Mariuccia piangeva accanto alla tomba dell’amica Elena. Era il quarantesimo giorno, ma sulla tomba non c’era nemmeno un fiore…

Sai, Giulia piangeva ancora davanti alla tomba della sua cara amica Laura. Era già il quarantesimo giorno, e sulla tomba neanche un fiore Con il cuore pesante, si incamminò verso casa. Improvvisamente, la raggiunse un uomo.

Vuole che la accompagni? le chiese gentilmente. Alla fermata cè un bel pezzo da fare a piedi. Si accomodi pure, tanto non mi costa nulla. Scusi la domanda, ma chi aveva qui?

Unamica sussurrò Giulia.

Io mia madre. rispose lui, la voce che si rompeva un po.

Allora, dove posso lasciarla?

Alla fermata va benissimo, non vorrei disturbare

Ma guardi che sono libero, la porto dove vuole disse il tizio.

Alla fine la lasciò proprio davanti al portone. Durante il viaggio, le parole si sciolsero, raccontando a mezzo cuore la propria storia Due giorni dopo, lui, che si chiamava Paolo, la aspettava fuori casa per parlarle di nuovo. Ma questa, lasciala che te la racconto dopo.

Vedi, Giulia e Laura erano inseparabili sin dallasilo.

Crescendo, si vestivano allo stesso modo, si scambiavano magliette e sciarpe, ridevano delle stesse cose e della vita.

Anche a scuola sempre insieme, poi pure luniversità, entrambe nello stesso capoluogo: Giulia sognava di diventare medico, Laura aveva scelto dinsegnare.

Sempre un viaggio di andata e ritorno nella vita dellaltra. Si erano persino innamorate quasi tra lo stesso periodo.

Una di un ragazzo semplicissimo di campagna; laltra di un milanese doc.

Laura si sposò in frettissima, quasi avesse paura di perdere l’uomo della sua vita.

Già dopo un anno una bella bambina in casa. Peccato che i suoceri non lavessero mai veramente accettata non corrispondeva, diciamo, alle aspettative della famiglia.

A volte Giulia faceva da babysitter alla figlia di Laura, così i ragazzi potevano uscire. Ovviamente, un po di voglia di divertirsi veniva pure a lei, ma aveva promesso allamica e rispettava la parola.

Poi, un giorno maledetto, i giovani non rientrarono. Solo la mattina dopo Giulia apprese del disastro: erano morti in un incidente, la macchina sbalzata fuori strada.

Dei funerali, Giulia ricorda poco Aveva la bimba tra le braccia: e ora? Il nonno e la nonna paterni non avevano mai voluto saperne di questa nuora, figurarsi ora la nipotina troppo dolore, dissero. Non è sangue nostro.

La mamma di Laura era rimasta sola, con altri tre figli più piccoli ancora a casa. Impossibile occuparsi di una bimba così piccola di appena un anno.

Restava solo lorfanotrofio. Giulia aveva il cuore spezzato. Quella bimba, Ilaria, le era diventata tanto cara. Aveva visto i primi passi, sentito le prime paroline

Già lavorava Giulia, prendeva una stanza da una nonna generosa in centro città. Ma chi mai le avrebbe dato in affido una bambina? Non era sposata, era sola, anche se ce la metteva tutta.

Così la bambina fu portata via. Piangeva solo a pensare a lei, Ilaria.

Marco, posso chiederti una cosa? domandò un giorno al suo fidanzato. Potremmo sposarci? Solo per darmi la possibilità di prendermi cura di lei.

Ma sei fuori?! lui era rimasto di sasso. Non rovino i miei documenti per una cosa così, scordi tutto. Piuttosto trovati qualcun altro così sprovveduto!

Giulia tornò a trovare la sua amica. Era già il quarantesimo giorno. Di fiori, neanche uno sulla tomba di Laura; invece, quella accanto del marito era sommersa dai colori.

Laura, ti prometto che farò in modo che anche qui sia bello… Ma aiutami, ti prego!

Tornando verso casa, alluscita del cimitero, quel signore la fermò.

Vuole un passaggio? Alla fermata è lunga. Dai, si accomodi. Ma se non vuole rispondere non cè problema: chi aveva lì?

Amica

Io la mamma Oggi pure per me sono quaranta giorni. Lei ha qualche problema?

Durante il tragitto, Giulia finì per raccontare tutto.

Eccoci arrivati. Grazie di tutto, davvero e per aver ascoltato.

Due giorni dopo, Paolo era lì fuori casa sua. Quando la vide salire, si fece coraggio.

Giulia, ho pensato. Voglio aiutarti. Sono libero, mi sposerei anche domani!

Lì per lì, Giulia rimase di sasso.

Ma non ha paura?

No, e perché dovrei?

Il mio fidanzato se nè andato appena gli ho chiesto aiuto con la bambina

Io invece aiuto, davvero. Fammi solo capire dove vivresti con la piccola.

Se la signora non mi caccia, rimarremo nella mia stanza. O troverei qualcosaltro

Tranquilla, vieni a stare da me. Domani iniziamo tutta la procedura, si fa tutto in fretta. Non si discute. Casa mia è grande, cè spazio.

Ma una casa? Pensavo avesse solo un appartamento.

Qui in città esistono ancora le case, non solo i palazzi. Mia mamma voleva sempre un giardino, diceva che in condominio si soffoca.

Io capisco, non mi sono mai abituata nemmeno io. Sai, anchio e Laura venivamo dal paese…

Paolo si occupò di tutto. Si sposarono in silenzio e adottarono Ilaria. Un trasloco veloce e si ritrovarono in quella casa piena di spazi e silenzi.

Grazie Paolo. Ora posso cavarmela da sola.

Eh no, da sola niente! Questa resta casa tua. Io non mi metto tra i piedi, ma ci sarò sempre.

Forse farei meglio a prendere un appartamento

Mia moglie che vuole vivere da sola?! Ma va, non scherziamo.

Paolo non le è mai stato addosso, ma era sempre pronto a dare una mano. Giulia, da parte sua, ci teneva a fare tutto in autonomia. Cucina, pulizie, la piccola Ilaria Ma pian piano il sentimento è cresciuto, anche se la paura di ammetterlo restava.

Mamma, perché mi vuoi bene?

Perché sei la mia bambina e questa è la cosa più importante del mondo.

Per Giulia non ci sono state persone più care di Paolo. Lui si prendeva cura di loro come fossero sempre state la sua vera famiglia. A Ilaria voleva davvero bene, come un vero papà.

Per Giulia, Paolo avrebbe fatto di tutto. E un giorno, finalmente, prese coraggio: la sera del terzo compleanno di Ilaria, si inginocchiò davanti a Giulia.

Ma siamo già sposati!

Sì, ma vorrei davvero essere una vera famiglia, non solo su carta.

Anche a me piacerebbe

E così è stato. Una vera famiglia italiana, con tanto di anniversario doppio due date, a distanza di due anni.

Ilaria ha oggi un fratello e una sorella.

È passato tanto tempo. Ilaria è cresciuta, la vita è cambiata, ora sa chi erano i suoi veri genitori e le loro tombe sono ugualmente curate, fiorite tutto lanno.

Nella famiglia di Giulia e Paolo ci sono già nipotini, e persino una pronipote! È una meravigliosa grande famiglia, consapevoli che il destino a volte svolta proprio quando meno ci crediamo. E se passi da Milano, ti racconto il resto davanti a un caffè.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

sixteen + 9 =

Mariuccia piangeva accanto alla tomba dell’amica Elena. Era il quarantesimo giorno, ma sulla tomba non c’era nemmeno un fiore…