Mamma, papà, ciao! Ci avevate chiesto di passare, è successo qualcosa? Martina e suo marito Tommaso si sono infilati di corsa in casa dei genitori. In realtà, la cosa è successa da tempo. La mamma era malata, una grave malattia al terzo stadio
Ilaria aveva già terminato un ciclo di chemioterapia e poi le radiazioni. Era in remissione, i capelli ricominciavano a spuntare, ma era ancora presto per tirarsi il cappotto: la salute le vacillava di nuovo.
Martina, Tommaso, buonasera, entrate pure la mamma, pallida e esile, sembrava una ragazzina.
Ragazzi, accomodatevi. Abbiamo una richiesta un po insolita, ascoltateci il papà, Bruno, era un po smarrito.
Martina e Tommaso si sono seduti sul divano, gli occhi fissi sulla madre. Ilaria sospirò, lanciò uno sguardo a Bruno come a cercare conforto.
Martina, Tommaso, non fate storie, ho una richiesta piuttosto strana. In pratica vi prego tanto.
Adottate per noi, papà e io, un bambino, vi prego! Non ci accetteranno per letà, oltre a tutto il resto.
Un silenzio di un minuto.
La prima a riprendere fiato fu la figlia:
Mamma, penso ti sorprenderà, ma stavamo per dirti qualcosa da tempo. Tommaso e io desideriamo un figlio, e già abbiamo due figlie le vostre nipotine, Marta e Teresa.
Non cè garanzia che il terzo sia maschio, ma non è solo questo: la salute non è più la stessa. La mamma è in gravidanza con il cesareo; i medici non raccomandano altri parti. Abbiamo pensato che forse sarebbe stato giusto prendere un bambino dallasilo nido, un maschietto.
Portarlo nella nostra famiglia, un piccolo tesoro. E poi ci dicesti la stessa cosa, mamma. Da dove ti vengono queste idee?
Martina, non so nemmeno da dove cominciare Ilaria accarezzò nervosamente il ricciolino spuntato sulla nuca la cosa è che sto peggio di nuovo.
E allora è arrivata la mia amica, zia Nadia, della vecchia fabbrica, ti ricordi? Prima aveva un neo sopra locchio che quasi lo copriva. Le avevano detto di toglierlo perché potrebbe trasformarsi. Ma Nadia è qui, senza neo, perfetta come non mai.
È andata a trovare la nonna Lina in campagna, le ha parlato, e alla fine Nadia è tornata da noi: Andiamo a vedere la nonna Lina, tutti le vanno in visita, ha aiutato molte persone. Ho pensato: Che sto perdendo?, e siamo partiti.
Martina e Tommaso ascoltavano il racconto di Ilaria, trattenendo il respiro, senza capire bene dove volesse arrivare.
Allora, bambini continuò Ilaria la nonna Lina mi ha fatto una domanda strana: Hai un figlio?
Sapendo che ho una sola figlia, Martina, e due nipotine amate, Marta e Teresa, la nonna ha insistito: E la figlia, che storia cè?
Mi sono sorpresa, perché nessuno, tranne me e Bruno, sapeva del mio aborto tardivo. Doveva nascere un maschietto, il primogenito, per te, Martina.
Ma non è sopravvissuto Ilaria sfregava il bordo della maglietta con le mani tremanti.
E adesso? chiese Martina con gli occhi spalancati.
Come ha detto la nonna Lina: Adotta un bambino. Sono scoppiata in lacrime, come se avessi fallito nel salvare il piccolo.
Ora devo dare calore e amore a un altro bimbo, per ristabilire lequilibrio spezzato.
E sapete, ho capito che è davvero quello che voglio. Con Bruno possiamo offrire al piccolo tutto quello di cui ha bisogno: calore, amore, e niente di più.
Non è per curarmi, è una decisione consapevole: salvare da orfanità e solitudine almeno una vita. Capite?
Mamma, ti ho capito e ti sostengo al 100% Martina, tra le lacrime, si lanciò verso Ilaria Facciamo così!
Martina e Tommaso avevano già parlato con il direttore dellorfanotrofio, volevano adottare un maschietto. Li hanno invitati a vedere i bambini.
Ilaria e Bruno, ovviamente, sono andati anche loro. Nella sala giochi, su un tappeto, giocavano bimbi di tre anni e più.
Mamma, guarda quel ragazzino biondo, ti somiglia, sta costruendo una torre con impegno. Ha persino tirato fuori la lingua per concentrarsi sussurrò Martina, indicandolo.
Ilaria lo guardò, anche lui le piaceva. Ma allangolo della stanza si sentì una voce indistinta.
Ilaria si girò: un bambino più grande, occhi tristi, sussurrava appena udibile.
Hai capito? Parla più forte, non ti sento chiese Ilaria.
Il bimbo fece un passo avanti e ripeté: Zia, per favore, prendimi, ti prometto che non te ne pentirai mai. Prendimi
Martina e Tommaso completarono in fretta tutta la burocrazia e adottarono Niccolò. Marta e Teresa erano al settimo cielo per il nuovo fratellino.
Niccolò si ambientò subito e iniziò a chiamare Martina mamma e Tommaso papà. Passava spesso a trovare la nonna Ilaria e il nonno Bruno, perché la loro casa non era lontana e la scuola era raggiungibile a piedi.
Ilaria lo chiamava strana cosa, mamma Ila, per qualche motivo. Lei, trattenendo il respiro, lo guardava come se fosse davvero suo figlio perduto.
Su insistenza dei medici, Ilaria ha iniziato un nuovo ciclo di cura, ma i trattamenti non la miglioravano: il suo stato peggiorava.
Niccolò le guardava negli occhi, accarezzava i suoi capelli corti.
Mamma Ila, perché sei malata? Voglio che guarisci!
Non lo so, Niccolì, a volte succede, ma farò del mio meglio, te lo prometto Ilaria amava come lui la chiamasse mamma Ila.
Bruno parlò con il chirurgo, che insisteva per unoperazione.
Quali sono le probabilità? chiese Bruno.
Il medico non cercò scuse:
Cinquanta su cinquanta. Faremo di tutto e questo la salverà.
Bruno e Ilaria decisero di andare avanti.
Il giorno dellintervento tutti erano nervosi. Martina non smetteva di chiamare Bruno. Lui aveva organizzato con il dottore di essere aggiornato appena possibile, e Bruno era come un filo di elettricità.
Allimprovviso non capì dove fosse Niccolò. Lo trovò nella loro stanza, vicino alla poltrona con il camice di Ilaria.
Niccolò non sentì lingresso di Bruno, era seduto per terra, con il viso ancorato al camice, piangendo e ripetendo piano:
Mamma Ila, non andare via, non voglio perderti di nuovo, per favore! Voglio che tu sia sempre con me, mamma!
Il suono del telefono fece sobbalzare sia Bruno sia Niccolò.
Chiamava il dottore, voce stanca e priva di allegria; il cuore di Bruno sembrò fermarsi.
Davvero è finita? Ilaria non ce lha fatta?
Bruno? È il dottor Michele, loperazione è andata bene, la tua moglie ha tenuto il passo. È stata una zona critica, ma è sopravvissuta.
Era appesa a un filo, la prima volta che la vedevo così, quasi fosse un angelo che la teneva su nei momenti in cui sembrava che la vita potesse spezzarsi.
Complimenti, sembra che le sia stata concessa unaltra possibilità di vivere, cè ancora un motivo per cui lottare
Grazie, grazie, dottore! Bruno abbracciò Niccolò.
Hai capito, è tutto a posto, la nostra mamma Ilaria è viva, viva! Che gioia che sei qui, piccolo.
Scusa, ma ho sentito che pregavi per la mamma Ila, grazie di cuore, caro figlio mio!






