La Regina

Regina

Mamma, ti prego, non agitarti, però dal nuovo anno potremmo incontrare qualche problema diciamo, economico. Ma sono sicuro che non moriremo di fame.

Figlia, non girarci intorno, lo sai che non sopporto i preamboli interminabili.

Lo so, mamma. Insomma, mi sono licenziata dal lavoro. Ecco.

Come? Lo hai deciso tu o ti hanno spinta?

Lho scelto io. Mi piace prendere le decisioni da sola.

Hai preso dal papà tutto il carattere posso immaginare cosa avrebbe detto ora, se fosse ancora con noi.

Mamma, guarda quei merli sulle fronde di fronte alla nostra finestra E papà avrebbe detto che labito non fa il monaco.

Ero così felice di te, figlia mia, orgogliosa del tuo lavoro, dello stipendio, della posizione. Eri la responsabile di tutta la cultura di Firenze. Ogni tanto ti intervistavano in TV. La gente ti guardava come una regina, ti rispettava, ti ascoltava. Sei bella, elegante, moderna.

Su, mamma, non commuoverti. La bellezza non mi lascerà, rimarrà con me.

Ma almeno raccontami comè andata veramente. Perché questa decisione? Allontanati dalla finestra, che entra la tramontana, siediti qua vicino.

Vedi, mamma, ho visioni diverse dai superiori. Loro vogliono solo presentare i bilanci in tempo, di persone si ricordano solo nei discorsi ufficiali. Non mi va. Come si dice quando ci si separa, caratteri incompatibili.

In ogni lavoro ai capi servono i numeri e i grafici. Ma ora ai tuoi eventi invernali, parteciperai almeno?

Certo, mamma! Abbiamo preparato tutto insieme. Solo che andrò da spettatrice. Divertente, no?

Sì, come no, la tua mamma che va con la ex direttrice della cultura a guardare la festa di Natale sotto lalbero. Portami, almeno, mi sentirò utile.

Pensavo che ti fossi stancata delle feste nei nidi: per ogni classe, per i bambini dei dipendenti, per i dipendenti stessi, per la succursale del nido…

Hai dimenticato la casa-famiglia con cui siamo gemellate. Anche noi abbiamo i nostri numeri da portare, quanti bambini partecipano alle attività, ma sottolineo, culturali! Ma una volta nella vita voglio vedere la tua festa di Natale al Parco delle Cascine. Tu organizzi feste per famiglie e non hai una famiglia, e ora neanche un lavoro… Giulietta! Hai quasi quarantanni! Sei ancora persa dietro al tuo Paolo? Paolo Primo! Sempre lui! Non è mai partito da Firenze. Sognava di andare a Vienna, suonare allOpera… un vero sassofonista!

S-A-ssofonista, mamma. Adolphe Sax, maestro belga, inventò questo bellissimo strumento quasi due secoli fa.

Non ricordamelo a me, che faccio la maestra di musica! Ma sai, Giulietta, quel tuo sassofonista non lo perdono: ti ha incantata, non hai più pensato a nessun altro. Non lasci entrare nessuno nella tua vita. Stai invecchiando, mia regina! Mamma asciuga una lacrima. Regina senza trono! Regina nubile che invecchia! Chissà che direbbe il papà!

Direbbe che le donne sono come il vino: invecchiando diventano più raffinate. E dai, mamma, non piangere. Andrà tutto bene.

Eh, tuo padre amava davvero le donne

Più di tutto, amava te, mamma. Fino allultimo istante non ti lasciava la mano, ti carezzava ogni dito Ho visto tutto, allospedale.

Sai, Giulietta, mi pento di avergli detto poco del mio amore. Davo tutto per scontato.

Lui lo sentiva, mamma. Quando gli cantavi, sembrava che non sapesse distogliere gli occhi da te.

Mamma comincia a cantare, con la voce tremante dalle lacrime:

E nevica, e nevica ancora,
e tutto attorno sembra sperare.
Con questa neve, sotto questa neve,
Vorrei gridare a tutti
La persona più importante per me.
Guarda con me questa neve,
È pura come ciò che non dico,
Che però vorrei svelare.

Mamma, questa canzone mi tocca ogni volta. Sogno sempre che per il mio compleanno, a fine aprile, nevichi di colpo, e che qualcuno canti così per me

Figlia, ma adesso che farai davvero? Hai un talento enorme! Dove andrai?

Farò la bigliettaia sugli autobus, mamma.

Ma dai, smettila! Magari senti la Ninetta del trentasei: ha conoscenze in tutti i ministeri finanza, giustizia, ACI

Mamma, sono seria. Ho deciso di diventare bigliettaia. Tu li usi gli autobus?

Non spesso, ma sì.

E come trovi i bigliettai?

Eh nessuno di particolare Si vestono con mille strati, sandali e calzini di lana, e gridano a tutti: Biglietto, prego! Spostatevi al centro! e avanti così tutta la corsa. Gran lavoro creativo, sì.

Sei buffa, mamma, a imitare il tono dei bigliettai. Ricordi quella volta che papà tornò ubriaco dal lavoro e raccontò quella barzelletta dellautobus? Lui non sapeva bere, ma quella volta festeggiarono lapertura del nuovo quartiere. Tornò a casa sbronzo e felice. E tu non lavevi mai visto così allegro da ubriaco. Te lo ricordi?

Ma no, Giulietta, che barzelletta era?

Allora: sale sullautobus un uomo tutto ubriaco, si regge a malapena alla barra. Arriva la bigliettaia: Signore, il biglietto! Lui mimando il gesto del bicchiere: Per il biglietto!.

Eh, Giulietta, brinderei di nuovo col papà solo per ascoltare altre barzellette, basta che fosse vivo

Mamma, lui è sempre con noi! Le sue parole le sento ogni giorno: Ragazze, è tutto nella vostra testa! Cambiate disco, e la vita vi canterà una serenata, una ballata rock, una tarantella, quello che volete!

Giulietta, allora perché non hai cambiato disco nemmeno con Paolo? Non gli bastava che tu fossi regina mentre lui musicista di corte. Come Gigi ne Roma non piange! Almeno lì, finale felice! Ma lasciamo perdere… Parliamo seriamente: dove vuoi lavorare?

Bigliettaia, lo giuro. Dopo le feste comincio col turno.

No, Giulietta, questo no. Sei sempre stata originale, creativa, ma fino a questo punto! Bigliettaia! Tutti in città ti conoscono, per anni in tv, e ora ti riduci a staccare biglietti. Che direbbe papà?

Seguo proprio il suo consiglio. Ricordi il messaggio per i miei diciotto anni? Lo ripeto come un mantra: Ricorda: nessuno può decidere al tuo posto. Devi prendere in mano la tua vita, o la vita busserà alle tue porte e tu sarai sempre altrove.

E ora sarai altrove su un autobus di Firenze? Che provocazione è questa?!

E sì, mamma, sarà su quellautobus. È una sfida a me stessa! Il capo mi ha detto che dovrei togliere la corona, che ho perso il contatto con la realtà, che da troppo non prendo un mezzo pubblico Ha dimenticato che due settimane ho girato solo in tram e autobus perché lautista della macchina aziendale si era rotto una gamba. Ho visto benissimo il popolo!

Madre santa, dopo tutti gli anni nei beni culturali, ora bigliettaia?

Sì, andrò a portare cultura tra lavoratori e passeggeri del trasporto pubblico.

Mamma si stende sul divano, le dita alle tempie.

Mi hai stesa, Giulietta, con questa notizia. Un vero colpo di cultura mi gira la testa!

Qualcuno ha detto che se Dio non ci mettesse a terra ogni tanto, non alzeremmo mai gli occhi al cielo. Mamma, guarda fuori dalla finestra, uno splendido sole invernale, i bambini che danno il mangime agli uccelli. E inizia a nevicare

Giulietta intona: “E nevica, e nevica ancora, e tutto attorno sembra sperare

Sei matta, Giulietta! Lo stipendio da bigliettaia è cinque volte meno di quello che guadagnavi! Mi costringi ad accettare la sponsorizzazione di quel colonnello Lorenzo del secondo piano

Mamma, non è mica un brutto tipo. Vedovo, serio, generoso. So che nessuno può sostituire papà. Ma nel cuore rimane sempre. Papà non cè più da quasi dieci anni, mamma…

Giulia! Non si parla di me ora. Ma tu, ti annnoierai da morire in quel lavoro! Nessun estro! Anche se, papà diceva che pure facendo le pulizie qualcosa te la inventavi… E perché non vai a Dubai una settimana, appena ti danno la liquidazione ferie? Ti rilassi e rifletti.

E perché non andiamo insieme a Ischia, mamma, con la liquidazione?

Suona il telefono di Giulietta. La mamma ascolta la conversazione attenta. Giulietta conclude con calma: Va bene, il quattro gennaio inizio il nuovo turno. Sì, i miei documenti sono già alla segreteria dellazienda di trasporto. Grazie.

Mamma, niente Dubai né Ischia!

*******

Lautobus n°7 ha finito la prima corsa dallestrema periferia est fino al centro di Firenze. La linea è sempre affollatissima. Ferma al capolinea.

Domenico! Posso usare il tuo microfono? Come una guida turistica quasi!

Sempre con qualche idea, vero, signorina? Hai già decorato il bus con palline e nastri. Aggiornato i cartelloni colorati e la citazione del giorno in bella vista. Qualè quella di oggi?

È bello essere in cammino, se la strada lhai scelta tu!

Interessante lavorare con te, signora Giulietta. Sono stato fortunato a trovare una bigliettaia così. Però il mio collega Luigi ancora non si abitua. Teme addirittura di guardarti dritto! Si è sorpreso quando gli hai regalato il porta-documenti col giglio fiorentino, e da allora dice siamo nellera nuova. Ha fatto comprare alla moglie due magliette nuove con la bandiera italiana. Anche se questo è un vecchio autobus, portiamo in giro i cittadini migliori! Sei proprio diversa in questo lavoro. Anche nel vestire: sembra quasi una divisa la tua, scarpe, occhiali Luigi continua a dire di averti vista in tv Ma io: È unartista!. Ma il massimo è stato quando hai scritto le nostre battute appese accanto ai nomi dei conducenti! Ci sentiamo quasi filosofi

Ma siete filosofici! A volte scherzando pensate in profondità.

Rilassata, Giulietta legge a voce le targhette appese:

Al telefono parla piano o almeno sii interessante! autista dellazienda Domenico Ricci.

Se non lasci il posto allanziana, lo farò io! Luigi Ventura, autista dellazienda.

Un trattato di vita, davvero!

Vuoi che citiamo te, signora Giulietta? Si può darti del tu? Come dicevi tu: È tutto nella nostra testa: cambiate disco e vi suoneranno canzoni allegre.

Era papà a dire così.

Perché il passato? Non cè più?

Morto. Ingegnere edile, costruiva case e scuole. Incidente grave sul cantiere. In ospedale, è morto tra le mani di mamma.

Mi dispiace, cara. Così va la vita. E tua madre?

Sta bene. È insegnante di musica in un nido. A proposito Domenico, volevo proporre: perché non mettiamo un po di musica in autobus? Faccio un annuncio e poi parte la musica, per lumore dei passeggeri.

Mah i passeggeri sono difficili. Cè chi si lamenta se è troppo alta, o per il genere

Ho letto il regolamento: da nessuna parte è vietata la musica nei mezzi pubblici. Bisogna solo che non disturbi, ma anzi, metta di buonumore. Aristotele già diceva che la musica agisce sulle emozioni. Sceglierò canzoni che piacciano a tutti, vedrai. E qualche annuncio speciale lo farò, non nelle ore di punta. Facciamo una prova, Domenico, dai! Microfono?

Lautobus parte. I passeggeri entrano, timbrano, si siedono. Giulietta si accomoda vicino allautista, prende il microfono e con voce chiara annuncia: Gentili passeggeri! Siamo sulla linea più lunga e frequentata di Firenze, partendo da via dei Pini… Si respira aria buona lì, infatti molte famiglie dal centro prendono il 7 per passeggiare nel verde. Il cuore del tragitto, via della Luce, lo vedrete tra quindici fermate. Davvero una via luminosa, soprattutto ora, con la bianca neve, le luci natalizie, le luminarie. Firenze è meravigliosa: a Natale potete visitare la fiera in piazza della Signoria, portare i bambini a teatro… E ancora il museo del legno in via delle Ville. Vi invitiamo anche alla grande Festa dellEpifania al Parco delle Cascine, in via dei Giardini. Non mancate! Buon viaggio e buone feste.

Finisce appena, si sente la voce ironica di un ragazzo: Ci dica anche che film danno al cinema Margherita! Giulietta risponde senza esitazione: Purtroppo col 7 non ci arrivi! Devi cambiare al centro con il n°1, dieci fermate ancora. Al Margherita cè una commedia natalizia. Ma ti consiglio invece il cinema Stella, il nostro: tre sale, tre film diversi, anche favole per adulti e la commedia Pacco di Natale.

Lautista le passa il microfono e sussurra: Io e la moglie alla festa delle Cascine ci veniamo. Davvero cè la tombola e vin brulé? Giulietta sorride: Sicuro!. Domenico ride: Secondo me, ci inventerai ancora qualcosa!.

Sogno, Domenico, che prima o poi suoni musica dal vivo qua dentro Almeno nelle feste. A Natale può venire a cantare il Trio dellArno, fanno canti popolari splendidi. Per il compleanno di De André chiamo il chitarrista Ivan, bravissimo con le sue canzoni. E conosco un grande fisarmonicista: lo porto a Carnevale.

Chiamò la mamma: Mamma, perdonami, ma la festa famiglia anche questanno salta. Devo coprire due turni manca personale! Ma la festa al parco si farà vai con Lorenzo, lui ci tiene. Vi abbraccio, sto partendo.

Durante i giri successivi, Giulietta usa spesso il microfono quando il bus passa luoghi artistici cita curiosità, invita agli spettacoli. Sempre educata, mai invadente. In un mese, tutti sugli autobus la conoscono, il passaparola corre.

***
Dopo tre mesi, la fama della regina dellautobus arriva anche ai piani alti.

Signora Giulietta, il direttore dellazienda di trasporto, Andrea Salvatori, le parla con tono rigido lho convocata perché non è certo questa la mansione per cui labbiamo assunta. Deve timbrare i biglietti, e invece interagisce con la clientela, fa discorsi, canzoncine… Qui piovono reclami!

Egregio direttore, sono onorata di discutere con lei di qualità del servizio. Ringrazio lei per la professionalità degli autisti: Ricci Domenico e Ventura Luigi sono eccellenti e meritano premi veri. E la ringrazio che mi lascia non solo vendere biglietti, ma anche portare un po di cultura tra i nostri concittadini. Le mie mini-guide sono un progetto nuovo della vostra azienda.

Prestante e tutto dun pezzo, il direttore si agita nervoso, poi alla fine:

Va bene, incassi e reclami in saldo positivo. Però, la musica, i discorsi, non sono previsti!

Ma nemmeno vietati, direttore! Nel regolamento cè scritto che i bigliettai devono occuparsi anche del comfort dei passeggeri.

Sì, ma adesso gli altri si lamentano.

Nessuno mi conosce tra i colleghi sono nuova, faccio due turni di fila. Due delle veterane sono venute apposta a sentire come lavoro. Hanno scritto di me allufficio personale! Dicono che non vado mai dai passeggeri, solo annuncio col microfono. Pare che io regni davanti come una regina, e mi diverta a fare la guida! Ma la realtà è che tutti salgono dalla porta anteriore, proprio dove sono io; se il bus è pieno, i soldi o carte passano di mano in mano e nessuna carta si perde lo dico sempre, cè una videocamera!

Ma non abbiamo nessuna camera! Mentite in pubblico?! Regina!

È una scena, una piccola bugia per assicurare i passeggeri. Ma sarebbe ora di metterne qualcuna per davvero, come si fa ormai ovunque.

Il direttore, pensoso:

Ma davvero non cammina mai in mezzo ai posti?

Quando serve, aiuto lanziana col bastone, o la mamma col passeggino, o un bambino che piange. Ma di solito, basta poco se qualcuno non paga, dopo qualche annuncio curioso passa a vedere questa regina, e magari paga. Senta, direttore: lei ama Firenze? Vive da tanto qui? Di lei trovo poco sui social.

Sono tornato da poco, mi sono separato dalla moglie, sono tornato dove sono cresciuto. La città è cambiata troppo.

Ecco, è cambiata in meglio! Ecco perché ne parlo ai cittadini: spesso non ne sanno nulla. Aiuto la gente a scoprire opportunità di cultura, svago, comunità. E le consiglio: guardi Divorzio allitaliana a teatro farà bene allumore!

Va bene, Giulietta. Forse un giorno vengo io stesso con lei in teatro

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Il progetto Regina della Linea 7 va avanti. A marzo Giulietta riceve il premio dell8 Marzo dal direttore, che poi riceve invito per il teatro il 23 febbraio ma lei lavora sempre. La fama si diffonde ovunque in azienda, ma nessuno la imita. Gli altri la trovano un po pazza: Per quei soldi, nemmeno ci penso!. Girano voci che abbia decine di sponsor, quando invece cè solo il colonnello Lorenzo del piano di sotto, che vuole bene a Giulietta e adora la sua mamma.

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28 aprile. Sabato. Compleanno di Giulietta. La madre le propone di prendersi un giorno di riposo, ma Giulietta preferisce essere sul suo autobus, tra i passeggeri abituali. Esce di casa a piedi al mattino, fa freddo, pensa al nuovo ritmo nella sua testa da quando ha lasciato il lavoro di prestigio. E dal cielo cadono fiocchi bianchi: nevica, proprio il giorno del suo compleanno! Laveva sempre desiderato. I fiocchi si sciolgono subito, ma sembrano pieni di magia. Entra nellautobus già decorato dagli autisti con fiocchi di carta. Luigi, al turno quel giorno, le regala una scatola di cioccolatini e un nuovo microfono: Alla regina non può mancare la classe! Lei regala loro una bottiglia di amaro e un libro La mia Italia.

È sabato, meno gente, ma al centro il bus si riempie. Alla porta sale un passeggero e per Giulietta è come un colpo al cuore: Paolo, il suo unico amore. Porta il sassofono. Non può pagare subito, e Giulietta allora, senza microfono, grida da sola: Si paga il biglietto! Cè la telecamera! Spostatevi al centro! Si alza di scatto e cerca di nascondersi in fondo. Ma su tutto lautobus si spande la musica dal vivo: il sassofono di Paolo intona la melodia E nevica, e nevica ancora….

Quella mattina ho capito: la vera regalità non è una poltrona, né un trono dorato. È il valore di fare di ogni giorno un piccolo dono agli altri, anche quando non lo notano; è reinventarsi, rimanere fedeli a sé stessi, e non aver paura di trasformarsi. E adesso so che una regina può portare vera gioia anche solo con un microfono e una risata su un autobus fiorentino.

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