L’appartamento è stato acquistato da mio figlio: la suocera dichiara la sua verità

Lappartamento è stato comprato da mio figlio: parola di suocera

Ho incontrato mio marito alluniversità. Avevamo entrambi ventanni allepoca e ci definivamo studenti squattrinati, sempre in cerca del miglior caffè al minor prezzo. Lho notato subito, il mio futuro marito: era uno che spiccava per il piglio deciso, la testa sulle spalle, ma soprattutto per il cuore grande. Allinizio eravamo solo amici, ma poco dopo ho capito che tra noi cera ben altro che qualche chiacchiera davanti a un tramezzino.

Dopo qualche mese ci siamo messi insieme. Ricordo ancora con affetto quel periodo, sono certa che gli anni universitari siano stati tra i più belli: zero soldi, ma infinite risate (e pastasciutta).

Un anno dopo, Marco mi ha chiesto di sposarlo. E ci siamo sposati, anche se il budget era quello che era. Niente festoni esagerati, solo una cena semplice con i parenti più stretti e una torta fatta in casa dalla zia, che ha pure dimenticato lo zucchero.

Al secondo anno da sposati, Marco aveva già trovato lavoro. Per un bel pezzo abbiamo vissuto in un minuscolo monolocale; avere un appartamento nostro era un sogno, ma eravamo convinti che prima o poi avremmo trovato una soluzione. Ed eccola che è arrivata: quando è mancata mia nonna, ho ereditato 100.000 euro, mentre Marco era riuscito a mettere da parte qualche risparmio. Con questa cifra, e un mutuo tutto italiano, ci siamo potuti permettere un appartamentino con due camere, sognando già una famiglia numerosa.

Siamo rimasti sposati dieci anni, ma la cicogna non si è mai fatta vedere. Qualche anno fa, però, Marco ha passato un brutto periodo al lavoro: quando lazienda è finita nei guai, il titolare non proprio uno stinco di santo ha deciso che la colpa fosse tutta di Marco, il responsabile della contabilità. Dopo una lunga causa, Marco è stato condannato ingiustamente a quattro anni di carcere. Un vero pasticcio allitaliana.

Ho fatto di tutto per aiutarlo

Abbiamo girato avvocati da Milano a Palermo, ma niente da fare. Le carte erano contro di lui, anche se in realtà aveva solo obbedito al capo. È stata dura, ma ho cercato di sostenerlo con tutta me stessa. Tuttavia, dopo un anno ho capito che avrei avuto bisogno io di una spalla su cui piangere…

Ed ecco che suona il campanello e arriva la suocera, la signora Assunta, decisa come una matriarca calabrese. Mi annuncia che devo lasciare la casa. Mi accusa di essere la causa di tutti i mali di Marco e sostiene che lappartamento sia stato pagato solo con i soldi di suo figlio, quindi io non avrei alcun diritto. Non sapevo che faccia fare: una tale freddezza dalla suocera neanche nei film!

Ho scoperto così che, prima del processo, mio marito aveva dato una delega a sua madre e lei, col supporto del notaio di fiducia, aveva preparato un estratto conto dove risultava che tutte le rate del mutuo erano partite dal conto di Marco. Per la suocera, questi documenti bastano eccome per dire che lappartamento è solo loro e che io dovrei cercarmi una sistemazione altrove, magari dalla mia cara mamma.

Sono confusa, indecisa e abbastanza esasperata. Cosa dovrei fare adesso? Magari farmi adottare da unaltra suocera!

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