La seconda suocera…

La seconda suocera

Quando Silvana Bianchi entrò nellappartamento, notò subito le scarpe della suocera appoggiate al centro dellingresso. Divenne chiaro che non sarebbe stato possibile riposarsi.

Fabiola Vittoria Romano, uscita dalla cucina con laria di chi ha appena finito un processo, si avvicinò.

Di nuovo a casa di questa vecchia sgangherata? chiese. Casa, marito, figlio tutto è andato in fumo. Per fortuna sono venuta, altrimenti rimarrebbero a morire di fame.

Fabiola, Marco sapeva che sarei stata in ritardo oggi. Ho preparato la cena, a lui basta scaldarla. Si arrangerebbe anche senza il vostro aiuto rispose Silvana.

Nei dieci anni di matrimonio con Marco, Silvana aveva imparato che la suocera era sempre insoddisfatta e che le sue parole cadevano come una radio accesa dallalba al tramonto, senza mai trovare ascolto.

Allinizio fu difficile. Fabiola era la seconda suocera di Silvana. La prima, Olga Semenza, era una donna discreta: non si intrometteva negli affari del figlio, non dava consigli non richiesti e non si impicciava.

Quando occorreva aiuto, però, era sempre presente. Silvana ricordava le notti in cui Olga vegliava sulla piccola Caterina, che confondeva il giorno con la notte, e le volte in cui la suocera la prendeva per portare la nipotina a fare una passeggiata, dicendole:

Non fare nulla adesso, dormi. Loris arriverà e preparerà la cena da solo.

Quando Caterina compì cinque anni, un grave incidente avvenne nella fabbrica di Alessandro, e Silvana rimase vedova.

Olga, che aveva appena perso lunico figlio, non abbandonò sua nuora né la nipote. I primi tre mesi dopo il lutto vissero sotto lo stesso tetto, sostenendosi a vicenda.

Silvana propose a Olga di continuare a vivere insieme, ma la suocera decise di trasferirsi nel suo appartamento:

Silvana, hai solo ventotto anni. Sei giovane, troverai la tua felicità. Non voglio restare ai tuoi piedi come unombra.

Silvana lasciò Marco tre anni più tardi, ma non abbandonò Olga. I genitori di Silvana abitavano lontano, così la prima suocera divenne quasi una madre, mentre da parte di Caterina non si sentiva più la voce della nonna.

Il comportamento di Fabiola, che si credeva titolare del diritto di regolare la casa della nuora come padrona, colpì profondamente Silvana.

Dopo la prima visita della seconda suocera, Silvana chiese a Marco di spiegare a sua madre che la sua presenza era solo da ospite e che, dunque, doveva concordare ogni visita e comportarsi di conseguenza.

Alla proposta di Fabiola, che voleva aiutare con buone intenzioni, Silvana rispose:

Non ho più diciotto anni. Già allora, quando ho lasciato la casa dei miei genitori, ero abbastanza autonoma.

Dopo sette anni di matrimonio non ho più bisogno di imparare a cucinare o a pulire. Posso insegnare a molti.

Se verrò da te, Fabiola, e passerò con il panno bianco, farò il tuo ispezionista.

Marco, nella sua saggezza, sosteneva la moglie e, se la madre si perdeva nei sentieri, li raddrizzava lui stesso.

Silvana riuscì a far capire a Fabiola che non doveva intromettersi nella gestione della casa né nelleducazione dei figli. Così, quando un anno dopo il secondo matrimonio Silvana divenne madre di un figlio, Fabiola non impose più consigli invadenti, per quanto fosse tentata.

Il problema era che la suocera aveva una amica che le raccontava continuamente come educava la moglie del figlio più giovane.

Fabiola, a sua volta, non aveva nulla di cui vantarsi, tranne il suo costante lamento verso Silvana per il sostegno che offriva a Olga.

Sarebbe bello se quella vecchia fosse una parente vicina! Quando Caterina era piccola, la mandavo destate dalla nonna in campagna diceva, ed ero felice.

Ora la bambina è a scuola, ma Silvana continua a visitare Olga. Sono già passati tanti anni! E Olga si presenta duetre volte a settimana, diceva allamica.

Lanno successivo Silvana si trovò più spesso a casa della prima suocera. Fabiola chiamava Olga la vecchia, anche se aveva solo sette anni in più di lei.

Ma la malattia non fa ragioni e Olga, ormai indebolita, vendette la casa di campagna. Silvana la andava a trovare in ospedale e a casa.

Spendi i soldi di famiglia su persone estranee le rimproverava la suocera.

Non si preoccupi, Fabiola, Olga ha venduto la cascina, ha una pensione decente e non potrà chiedere in prestito a noi rispose la nuora.

Quando la salute di Olga peggiorò, Silvana assunse una badante e prese un congedo per stare con lei mezzora al giorno, mentre Marco era al lavoro e il figlio a scuola.

Tuttavia, queste misure solo ritardarono linevitabile: poco dopo Olga non cera più.

Allora Fabiola mostrò un grande interesse per leredità della prima suocera.

Ha venduto la casa di campagna, ma entro un anno non ha speso tutti i soldi. Inoltre la pensione è buona, deve avere dei risparmi.

E lappartamento di due locali andrà agli eredi rifletteva, ma non osava chiedere a Silvana, temendo una risposta sgradita.

Domandò allora al figlio, ma la risposta non la confortò.

A chi è stato scritto il testamento? Ovviamente a Caterina, è la sua nipote.

E a te, Silvana, che corsi da vecchia? si stupì la madre. Immagino che piangerai!

Non si preoccupi per me disse Silvana. Sapevo da tempo che Olga avrebbe lasciato tutto a Caterina. Lho persino portata dal notaio lanno scorso.

Allora perché ti aggiravi intorno a lei se sapevi che nulla ti spettava? chiese Fabiola. Lasci che Caterina si occupi di lei.

Ti spiegherei, ma temo che non capiresti rispose Silvana.

Nel periodo stabilito leredità fu formalizzata: Caterina ricevette tutti i documenti dellappartamento e il relativo contributo.

Si decise che, finché la ragazza avrebbe vissuto al dormitorio universitario, lappartamento sarebbe stato affittato e i soldi accreditati sul suo conto.

Quando Caterina avrà concluso gli studi, deciderà se tornare nella sua città natale o stabilirsi nella capitale provinciale; a quel punto potrà vendere limmobile e comprarne uno nuovo.

Sentita la notizia dellaffitto, Fabiola propose:

Perché far entrare estranei? Potrebbero rovinare qualcosa. Lasciamo che la piccola Kira vi viva.

Kira, una trentacinquenne, era la figlia più giovane di Fabiola, ancora viveva con la madre. Era attraente, con una buona figura, laureata e occupata; aveva qualche storia damore, ma il matrimonio non sembrava allorizzonte.

Fabiola, preoccupata per la figlia, pensava:

Perché Kira non ha fortuna? Silvana, vedova con un figlio, è riuscita a conquistare Marco!

Credeva che, se Kira avesse avuto una casa propria, avrebbe potuto sposarsi.

Non importa se lappartamento è di Caterina ora ragionava . Tra tre o quattro anni potrebbero succedere cose diverse: magari Caterina troverà un marito con casa e potrà regalarla a Kira. Ma per ora resterà in silenzio.

Il suo disappunto fu enorme quando Caterina rifiutò di far entrare Kira nellappartamento.

Non pagherà come gli altri inquilini disse Caterina. Ho intenzione di chiedere un mutuo in futuro, forse trasferirmi in capitale dopo luniversità.
Avido, vero, Caterina! Pensate solo a voi! Se Kira avesse una casa, si sarebbe sposata già da tre anni.

Mamma, vendi la tua casa a tre locali, compra una a una stanza e dallo a Kira suggerì Marco.

Che idea! si infuriò la madre. Quella è la mia casa a tre locali, non ha nulla a che vedere con le vostre parti. Perché dovrei stringermi in una stanza al tramonto dei miei anni? Ho vissuto tutta la vita in quellappartamento e non mi muoverò altrove.

Non è Marco ad essere curioso, ma voi, intervenne Silvana. Non volete sacrificare la vostra casa per la figlia di unaltra e aprite la bocca a chiunque.

Così Kira rimase con la madre, mentre Caterina affittò il suo appartamento durante gli studi, poi lo vendette e ne comprò uno nuovo nel centro provinciale.

Visitò anche la capitale per una settimana; come si dice, là è bello dove non si è.

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