– Non ci credo! Proprio non ci credo! – gridava Valentina agitando le mani. – Come hai potuto farmi una cosa del genere, mamma?
– Valentina, calmati, per favore – cercò di dirle Anna Maria, allungando una mano, ma la figlia la ritrasse. – Parliamone con tranquillità.
– Con tranquillità? – la voce di Valentina sfiorò l’isteria. – Dopo quello che hai combinato? Ti rendi conto che ora sarò lo zimbello di tutta Milano?
– Non esagerare. Quale Milano? Noi viviamo a Monza, mica in centro.
– Mamma! – Valentina si afferrò la testa. – Fai finta di non capire o davvero non ci arrivi?
Anna Maria si lasciò cadere sul divano, improvvisamente stanca. A sessantadue anni si sentiva ancora abbastanza giovane e piena d’energia per organizzare la vita di una figlia adulta, ma in quel momento, per la prima volta da anni, percepì il peso dell’età.
– Volevo solo aiutarti – sussurrò. – Stai sempre chiusa in casa, non esci mai. Da quando hai divorziato, sei diventata un’eremita.
– Sono affari miei! – sbottò Valentina. – Miei! Sono una donna adulta, ho quarantun anni!
– Proprio per questo mi preoccupo. Il tempo passa e tu…
– E io cosa? Sono una zitella patetica? Una brutta coperta?
Anna Maria scosse la testa.
– Sei bellissima, intelligente e piena di talento. Solo che sei diventata troppo orgogliosa. Gli uomini hanno paura di avvicinarsi.
Valentina cominciò a camminare avanti e indietro, nervosa, mentre il sole del mattino illuminava il soggiorno, senza però sciogliere la tensione.
– Mamma, ma come hai potuto mettere un annuncio sul giornale? – disse alla fine, sfinita. – E poi un annuncio del genere…
– E cosa c’è di male in quello che ho scritto? – si offese Anna Maria. – Solo parole semplici e sincere.
– Semplici?! – Valentina tirò fuori dalla tasca il giornale piegato e lo spiegò con un gesto teatrale. – Ascolta bene: «Cerco uomo serio per figlia quarantunenne, bella, brava cuoca, impiegata contabile, non fuma, non beve. Contattare la madre al numero…». La madre, per l’amor del cielo!
– E allora? – fece Anna Maria, confusa.
– Allora?! Non sono una mela al mercato! E perché devono chiamare te e non me?
– Perché tu non sceglieresti mai nessuno. Troveresti mille motivi per dire di no a tutti.
Valentina cadde sulla poltrona di fronte alla madre e si coprì il viso con le mani.
– Mamma, mi chiamano dalla mattina alla sera. Ti rendi conto? Ieri un signore di settant’anni voleva sapere se so fare la ribollita e se sono disposta a trasferirmi in campagna con le sue tre pecore.
– Quello no, chiaramente – convenne Anna Maria. – E gli altri?
– Quali altri? – si infiammò Valentina. – Mamma, è umiliante! È come se fossi incapace di trovare un uomo da sola.
– E sei capace?
La domanda, benché detta a bassa voce, colpì nel segno. Valentina rimase in silenzio, perché sapeva che la madre aveva ragione. Quattro anni erano passati dal divorzio con Marco, e ancora non aveva incontrato nessuno che la interessasse davvero.
– Non significa che devi metterti a cercare con gli annunci come negli anni Novanta – borbottò infine.
– E come allora? Su internet? Ma tu non ci capisci niente di tecnologia.
– Imparerei.
– Sì, come hai imparato in questi quattro anni.
Anna Maria si alzò e andò in cucina.
– Vuoi un caffè? – gridò. – O preferisci una goccia di camomilla?
– Mamma, non prendermi in giro – Valentina la seguì.
In cucina c’era odore di dolci appena sfornati. Anna Maria si metteva sempre a cucinare quando era nervosa. Sul tavolo c’erano biscotti, crostate e castagnole.
– Hai passato la notte a cucinare? – chiese Valentina, senza poter trattenere un sorriso.
– Non dormivo – confessò la madre. – Stavo pensando a come parlartene.
– Dovevi pensarci prima di pubblicare quell’annuncio.
Anna Maria accese il fornello e prese due tazzine.
– Valentina, ragiona: lavori in un ufficio pieno di donne, non vedi un uomo da mesi. Stai sempre a casa con i tuoi romanzi e le serie tv. Vai a fare la spesa in tuta e con i capelli raccolti alla meno peggio.
– Io sto benissimo così!
– Per stare in casa, sì. Ma per piacere a un uomo? Quand’è l’ultima volta che hai messo un vestito?
Valentina ci pensò. Era vero: dopo il divorzio si era quasi dimenticata di essere una donna. Jeans, maglioni, scarpe da ginnastica.
– Non è una ragione per pubblicare annunci – ripetè testarda.
– E qual è la ragione, allora? Stare seduta ad aspettare che arrivi il principe azzurro a bussare alla porta?
Il bollitore fischiò. Anna Maria preparò il caffè e posò un piatto di biscotti sul tavolo.
– Mamma, quanti squilli hai ricevuto in totale? – chiese Valentina, cauta.
– Tanti. Li ho segnati tutti su un quaderno. Vuoi vedere?
Tirò fuori un quadernetto a quadretti. Sulla copertina, con scrittura accurata, c’era scritto: «Pretendenti per Valentina».
– Davvero? – sbuffò Valentina. – Sembra l’elenco delle elementari.
– Però è tutto in ordine. Guarda, questo Luca sembra perbene. Quarantacinque anni, ingegnere, divorziato, senza figli. Voce piacevole, educato.
Valentina sfogliò il quaderno. Anna Maria aveva annotato ogni dettaglio: nomi, età, lavoro, situazione abitativa, perfino le prime impressioni.
– Mamma, ma hai fatto un interrogatorio a tutti?
– Certo. Credi che darei mia figlia al primo venuto? Dovevo capire chi erano.
Valentina lesse le note e non poté fare a meno di sorridere. Alcuni nomi erano barrati con commenti come «beve», «vive con la madre», «vuole una serva», «è già sposato».
– E questo Sandro perché è cancellato?
– Perché è partito subito a parlare di sesso. Gli ho detto che mia figlia è una signora perbene e lui si è offeso.
– Capisco. E questo Antonio?
– Sembra serio. Quarantatré anni, capocantiere, casa di proprietà. Vedovo, ha una figlia già sposata.
Valentina posò il quaderno e guardò la madre.
– Mamma, davvero credi che si possa conoscere qualcuno di decente così?
– E perché no? Una volta c’erano le comari che combinavano i matrimoni, e le coppie duravano una vita.
– Era un’altra epoca. Adesso è diverso.
– I tempi cambiano, ma le persone no. Tutti cercano amore, compagnia, comprensione.
Squillò il telefono. Anna Maria rispose al volo.
– Pronto? Sì, è per l’annuncio… Quanti anni ha? Trentotto? E che lavoro fa? Capisco… È stato sposato? Divorziato… Figli? No… Permetta, perché non ne ha?
Valentina alzò gli occhi al cielo e andò in camera sua. Anna Maria era capace di stare al telefono un’ora con ogni pretendente, facendo domande su tutto.
Aprì il computer e controllò la postaAlla fine, mentre sorseggiavano un prosecco per festeggiare il loro primo anniversario, Valentina sussurrò a Romano: “Forse dovremo ringraziare mia madre per averci fatto incontrare”, e lui, strizzandole l’occhio, rispose: “Chissà, magari l’ha fatto apposta”.





