La Nuora

NUORA

Anna Moretti posò sul tavolo splendidamente apparecchiato un grande vassoio con anatra arrosto e sospirò. Di lì a poco sarebbero arrivati i figli con le nuore.

Il più piccolo si era sposato da poco, con una cerimonia semplice. Ormai i giovani fanno così, pensò. Lei invece avrebbe fatto una bella festa. Anche lei e suo marito si erano semplicemente sposati in Comune. Persino le fedi erano arrivate dopo un anno: due sottili cerchietti doro. Per i figli avrebbe voluto una vera festa, ma ognuno fa come crede.

“Lunico difetto che vedo in lei è che è troppo curata,” aveva confidato alla sua amica. Ma la nuora sembrava volerle parlare proprio di questo.

La nuora, Elisa, era una brava ragazza, alla mano. Aveva avuto una bella influenza su suo figlio Giorgio: lo aveva aiutato a trovare un ottimo lavoro e lo aiutava ancora a crescere nella carriera. Fino a trentanni era vissuto un po troppo sulle spalle degli altri, senza grosse ambizioni. Anna Moretti si era davvero preoccupata. Ma ora, per fortuna, tutto si era sistemato.

Solo Elisa continuava ad avere quel piccolo difetto: era troppo attenta alla cura di sé. Parrucchiere, massaggi, manicure, capelli sempre a posto. Quanti soldi spesi! E una donna sposata, con una famiglia, non dovrebbe forse pensare prima ai suoi cari?

Quando sarebbero arrivati dei figli? Invece di comprare un paio di scarpe a Giorgio, avrebbe speso per il pedicure? Anna non approvava queste donne. Lei pensava a sé solo dopo tutti gli altri. Soprattutto dopo la morte del marito, mentre i figli sebbene ormai adulti contavano ancora sul suo appoggio economico.

Fu il campanello a interrompere i suoi pensieri: erano arrivati i ragazzi. Elisa entrò in salotto come una stella, con i capelli appena messi in piega e le unghie impeccabili. Truccata appena, ma luminosa come solo le mani sapienti di unestetista sanno fare.

Elisa, che bella che sei! esclamò Anna sinceramente, anche se unombra di perplessità non riusciva a nascondere. Il tailleur è nuovo, vero?
Sì, lho comprato ieri rispose la giovane sorridendo. Sul lavoro mi hanno dato un bel premio produttività.
In questi casi i soldi sarebbe meglio metterli da parte suggerì Anna, non riuscendo a trattenere la saggezza della sua generazione. Premi, straordinari, tredicesima tutto da parte per i momenti difficili. Vedrai che prima o poi servirà!
Elisa non replicò. Le piaceva sua suocera: una donna semplice, che aveva donato tutta se stessa alla famiglia. Però Elisa pensava che i momenti bui arrivano proprio quando li si aspetta troppo.

La serata trascorse piacevole, anche se la suocera accennò più volte, con delicatezza, alle “spese inutili”. Elisa capì che si riferiva proprio a lei.

E lei, signora Anna, è mai andata dallestetista? chiese, non resistendo alla curiosità.
Io?… Mai. A casa taglio le unghie, tengo le mani in ordine. Non serve altro.

Il breve dialogo passò quasi inosservato, ma come donna, Elisa si sentì profondamente toccata per Anna. Crescere due figli, oggi sistemati, e non concedersi mai neppure un piccolo lusso!

Giorgio, tua madre non fa proprio nulla per sé? chiese, tornando a casa.
Boh. Cucina, ha fatto una tavola stupenda. Guarda il telegiornale, esce con le vicine. Che cè?
Dico solo che non ha mai avuto niente di bello nella vita! Perché non la portate a teatro, o almeno al cinema, in ristorante ogni tanto…
Oh, non le interessa, figurati.

Elisa non rispose. Pensò a come sua madre, pur con poche risorse, si concedesse sempre una bella piega, un vestito nuovo, e non si facesse mancare mai labbonamento al teatro cittadino.

Decise che Anna doveva provare almeno una volta a pensare un po a sé, non vivere solo aspettando i nipoti ai quali avrebbe donato tutta se stessa.

Passarono alcuni giorni prima che Elisa chiamasse la suocera, proponendole una passeggiata, una pausa in pasticceria. E lanciò anche lidea di passare dal salone di bellezza lei doveva andarci comunque dal suo centro estetico di fiducia, perché non restare insieme?

Ma scherzi, si schermì Anna se tu devi fare qualcosa, io ti aspetto fuori.
Ma perché? Possiamo fare insieme un manicure, almeno un massaggio alle mani, così provi
Con qualche esitazione, la suocera accettò. Elisa però aveva già avvisato le amiche del centro estetico: trattamento speciale per la suocera, fatele provare qualcosa senza pressioni. Se chiede, dite che ho già pagato tutto io.

Arrivato il giorno, portò Anna un po recalcitrante nel salone e la lasciò alle cure delle professioniste.

Solo mezzora, vero? E… quanto devo dare?
Elisa sorrise e si sistemò in sala daspetto con il telefono in mano. Quel giorno non pensava a trattamenti per sé.

Trascorse quasi due ore prima che Anna uscisse: rilassata, serena, i tratti del viso più dolci. Le ragazze del centro erano state bravissime.

Elisa, mi hanno fatto di tutto! Un cappuccino, una tisana Davvero gentili. Ma quanto sarà costato?
Oggi cè la promozione: se porti unamica, lei non paga niente! Quindi per oggi sei mia ospite, intervenne la receptionist con un sorriso.

Lasciato il centro, andarono insieme nella caffetteria vicina. Anna fece un sorso di cappuccino e si appoggiò soddisfatta allo schienale.

Perché non ce ne andiamo insieme, ogni tanto, fra donne? Qui fanno sempre sconti per le clienti abituali, sa? propose Elisa, entusiasta.
Davvero mi è piaciuto molto, ammise Anna. Non mi sono mai concessa questi piccoli piaceri.
Era ora di provare!
Da giovane non potevo, cerano i bambini, mio marito (pace allanima sua) era molto oculato… Poi non ho trovato più il motivo.
Ora il motivo cè: farmi compagnia! Da sola mi annoio, rise Elisa.
Daccordo, allora, ogni tanto vengo anchio.

Così iniziò la nuova abitudine: la suocera e la nuora andarono insieme a curarsi un po. Elisa con discrezione le rinnovò anche il guardaroba, sempre dicendo cifre molto più basse per non turbarla.

Convinse il marito a portare finalmente la mamma in ristorante. Tutti insieme andarono al cinema. E a Natale, Elisa regalò ad Anna labbonamento al teatro della città.

Sei ringiovanita! dicevano le vicine ad Anna.
Sono i giovani che ti trascinano! rispondeva lei, schiva.

E, davvero, ora che era in pensione e i suoi ragazzi erano cresciuti, Anna sentiva che iniziava solo adesso la sua giovinezza.

La vita ci insegna che prendersi cura di sé non significa trascurare gli altri, ma imparare a volersi bene, per essere felici insieme a chi amiamo.

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