Seconda suocera…
Quando Silvana aprì la porta di casa, il suo sguardo cadde subito sulle scarpe di sua suocera, sistemate al centro del corridoio. Capì subito che non avrebbe avuto un momento di tregua.
Fabiola Vittoria uscì dalla cucina con unespressione da giudice in aula.
Di nuovo a fare visita a questa zia poco pratica? le chiese Hai casa, marito, figlio tutto sta a posto, vero? Per fortuna sono passata, altrimenti sareste rimasti a digiuno.
Fabiola, Marco sapeva che sarei tornata tardi. Ho già preparato la cena, lui deve solo scaldarla. Anche da solo se la caverà, senza il tuo aiuto rispose Silvana.
In dieci anni di matrimonio con Marco Silvana era già abituata al fatto che la suocera fosse sempre insoddisfatta, e le sue parole le rimbalzavano nella testa come una radio accesa tutta la giornata.
Allinizio la cosa era più difficile. Fabiola era la seconda suocera di Silvana. La prima, Olga Serafini, era una donna discreta. Non si intrometteva negli affari del figlio, non dava consigli non richiesti, non si imponeva.
Ma quando serviva aiuto, era sempre pronta. Silvana ricordava le notti in cui la suocera vegliava sulla piccola Ginevra, quando la bambina scambiava il giorno con la notte; si ricordava di quando veniva a prendere la nipotina per una passeggiata e le diceva:
Non fare nulla adesso, dormi un po. Lorenzo arriverà e preparerà la cena da solo.
Quando Ginevra compì cinque anni, sul lavoro di Lorenzo avvenne un incidente e Silvana rimase vedova.
Olga, che aveva appena perso lunico figlio, non abbandonò la nuora né il nipote. I primi tre mesi dopo la tragedia vissero tutti sotto lo stesso tetto, sostenendosi a vicenda.
Silvana propose a Olga di continuare a vivere insieme, ma la suocera si trasferì nel suo appartamento:
Silvana, hai solo ventotto anni. Sei giovane, troverai la tua felicità. Che cosa farei io, stare alle tue spalle tutto il tempo?
Silvana aveva lasciato Marco tre anni prima, ma non aveva mai abbandonato Olga. I genitori di Olga abitavano lontano, così la prima suocera divenne quasi una madre per lei, e Ginevra non sentì più la voce della nonna.
Il modo di fare di Fabiola, che si considerava la padrona di casa e credeva di poter decidere tutto nellappartamento di Silvana, colpì la nuora come uno schiaffo.
Dopo la sua prima visita, Fabiola chiese a Marco di spiegare a sua madre che veniva solo di visita. Quindi ogni visita deve essere concordata e comportarsi di conseguenza.
Silvana, non volendo cedere, rispose:
Non ho più diciotto anni. Già allora, quando partirei per studiare, ero abbastanza indipendente.
E dopo aver vissuto sette anni di matrimonio, non ho bisogno che mi insegnino a cucinare o a pulire. Posso insegnare io stessa a molti.
Se vuoi, Fabiola, passerò per le stanze con un panno bianco e farò una ispezione.
Marco la sosteneva sempre, e se sua madre a volte mescolava i piani, era lui a sistemare le cose.
Così Silsilia mise fine alle interferenze di Fabiola su come gestiva la casa e leducazione dei figli. Quando, un anno dopo il secondo matrimonio, Silvana divenne mamma di un maschietto, Fabiola smise di dare consigli invadenti. Ma la suocera non smise di desiderare di controllare.
Il problema era che Fabiola aveva unamica che le raccontava continuamente come educare la giovane sposa del figlio più piccolo. Naturalmente Fabiola voleva condividere anche lei qualche dritta, ma non aveva nulla di cui vantarsi. Lunica peculiare cosa di cui era capace era lamentarsi sempre con Silvana per il fatto che questa andasse a trovare Olga.
Sarebbe bello se quella vecchia fosse una parente più stretta! Quando Ginevra era piccola, la mandavo in campagna dalla nonna diceva ero felice di vedere Silvana farla andare.
Ora la bambina è al liceo, e Silvana continua a fare viaggi verso di lei. Sono passati già tanti anni! E lei si presenta duetre volte a settimana aggiungeva allamica.
Lultimo anno Silvana andò più spesso a trovare la prima suocera. Fabiola la definiva vecchia, anche se Olga era solo di sette anni più grande di lei.
Ma la malattia non ha età, e Olga si indebolì molto. Silvana la visitava in ospedale e a casa.
Stai usando i soldi di famiglia per una persona estranea le rimproverò la suocera.
Non si preoccupi, Fabiola, quando Olga si ammalò vendette la sua casa di campagna, così ha i soldi per le cure e non le chiederà in prestito rispose Silvana.
Quando la salute di Olga peggiorò, Silvana assunse una badante e si prese un periodo di congedo, passando mezza giornata con lei mentre Marco lavorava e il figlio era a scuola. Ma queste misure ritardarono solo un po laddio; qualche tempo dopo Olga se ne andò.
A quel punto Fabiola mostrò un grande interesse per leredità della prima suocera.
Ha venduto la casa di campagna, ma non ha ancora speso tutti i soldi. Ha anche una pensione decente, quindi deve avere dei risparmi.
Lappartamento di due stanze andrà sicuramente agli eredi ragionava Fabiola, ma Silvana non osò chiedere nulla per timore.
Invece pose la domanda a Marco, e la risposta non la rassicurò.
A chi è intestata la volontà? Ovviamente a Ginevra, la sua nipote.
E allora perché ti sei affannata così tanto? si meravigliò la madre Che scena! Immagino già che piangerà!
Non si preoccupi per me disse Silvana alla suocera. Sapevo da tempo che Olga avrebbe lasciato tutto a Ginevra. Lavevo persino accompagnata dal notaio lanno scorso.
E allora perché ti aggiravi intorno a lei se sapevi che nulla ti sarebbe stato rubato? sbuffò Fabiola. Lascia che Ginevra la curi.
Ti spiegherei, ma temo che non capiresti replicò Silvana.
Leredità fu formalizzata nei tempi giusti: Ginevra ricevette tutti i documenti dellappartamento e la quota di denaro.
Decisero che, finché la ragazza studiasse e vivesse al dormitorio, lappartamento sarebbe stato affittato, e i soldi inviati sul suo conto.
Quando Ginevra si laureerà, potrà decidere se tornare nella sua città natale e insediarsi lì, o restare nella capitale provinciale. In quel caso venderà lappartamento e ne comprerà uno nuovo.
Udita la notizia, Fabiola propose:
Perché far entrare estranei? Potrebbero rovinare qualcosa. Lascia che qui viva la mia figlia, Ksenia.
Ksenia, trentacinquenne, era la figlia più giovane di Fabiola e ancora viveva con la madre. Era una ragazza carina, con una buona figura, laureata e impiegata. Aveva qualche storia damore, ma nessun matrimonio.
Fabiola era naturalmente molto preoccupata per la figlia.
Perché Ksenia non ha fortuna? Silvana è una vedova con un bambino, e ha fatto innamorare Marco! pensava la donna.
Credeva che, se la figlia avesse avuto un proprio appartamento, avrebbe potuto sposarsi.
Non importa che lappartamento sia di Ginevra ora ragionava tra trequattro anni le cose potrebbero cambiare: magari Ginevra troverà un marito con una casa, e allora potremmo convincerla a regalarla a Ksenia. Ma per ora Fabiola teneva questi piani per sé.
Che delusione provò quando Ginevra rifiutò di far entrare Ksenia nel suo appartamento!
Non pagherà come gli altri inquilini disse Ginevra. Sto pensando di chiedere un mutuo in futuro. Forse mi trasferirò nella capitale dopo luniversità. Quindi lascio che i soldi si accumulino.
Sei così avida, Ksenia, tutta tua le rimproverò la suocera. Pensate solo a voi due. Se Ksenia avesse avuto una casa, forse si sarebbe sposata già da tre anni.
Mamma, la tua è una trilocale. Vendi e comprane una monolocale, così la dai a Ksenia suggerì Marco.
Che idea! sbottò la madre. Quella trilocale è mia, non è una parte vostra. Perché dovrei stringermi in una piccola casa quando ho vissuto tutta la vita qui?
Non è Marco a essere curioso, siete voi intervenne Silvana. Non volete sacrificare la vostra casa per una figlia di unaltra famiglia, ma aprite la bocca a critiche gratuite.
Così Ksenia rimase con la madre, e Ginevra affittò il suo appartamento finché studiava, poi lo vendette e ne comprò uno nuovo nel centro della provincia.
Andò anche nella capitale, ma solo per una settimana. Come si dice: è bello dove non ci sei.
Allora, amico mio, che ne pensi di tutta questa storia? Fammi sapere nei commenti e lasciami un like!






