Rosanna, Livia e Franco, Teresa e il marito nuovo.
Ogni volta portano niente, un sorriso e appetito.
Io invece preparo per giorni.
Antipasti, primo, secondo, dolce, frutta.
Il tavolo sembra quello di un matrimonio.
Suonano al campanello proprio mentre finisco.
Apro la porta, entrano tutti insieme.
— Che profumino, Giovanna!
— Siete puntuali, bene.
Livia guarda il tavolo con gli occhi che brillano.
— Hai fatto la coppa di maiale?
— Sì, tre chili.
— Ottima scelta, ricordo l’ultima volta.
Franco si siede subito, senza aspettare invito.
— Io ho fame vera, eh.
— Accomodatevi tutti, prego.
Teresa arriva ultima, col marito nuovo.
— Scusate il ritardo, il traffico.
— Non c’è problema, sedetevi.
Il marito nuovo guarda la tavola stupito.
— Ma quanta roba, Giovanna.
— Mi piace far le cose bene.
Iniziano a mangiare senza troppi complimenti.
Pietro si serve due volte di antipasto.
— Questi salumi sono fantastici.
— Grazie, li ho scelti io stessa.
Rosanna assaggia la coppa, chiude gli occhi.
— Buonissima, davvero squisita.
— Sono contenta vi piaccia.
Passano le ore tra chiacchiere e portate.
Il vino scorre, le risate aumentano.
Arriva il momento del dolce finale.
Livia chiede subito un contenitore vuoto.
— Per il cane, come sempre.
Io guardo Marco, lui sorride piano.
Il frigorifero resta vuoto stasera.
Domani si ricomincia tutto daccapo.