Lorenzo al lavoro non è tanto odiato quanto evitato. È un uomo di parole, autista esperto e operaio diligente, ma assolutamente poco socievole. Nessuno vuole fare squadra con lui, e lui ne è contento. Un manager lo gestisce, così lo fanno scattare via. Gli altri camionisti gli hanno dato il soprannome Il Tristino. Così è andato, lo chiamano anche Il Tristino negli occhi. Il nome vero a volte lo scordano, ma il soprannome rimane.
Il viaggio di oggi non preannuncia nulla di strano: percorso familiare, carico ordinario. Sterzo, guardo la strada Allombra del ciglio, qualcosa striscia nellerba. Voglio passare, non so che bestia cè in strada, ma un brivido mi ferma. Un enorme gatto a strisce ruggisce, pronto a vendere la propria vita. Dicono che i gatti hanno nove vite; ne ha già perdute diverse, ansima, ha una zampa ferita, è sporco e insanguinato.
Come ti è capitato, gattaccio? chiedo, chinandomi sul felino.
Il gatto sbatte i denti e miagola rauco, facendo capire che non vuole aiuti e che dovrei continuare per la mia strada.
Capisco il suo orgoglio. Mi ricordo il gatto della nonna, con cui da piccolo mi scaldavo accanto al fuoco. Ora non cè più la nonna, ma il ricordo resta dolce.
Non sono un esperto di ferite feline, ma vedo che non ti rimetti così facilmente. Non cè una casa qui vicino, quindi ti porto al veterinario.
Con un gesto delicato lo sollevo, lo sistemò sul retro del camion. Il gatto si dimena, poi si calma, quasi a dire non peggiorerò.
Svoltando fuori autostrada, entro in un piccolo borgo della Val dAosta, trovo la clinica veterinaria. Il dottore, un anziano signore, mi guarda e, senza farci attendere, ci fa passare in prima fila.
Sei fortunato, gatto dichiara il veterinario. Lo disinfetteremo, gli metteremo il gesso e poi potrai riprendere il viaggio.
Ma dovè che lo porto? protesto io. Ho una consegna da fare!
Non abbiamo rifugi per animali, e non è un cucciolo, è un gatto adulto e in forma risponde il dottore con un sorriso rassegnato.
Il gatto scambia sguardi con noi, gli occhi verdi lo fissano dritti nellanima di Lorenzo, che improvvisamente si sente in colpa. È meglio salvarlo o lasciarlo?
Va bene grugnisce Lorenzo, andando verso il corridoio.
Due anziane chiacchierano animatamente:
Lina è di nuovo venuta da me, scappa dal marito dice una.
Che sfortuna! replica laltra. È una donna doro, ma il marito è un vero rottamatore. Dicono che la picchia anche
Non sorprende che non riesca a uscire, è tutta una storiella di lividi commenta la prima. Oggi cè anche il signor Nicola in visita!
Lorenzo non si intromette nella vita di Lina. Non tutti hanno fortuna in amore; lui stesso ne ha avuto a stento.
La sua fidanzata lo aveva promesso amore eterno, ma lui è morto di guerra prima di un mese, e lei è rimasta sola. Poi si è risposata. Così vanno le cose.
Prendetevi il gatto dice il veterinario, porgendo il felino ancora poco mosso. Spero che guarisca come un cane. In tre settimane toglieremo il gesso.
Grazie prende Lorenzo il gatto e si dirige verso luscita.
Non ha idea di cosa fare con quel regalo caduto sul cruscotto, ma il tempo stringe, il suo programma è già in ritardo. Prima il carico, poi vedrà.
Monta il gatto sul letto di carico e riparte.
Dopo qualche chilometro, sulla corsia laterale, vede due figure: una donna disperata che agita le braccia, una bambina che si aggrappa timidamente.
Scusate, non prendo passeggeri! sburra Lorenzo, rispettando la sua regola.
Miao! si sente alle sue spalle.
Hai svegliato il gatto? chiede Lorenzo. Che cosa ti serve?
Miao! insiste il gatto.
Forse ha fame? riflette Lorenzo. Meglio avvertirlo, altrimenti mi ringrazierà con un graffio.
Frena, scende, posa il gatto sullerba. Il felino alza la coda, confermando il sospetto.
Ehi! Dove andate? vede Lorenzo i due correre verso di lui.
Non ha il tempo di allontanarsi; in meno di cinque minuti, la donna, trascinando la bimba, arriva ansimante.
Per favore, portateci! Siamo a trenta chilometri da qui! implora la donna.
La bambina, con gli occhi pieni di lacrime, osserva il camion. È evidente che ha pianto tanto da essere stanca.
Non sono un carrozziere, sono un camionista! prova a spiegare Lorenzo. Prendete lautobus!
Abbiamo perso il nostro unico viaggio, siamo in ritardo! si scusa la donna. Vi promettiamo di pregare per voi!
Il gatto, terminata la sua missione, zoppica verso la bambina, si strofina contro il suo piede. La bimba si siede, lo accarezza. Il felino ronfa.
Che ne dite se vi porto a destinazione e voi mi tenete il gatto? propongo Lorenzo. Lo adora!
Le lacrime della donna scorrono sulle guance.
Lo prenderemmo, adoro gli animali, lavoro al veterinario! dice, ma non ha ancora un posto dove sistemarlo. Ho una zia a Trento, forse la potremmo chiedere.
Che è successo? sibila Lorenzo, osservando la bambina che coccola il gatto.
La bambina, con riccioli biondi, è spaventata. Il gatto però accetta le coccole.
Lorenzo ricorda una conversazione alla clinica: forse è la stessa Elena, la donna dal marito violento. Non vuole intromettersi, ma annuisce:
Va bene, vi porto.
Andiamo, Ginevra! esulta la donna, chiamando la bambina.
Lorenzo prende il gatto, la piccola sale dietro, la madre si stringe al sedile accanto.
Pagherò, non dubitate! insiste la donna, ma Lorenzo fa spallucce.
Lo porto, il gatto vi piace, quindi siete persone buone. Ringraziate il felino!
Grazie, gatto! dice la donna. Come lo chiamiamo?
Gatto e gatto risponde Lorenzo, ancora confuso. Non lo conosciamo, lho trovato in strada.
Che cuore grande! esclama la donna. E tu, come ti chiami? Perché ti devo mettere una candela?
Lorenzo, il camionista balbetta lui.
Io sono Elena, e la mia bambina si chiama Ginevra risponde la donna.
La zia accetterà? chiede Lorenzo, sorpreso da sé.
Spero di sì sospira Elena.
Allora telefona, chiedi dice Lorenzo, passando al tu.
Elena arrossa, sussurra:
Non ho telefono Il marito è sparito
Hai il numero? apre Lorenzo il portellone e le porge il cellulare.
Elena bisbiglia qualcosa alla zia, mentre Lorenzo sente solo le parole marito, scappati, gatto.
La zia ci accoglierà, ma il gatto dice Elena, scusandosi.
Ginevra singhiozza.
Gatto, vieni a casa nostra, sei il benvenuto le risponde la madre.
Abbiamo già deciso con il gatto commenta Lorenzo.
È una bimba molto affettuosa difende la donna.
Accettando che non ci sia un rifugio per il felino, Lorenzo porta le due passegere al luogo indicato e consegna il gatto alla zia, che lo accoglie con un sorriso.
Ginevra non vuole lasciare il gatto, lo stringe, lo bacia sul musetto. Poi corre verso Lorenzo, lo abbraccia con entrambe le braccia.
Ginevra, non puoi! si spaventa Elena.
Al padre le manca, perciò si aggrappa ribatte la zia.
Il cuore di Lorenzo vibra. Aveva messo da parte i sogni di una famiglia, di una moglie e figli, ma questa bimba dai riccioli lo scuote.
Signor, verrà a trovarci? chiede Ginevra, guardandolo dagli occhi grandi. Con il gatto?
Farò del mio meglio risponde Lorenzo, incapace di dire di no.
Ginevra, sospirando, corre nella casa. Lorenzo rientra nel camion e riparte. Nella sua mente rimangono limmagine della bambina e della madre disperata.
Ma da dove spuntano questi uomini che abusano dei più deboli? si rivolge al gatto. Il felino miagola con disprezzo, come a confermare.
Gli spiegherei a mano perché non si dovrebbe alzare il pugno su donne e bambini! pensa Lorenzo.
Miau! risponde il gatto, facendo capire che aggiungerebbe denti e artigli alla discussione.
Sentire il gatto al suo fianco lo calma, è la prima volta che ha qualcuno con cui parlare lungo la strada.
Gli racconta del padre, del servizio militare, delle sue idee politiche. Il gatto ascolta, a volte miagola approvando, condividendo il punto di vista del camionista.
Guarda lì! vede Lorenzo lungo il ciglio una macchina, due uomini che agitano le braccia. Serve aiuto!
Il codice della strada è uguale per tutti: aiutare e sarai aiutato.
Che succede? chiede a uno dei due, aprendo la portiera.
In quel momento luomo estrae una pistola, ma subito dopo una cometa pelosa attraversa laria!
Il gatto afferra laggressore con le unghie, gli ruggisce in faccia. Luomo, lasciando cadere larma, cerca di divincolarsi; Lorenzo afferra la pistola, la punta al fuorilegge:
Mani in alto!
Togli il gatto! urla luomo. Mi graffia gli occhi!
Lo farò! risponde Lorenzo, mentre il secondo bandito corre verso di loro; con un colpo in dentatura luomo cade, Lorenzo prende il gatto e, senza perdere larma, riprende a guidare:
Andiamo!
Ricorda i numeri, chiama la stazione dei carabinieri: in trenta minuti i banditi vengono arrestati. I carabinieri riferiscono al camionista quanto è successo.
I due erano conosciuti, avevano già combinato guai. Uno di loro aveva sparato a Lorenzo e al gatto, spiegando:
Il Paese deve conoscere i suoi eroi!
Io non sono un eroe replica Lorenzo. Se fosse così li avrei legati subito, ma sono scappato!
Laltro ha già diverse rapine nel suo conto, è un duro commenta il carabiniere. Non serve sporcarti le mani, è difficile. E poi trasporti un ferito indica il gatto. Il tuo felino?
Lorenzo guarda il gatto. Il gatto guarda Lorenzo.
È mio, dice con decisione. È il mio compagno di viaggio, il mio partner.
Hai avuto fortuna col compagno sorride il carabiniere. Gli hai rotto la faccia al bandito, proteggendoti!
Fortuna! risponde Lorenzo seriamente.
La storia del camionista e del suo coraggioso gatto diventa virale su internet. La gente li riconosce, li saluta, li ringrazia. Lorenzo sente che con il gatto qualcosa cambia dentro di lui; è come se il gelo si sciogliesse e respirasse più leggero.
Tre settimane passano, i due percorrono le autostrade; quando arriva il momento di togliere il gesso, Lorenzo rientra nel borgo dove aveva lasciato Elena e Ginevra.
Apre la porta della clinica veterinaria e la incontra sullo scalino.
Oh, sei tu dice Elena, senza distogliere lo sguardo. Ho sognato che saresti arrivato!
Il destino ha colpito risponde Lorenzo, senza sapere cosa dire. Non vi hanno fatto del male, tu e Ginevra?
No scuote la testa Elena. La zia ci vuole bene, e io ho chiesto il divorzio sussurra, abbassando lo sguardo.
È giusto commenta Lorenzo, poi, quasi senza accorgersene, aggiunge: Vuoi venire da me?
Gli occhi di Elena si spalancano, apre la bocca, la richiude Il gatto Camionista osserva la scena e miagola con decisione.
Ho una figlia balbetta Elena.
E io un gatto! replica Lorenzo, aggiungendo: Lena, non so parlare parole belle, ma so che il nostro incontro non è stato casuale. Non rifiutare subito, pensa. Ti proteggerò.
Miau! conferma il gatto Camionista.
Ci penserò promette Elena.
Un mese dopo si sposano, Lorenzo porta Elena e Ginevra a casa e cambia lavoro, diventando autista di una clinica veterinaria.
Il gatto Camionista vive ancora con loro, veglia su Ginevra e, di tanto in tanto, sospira ricordando le avventure delle strade infinite, sdraiato sul grande divano.
Ma la vita è così, senza ilE così, ogni volta che il motore ronza, Lorenzo sorride al suo fedele compagno felino, sapendo che insieme hanno trasformato strade pericolose in sentieri di speranza.






