Caro diario,
A volte, la vita ci mette davanti a situazioni davvero complicate. Amo profondamente mio marito. Stiamo insieme da più di sette anni e abbiamo un figlio di sei anni, Matteo. Mio marito, Alessandro, passa molto tempo con Matteo: spesso lo porta con sé in officina o lo accompagna in escursioni fuori città. È molto presente anche con me a volte mi sorprende con rose profumate senza un motivo preciso, oppure organizza una serata romantica in centro a Firenze. Conduciamo una vita serena; siamo davvero una famiglia felice, o almeno così crediamo.
Di recente abbiamo preso in prestito qualche migliaio di euro dai nostri genitori e finalmente abbiamo comprato il nostro primo appartamento. Sono molto attento alla casa; mi piace vederla in ordine, con il profumo del ciambellone appena sfornato che si diffonde per le stanze. Lavoro in nero in un salone di bellezza, e con qualche lavoretto extra guadagno abbastanza per vivere dignitosamente. Quel piccolo nido lho già riempito di sogni, sperando di trasformarli presto in realtà.
Alessandro ha anche uno stipendio buono. Non siamo tipi da sprechi, però se ci fissiamo un obiettivo magari comprare una piccola macchina nuova o andare in Sardegna per le vacanze sappiamo organizzarci e risparmiare loccorrente. Qualche tempo fa avevamo pensato di acquistare una casa di campagna in Toscana, ma per ora abbiamo deciso di rimandare.
Sono contento della mia vita e la nostra relazione fila liscia. Ci siamo incontrati tardi, ma amo raccontare agli amici che per lui valeva la pena aspettare. Eppure cè una questione che mi tormenta.
Alessandro ha una figlia, Chiara, frutto di un matrimonio precedente. Si prende cura di lei, le manda soldi ogni mese e mantiene i rapporti con i genitori della sua ex moglie, perché Chiara vive ancora con loro nella provincia di Siena. Non mi sono mai interessato troppo a cosa sia successo tra loro o dove si trovi esattamente quella donna; sinceramente, mi sono sempre detto che ormai Alessandro era libero e viveva da solo, fuori da quel matrimonio.
Eppure, ultimamente cè un pensiero che proprio non mi lascia in pace: Alessandro non ha mai divorziato dalla sua ex moglie. Al lavoro, quando qualcuno scherza sul perché non ci siamo ancora sposati, rispondo che abbiamo rimandato, che per noi il matrimonio non è fondamentale.
Mia madre, però, ha iniziato a farmi pressione. Qualche giorno fa mi ha detto che dovrei dare un ultimatum ad Alessandro: Se davvero vuoi restare con lui, digli che è arrivato il momento di chiederti di sposarlo. Non trova normale che lui sia ancora legato formalmente a unaltra donna; con lei, dice, ha tutti i diritti, mentre con me soltanto doveri. Anche il nuovo appartamento, tecnicamente, è ancora intestato a lei, e la cosa mi mette a disagio. Forse quello che viviamo è, senza volerlo, una sorta di matrimonio a tre.
Oggi mi sono seduto a riflettere davanti a un caffè caldo. Ho capito che, tra tutte le gioie e le difficoltà, la lezione più importante è che devo imparare a volermi più bene, a non mettere sempre in secondo piano i miei bisogni e i miei sogni per qualcuno che, forse, vive ancora sospeso tra due mondi. La felicità si costruisce anche sapendo dire adesso tocca a me.




