La cosa più importante è fare un buon matrimonio. Un marito benestante è la chiave per una vita felice,
suggeriva la madre a Cinzia, lunica figlia dei Rossi. Il padre, rigido come un castello, la proteggeva; la madre la viziava e ripeteva sempre la stessa frase:
La cosa più importante è fare un buon matrimonio. Un marito benestante è la chiave per una vita felice.
Cinzia annuiva, convinta che fosse vero.
Ma dove troverò luomo ricco? Si chiedeva. Alluniversità di Bologna cerano molti ragazzi promettenti, certo, e il fidanzato di Cinzia apparteneva a una famiglia rispettabile.
Il padre, però, non concedeva uscite notturne, cene tra compagni di corso o gite fuori porta: tutto doveva restare sotto il suo sguardo vigile.
Poco dopo il suo fidanzato scoprì unaltra passione, più libera e intrigante di quella che aveva con Cinzia. Quando arrivò il periodo della laurea, non cerano più tempo per le cotte sentimentali.
Con laiuto del padre, Cinzia trovò un impiego in una piccola azienda di famiglia, mentre la madre continuava a dare istruzioni su come gestire la vita domestica. La madre sapeva bene cosa fare: lunica figlia doveva sposarsi in modo brillante, e il destino le presentò un nuovo pretendente, il nipote di una cara conoscente.
Cinziolina, devi guardare questo uomo con più attenzione. È più grande di te, ma questo è un punto a tuo favore, non un difetto. A che ti serve un ragazzino? Rifletti. Alessandro Bianchi è un uomo serio, ha la sua ditta, non dovrai più lavorare.
Ma lui è già sposato, mamma! Ha anche una figlia, quindi ci saranno le tasse di mantenimento!
Non ti preoccupare. La sua ex moglie era poco capace e ormai vive in unaltra città. Non è un problema.
Così i due si conobbero. Il padre di Cinzia rimase silenzioso, da quando la figlia aveva concluso gli studi non si intromise più negli affari femminili. Che siano loro a decidere.
Stranamente, Cinzia trovò Alessandro attraente. La differenza di dieci anni non la turbava; con quellaspetto, anche fra dieci anni sarebbe stato ancora molto affascinante. Elegante, con buone maniere, vestito sempre impeccabile.
Anche Alessandro rimase colpito da Cinzia, e si sposarono.
La madre dei Rossi sospirò di sollievo, avendo compiuto il suo dovere materno, e si dedicò interamente a sé stessa: trattamenti di bellezza, shopping nei grandi magazzini e viaggi al caldo in Sicilia, senza più lonere della figlia.
Cinzia, ispirata da quel modello, non rimase indietro. Il marito le concedeva ogni capriccio e lei viveva per il proprio piacere. Le faccende domestiche erano affidate solo alla cameriera, che già gestiva tutto con discrezione.
Un temporale improvviso squarciò il cielo sereno e, prima che Cinzia potesse reagire, la ex moglie di Alessandro scomparve in circostanze misteriose. Alessandro, ormai vedovo, dovette prendersi cura della figlia della defunta.
Dovrai diventare una seconda mamma, chiamava Alessandro.
Non cera scelta. Luomo non si interessò più ai sentimenti di Cinzia, ma le pose il problema sul tavolo e le chiese di mostrare compassione.
La bambina, Maria, non era colpevole di nulla. Pochi giorni dopo Alessandro la portò a casa con una valigetta logora e uno zainetto scolastico.
Maria era al terzo anno di scuola elementare, alta, silenziosa, quasi muta, come notò Cinzia. Parlava poco, ma il suo sguardo ricordava quello del padre.
Vivere in una grande villa con un padre assente, una matrigna e una domestica era un peso per Maria; non era abituata a quel lusso. Dopo cena correva a lavare i piatti, chiedeva il mocio per spazzare il pavimento, provava a stirare i suoi vestiti e Cinzia si irritava per ogni suo gesto.
Il padre, sempre impegnato con gli affari, tornava a casa tardi e non aveva tempo per coccole o attenzioni. Con la matrigna non era tirchio: a Maria capitava un leggero accarezzamento sulla testa e la domanda: Come va a scuola?.
Cinzia sentì che il suo tempo era schiacciato: non poteva più uscire quando voleva, non poteva più correre al club del fitness al mattino, né dormire a sufficienza, né scorrere i social.
Poi arrivò Maria, e il marito la affidò alla supervisione dei compiti. Cinzia pensò di proporre alla matrigna di mandare la bambina in una buona scuola privata, ma non ebbe il coraggio. Così suggerì:
Capisco che sia difficile per me seguirla nei compiti; non sono una maestra. Ho notato che i voti sono migliorati, ma sarebbe per il suo bene se frequentasse un corso più strutturato.
Alessandro si infuriò, e Cinzia rimase pentita della proposta. Il rapporto si raffreddò, riempiendosi di insoddisfazione e di irritazioni.
Due anni dopo, Cinzia diede alla luce un bambino, Denis. Dovendo trovare una tata, Maria, ormai quasi dodicenne, si offrì volentieri di prendersi cura del fratellino. E fu davvero la migliore tata: faceva i compiti, giocava con Denis, lo intratteneva e lo aiutava a vestirsi.
La cameriera Nini, già sessantanni, iniziò a stancarsi. Cinzia accettò tutto, abituandosi al fatto che Maria aiutasse Nini, mentre lei conservava il suo fascino da signora di società. Denis crescendo amava la sorella maggiore, così come lei lo adorava.
Quando Maria si diplomò, Denis era sul punto di entrare nella prima classe. Lonere di organizzare i suoi studi ricadde sulla sorella, ormai adulta. Maria, iscritta alluniversità per studiare lettere inglesi, iniziò a insegnare a Denis.
Non ti sembra, cara, che tu abbia delegato tutta la cura della casa e del figlio a Maria? le chiese Alessandro, sempre più assente dopo il pranzo, a volte anche la sera.
Cinzia aveva un gruppo di amiche, cene al bar, uscite al teatro, interesse per la moda.
E allora? rispose il marito. La tua figlia fa tutto perfettamente. Nina finge solo di lavorare, cucina e basta.
È proprio così, noi contiamo su Maria per tutto, vero?
Cinzia tacque.
Maria, però, non si lamentava. Un fine settimana scorsa laveva portato a una mostra darte, al museo, a un concerto per bambini. Non era forse abbastanza?
Dopo la laurea, il padre assunse Maria come traduttrice nella sua ditta, che ormai operava oltre i confini italiani e aveva bisogno di uninterprete. Lì incontrò Giovanni Ferri, un giovane brillante del reparto vendite. Lamore sbocciò subito, a sorpresa del padre, che non aveva previsto un flirt tra la sua figlia timida e un collega.
Maria dichiarò al padre che avrebbe voluto sposare Giovanni, insistendo con decisione. Il padre dovette cedere.
Cinzia si rattristò: aveva perso la sua assistente domestica, e Nina, ormai prossima alla pensione, non trovava una sostituta. Il marito non si affrettò a trovare aiuti.
Maria, però, propose:
Aiuterò, mamma, verrò una volta alla settimana a pulire e stirare.
Ma fallo più spesso! replicò la matrigna, infastidita.
Maria si trasferì con Giovanni dopo un sontuoso matrimonio e cominciò a gestire la vita familiare. Giovanni, inizialmente, parlò del suo desiderio di aprire unattività. Abbandonò il lavoro e si mise a scrivere un business plan, ma il progetto faticava a decollare. Il suocero, furioso per limpulsività, rifiutò di aiutarlo, concedendole solo un aumento di stipendio a Maria.
Maria investì i suoi risparmi nel bilancio familiare, talvolta infilando silenziosamente qualche euro al fratellino Denis. Il resto la trascinava a gestire le spese con Giovanni, che amava mangiare fuori, fare vacanze costose e vivere da buongustaio.
Nel frattempo la salute di Alessandro si deteriorò e i partner stranieri uscirono dal suo business. Lazienda lottava per restare a galla. Quando Alessandro comprese che la sua condizione non gli permetteva più di condurre limpresa, fu costretto a venderla.
Maria continuò a lavorare, il nuovo proprietario acconsentì a non licenziarla, ma il suo stipendio si ridusse drasticamente. Alessandro, depresso, non trovò più lavoro dopo la funerale del suocero.
Anche Cinzia e Denis avevano bisogno di sostegno, così Maria tornò a vivere con loro, lasciando Giovanni a riflettere:
Trova un lavoro decente o andremo a divorziare! le disse.
Ma nello stesso momento, Maria sentì una speranza nuova. Alessandro, tuttavia, scoppiò:
Che bambino, svegliati! Nessun lavoro, nessun denaro. Tuo padre ha fallito, ti ha lasciato a mani vuote!
Maria, scioccata, presentò immediatamente la domanda di divorzio, senza attendere il rimorso del marito. Lamore era scomparso, sostituito da una figura incapace e arrogante.
Maria si trasferì a vivere con la matrigna e il fratello, un ragazzo intelligente e diligente a scuola. Le finanze erano ristrette, ma il padre le lasciò qualche risparmio, che usò con parsimonia per la famiglia, senza mai sacrificare i propri desideri.
Nel frattempo, la matrigna, ormai giovane nonna, si affezionò alla bambina appena nata, accudendola con entusiasmo nonostante la scarsa esperienza.
Passò circa un anno. Cinzia sposò il suo vero amore, Marco De Luca, e si trasferì con Denis nella sua casa. Maria rimase nella casa del padre, lavorando da remoto come traduttrice. La matrigna, con il nuovo compagno, faceva la spesa e nei weekend accoglieva la piccola Katia, la figlia di Cinzia.
Denis continuava a visitare la sorella, dicendole che era la migliore del mondo, e lei lo ricambiava con affetto.
Maria, organizza la tua vita, le disse il fratello più grande, rubandole un sorriso rosso. Vuoi che ti presenti al mio professore di educazione fisica? È un bravuomo e non è ancora impegnato. Lo ho già chiesto per te.
Maria rise di cuore, accarezzò i suoi capelli e rispose:
Calmati, fratellino!
La vita continuò, senza grandi drammi familiari: ciascuno trovò la propria felicità. Maria, pur amando la sua famiglia, sognava di trovare anche la sua felicità e il vero amore. E, non molto tempo dopo, il suo sogno divenne realtà.
**Morale della storia:** la felicità non nasce dal denaro o dal rispetto dei ruoli imposti, ma dalla capacità di accettare le proprie responsabilità, di adattarsi ai cambiamenti e di coltivare lAlla fine, Maria capì che la vera ricchezza è la serenità di chi ama e viene amato.






