La madre non è stata accolta dai parenti alla maternità perché non ha rinunciato alla figlia…

Lampio e luminoso corridoio del reparto di ostetricia è strapieno. Latmosfera vibra di gioia mescolata a una leggera tensione. Attorno si aggirano parenti felici: uomini eccitati con enormi bouquet di rose, neonne nonne e nonni tutto appena diventati, e una folla di amici e conoscenti. Il brusio di voci è interrotto continuamente da risate contagiose. Tutti trattengono il respiro, aspettando di incontrare i nuovi membri della famiglia.

È nato un maschietto! Il nostro primo! sussurra a una donna vicina una nonna appena ventenni, gli occhi lucidi di lacrime di felicità, stringendo tra le mani un mazzo di palloncini azzurro cielo.

E noi abbiamo due femmine! Due subito, immaginate! esclama orgogliosa lamica, avvolta da pacchi regalo rosa pallido.

Hanno già una figlia più grande. Sono tre sorelline! Proprio come una favola!

Che meraviglia, dei gemelli! Che rarità! Accettate i miei auguri!

Nel trambusto nessuno nota una giovane donna che lotta inutilmente per aprire la porta pesante. Le sue mani sono occupate a sostenere sacchetti carichi fino allorlo.

È è un bambino?! esclama Andrea, il giovane che è arrivato per prendere la sorella con il nipote, incredulo. Come può esserci davvero, nella sua mano destra, una piccola culla avvolta in una copertina?

«Come è possibile? si domanda Andrea, smarrito. Dove sono i parenti? Dove sono gli amici? Come può una grande città come Milano non avere nessuno che accolga una giovane madre con un neonato così indifeso?»

La sua famiglia ha preparato con lungo e attento anticipo larrivo del nipote e la dimissione della sorella. È un evento così importante, gioioso, memorabile! Andrea non ha considerato che le cose potessero andare diversamente.

Andrea corre in aiuto della sconosciuta. Spinge con forza la porta massiccia, la tiene aperta mentre lei si fa strada e poi la segue.

Posso portarvi le borse al taxi! propone il giovane.

Grazie, non serve, risponde la donna, con un sorriso che tradisce tristezza e confusione, quasi in lacrime. Sistemando più comodamente il bambino, lo stringe più vicino a sé e si dirige verso la fermata dellautobus.

«Sta per prendere lautobus con il neonato?!» pensa Andrea, terrorizzato. Sta per inseguirla per offrirle di portarla a casa con la sua utilitaria, ma lo chiamano i parenti. Devono dimettere la sorella con il nipote. Dimenticandosi di tutto, Andrea corre verso i suoi.

Giulia è sempre stata una figlia modello. La madre lha avuta in età avanzata, e il padre non lha mai conosciuta, un amore nato durante una breve vacanza al mare. Vivono sole in una piccola casa di campagna sul perimetro di un borgo toscano. Giulia cerca di consolare la madre non più giovane, aiutandola fin da bambina nelle faccende domestiche, studiando bene a scuola, obbedendo sempre. Si guadagnano una paga modesta come commesse in un negozio di alimentari; non è certo una vita di lusso. Quando la madre va in pensione, le finanze diventano ancora più ristrette.

Giulia sogna di crescere in fretta, ottenere unistruzione, trovare un lavoro ben pagato. Così la loro piccola famiglia non dovrà più temere la fame, né dover scegliere tra una confezione di riso o un po di carne con gli ultimi spiccioli. Con determinazione, si dedica allo studio, partecipando a corsi extra. Le compagne corrono a appuntamenti, cinema, balli, mentre Giulia resta sui libri, rifiutando le proposte indecise del vicino Federico di fare una passeggiata.

Esci con lui, Giulia! la esorta la madre. Fa una giornata splendente! Sei tutta pallidata! Smetti di nasconderti nei libri e vivi un po!

Lesame si avvicina. Devo tirare il massimo, è la mia unica occasione, il nostro futuro! risponde Giulia.

Federico, deluso, vaga per le vie del paese. Fin dal primo anno è stato innamorato di Giulia, ma lei non ricambia. Lei non presta attenzione a nessuno dei ragazzi del villaggio, come se non esistessero. Lo sforzo di Giulia paga: supera tutti gli esami con lode e, come sognava, entra in un prestigioso Ateneo di Scienze dellEducazione a Bologna. La sua felicità non ha limiti, ma la madre inizia a preoccuparsi.

Dove vivrai? Non ho i mezzi per aiutarti, sai bene quanto poco guadagno.

Non ti preoccupare! la rassicura Giulia. Ho già cercato un lavoro serale, ho trovato un annuncio. Il campus offre un dormitorio, ho già chiamato e mi hanno riservato una stanza!

Il piano procede esattamente come laveva immaginata. Vive nel dormitorio, condividendo la stanza con unaltra ragazza di campagna. Lalloggio è spesso rifornito di cibo da parenti generosi, e Giulia, in cambio, le aiuta con tesine e relazioni.

Trova anche un impiego: non più come addetta alle pulizie, ma come cameriera in un bar del centro. Il lavoro è semplice: portare gli ordini, sorridere accogliente.

Nel bar incontra Marco. È un cliente abituale. Giulia è ormai al penultimo anno. Mancano pochi mesi al diploma. Marco, giovane e affascinante, arriva quasi ogni fine settimana con gli amici, ride, scherza, conversa animatamente. Giulia osserva con piacere le fossette sulle sue guance, ben visibili quando sorride. Un giorno i loro sguardi si incrociano; lei arrossisce, distoglie lo sguardo, e Marco, da quel momento, inizia a prestarle una particolare attenzione.

Iniziano a frequentarsi. Marco si dimostra premuroso, intelligente e solare. Ha finito luniversità due anni fa e ora lavora come economista in una grande banca di Torino; la sua carriera sembra decollare.

Giulia riceve presto lofferta di trasferirsi da Marco, che vive in un ampio appartamento bilocale vicino al suo ufficio.

Quando Giulia scopre di essere incinta, Marco reagisce con entusiasmo.

Stavo per chiederti di sposarmi! E ora questa notizia sorride. Dobbiamo sbrigare i preparativi, così al matrimonio sarai una sposa snella, non una futura mamma con la pancia! Ma ti voglio comunque così, così comè.

Giulia è preoccupata di conoscere i genitori di Marco. Il padre è un imprenditore influente, proprietario di una fattoria di latticini; la madre è al suo fianco negli affari. Si chiede come reagiranno a una ragazza di campagna, soprattutto incinta.

I timori svaniscono: la famiglia di Marco ha sempre accettato la futura sposa. Il futuro suocero apprezza subito la pulizia e il calore della casa di Giulia; il padre esalta il suo insalatissimo: «Come in un ristorante stellato!». La madre, con voce affettuosa, esclama: «Hai le mani doro!».

La suocera chiede a Giulia di chiamarla semplicemente Olga. Insieme organizzano il matrimonio; Olga accompagna la nuora in boutique di alta moda, e fra le prove si fermano in caffè, ridono, si confidano. Ol

ga è semplice e sincera, non una signora snob. Giulia non sente alcun disagio per la differenza sociale.

Tua madre verrà al matrimonio? Ci piacerebbe conoscerla. Se vuole, può stare da noi; la nostra casa è grande, la vostra probabilmente è stretta propone Olga.

Il matrimonio è sontuoso, con ospiti, intrattenimento, fuochi dartificio. Giulia cerca di non pensare a quanto tutto ciò costi. Quando ne parla con Olga, lei alza semplicemente la mano:

Non preoccuparti, ci possiamo permettere! Tu sei la sposa di mio figlio, meriti una festa vera. Rilassati, lo stress ti farà male.

Giulia non crede alla propria felicità. Ha sentito tante storie di tensioni tra nuore e suocere, soprattutto quando la sposa proviene da una famiglia umile. Ma il suo percorso è diverso.

Sei fortunata, cara! quasi piange sua madre anziana, arrivata al matrimonio. Non è comoda tra quel lusso, ma Olga fa di tutto per stemperare latmosfera: scherzi, ringraziamenti per la figlia che hanno.

Inizia la vita familiare in attesa del bambino. Allecografia il medico annuncia una bambina sana.

Allora al prossimo torno al maschietto, scherza Marco, sognando un erede.

Olga è al settimo cielo: madre di due figli, ha sempre desiderato una figlia; ora avrà una nipotina! Compra un mucchio di vestitini rosa e piccoli abiti.

Giulia osserva incantata, immaginando presto di vestire la sua bambina. La pensa crescere in amore, in una famiglia completa. Olga pianifica già lezioni di balletto, scuola darte e attività di sviluppo precoce.

Giulia è daccordo, anzi gioisce che il nascituro sia già tanto atteso. Ma a una visita di controllo scoprono un rischio di perdita del feto. Inizia una lotta per salvare la gravidanza; il suocero chiama i migliori specialisti.

Giulia si sente terribilmente male, nausea continua, perdita di peso. Il secondo trimestre, anziché portare sollievo, peggiora. È costretta a letto negli ospedali; a casa la cura è Olga, che cucina, pulisce e rimprovera Marco per la sua inattività. Giulia è grata, perché non può fare nulla.

Marco, nel frattempo, si allontana sempre più: lavoro, amici, telefonate. Giulia parla solo di esami, terapie, preoccupazioni; lui si annoia. Vorrebbe un figlio, ma si trova con una moglie incinta che resta a letto. Inoltre, una simpatica studentessa compare nella sua vita.

Nasconde la relazione ai genitori, temendo la loro reazione. Olga, quasi ossessionata dallarrivo della nipotina, non nasconde mai di aver voluto una figlia, ma ha due figli.

Allimprovviso le contrazioni arrivano un mese prima del previsto. Giulia corre al reparto di pronto parto. Il dolore è insopportabile. I medici fanno il possibile, poi la chiamano a pregare. Giulia raccoglie tutte le forze per la sua bambina.

La piccola nasce, ma subito la portano via. I medici discutono in corridoio. Giulia capisce che qualcosa di terribile sta accadendo. Rimane sola nella sua stanza; la notte non dorme, non osa chiamare nessuno.

Al mattino il capo medico le comunica: la neonata ha la sindrome di Down. Nessun ecografia laveva mostrato. «Sei ancora giovane, potrai avere un bambino sano. Meglio affidare questa a una struttura di accoglienza.»

Giulia è sconvolta, ma rifiuta categoricamente. Pretende che le restituiscano la bambina, la guarda con amore e la chiama Alessia.

Olga la chiama.

Lo so tutto, dice agitata. Supereremo tutto! Grazie a voi! risponde Giulia. Ho già trovato un bravo psicologo che ti aiuterà a dimenticare questo bambino. Avrete un altro. Che dite? Alessia è viva! Non capite Scrivi una negazione. Diciamo che il bambino è morto. No, Giulia chiude la chiamata.

Marco non vuole neanche lui prendersi cura del neonato.

Perché la madre può rifiutare e io no? Sono giovane, perché un peso così grande? Olga la chiama più volte, implora. Poi lancia un ultimatum: o la rinuncia, o Giulia non avrà più posto nella loro famiglia.

Giulia comprende che resterà sola con la figlia. Lultima speranza è che, vedendo il bambino, Marco cambi idea. Ma al momento della dimissione nessuno la aspetta. Con le borse, si dirige verso la fermata dellautobus.

A casa scopre il cappotto di una sconosciuta. Dalla cucina esce una ragazza in maglietta di Marco.

Chi è? chiede la donna del suo amante. Risponde Giulia, raccogliendo le sue cose.

Alessia è sdraiata in una culla con baldacchino, circondata da regali costosi che Olga ha acquistato. Nessuno la vuole più, tranne Giulia.

Giulia e la figlia si trasferiscono dalla madre. Nonostante il trauma, Giulia si raccoglie e sostiene la bambina. Alessia cresce gentile e talentuosa, contro ogni prognosi, comincia a parlare, a recitare poesie.

Giulia sposa Federico, il compagno di classe che lha sempre amato. Accoglie Alessia come sua figlia. Nascono due altri maschietti. Giulia non nasconde più Alessia, apre un blog, condivide la sua vita.

Un giorno un regista di un teatro milanese per persone con sindrome di Down vede un video di Alessia che recita poesie, la invita a una rappresentazione. Diventa attrice. La famiglia si trasferisce nella capitale, portando anche la nonna.

Quando Alessia compie diciassette anni, Marco compare al suo spettacolo con fiori, regali e un sorriso. Chiede perdono. Giulia, improvvisamente, capisce che lo ha già perdonato da tempo.

Va bene, Marco. Non porto rancore. Vivi felice, e grazie per la splendida figlia che ci hai dato.

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