Mio marito, a cinquantanni, ha sviluppato una strana abitudine: si ricorda perfettamente quando cambiare lolio dellauto, le date in cui i suoi amici organizzano le uscite di pesca e i giorni in cui la marea è favorevole. Ma le ricorrenze di famiglia sembrano sparire dalla sua memoria come neve al sole.
Di solito cercavo di evitarlo, lasciando bigliettini o facendo domande più che chiare. Ma per il mio quarantacinquesimo compleanno volevo qualcosa di diverso. Venticinque anni di matrimonio pensavo, ingenuamente dovrebbero avergli insegnato almeno questo.
Venerdì mattina, Alessandro corre nervoso per casa, con la canna da pesca e lo zaino in mano.
Giulia, hai visto il mio thermos? I ragazzi mi aspettano già. Oggi il pesce morde bene, torno domenica! Però ci sarà poco campo, eh.
Mi saluta con un bacio frettoloso sulla guancia, nemmeno mi guarda negli occhi:
Non essere triste! Comprati qualcosa di buono.
La porta si chiude dietro di lui. Mi avvicino al calendario, dove la data è ben segnata in rosso: il mio compleanno. Non solo se lè dimenticato, ma ha scelto proprio questo giorno per sparire.
Allinizio mi sento ferita. Poi mi raffreddo divento calma, distaccata. In testa mi nasce una vendetta perfetta, qualcosa che farà sì che questa data non la scorderà mai più. Mi metto allopera, e quando torna a casa trova una sorpresa difficile da dimenticare.
Cosa ho fatto? Te lo racconto qui sotto.
Mio marito aveva una piccola cassaforte, dove metteva da parte i risparmi per un nuovo motore fuori bordo. I soldi erano conservati con cura; il codice lo conoscevo, perché la sua memoria infallibile a volte fa cilecca.
Era una bella somma. Quasi trentamila euro. Apro la cassaforte e prendo una decisione.
Il fine settimana lo passo come non avevo mai fatto prima. Ordino un catering, invito le mie amiche, addobbo la casa con fiori freschi. Musica, risate, prosecco. La sera dopo cena in un ristorante con vista su Firenze. E il mattino relax alla spa.
Per il tocco finale, mi regalo la spilla che ammiravo da mesi, ma che avevo sempre rinunciato a comprare per i nostri progetti.
Domenica sera la porta si apre e Alessandro entra raggiante, con un secchio pieno di pesce.
Guarda qui, che bottino! Che giornata!
Fa un passo in salotto e si blocca. Sul tavolo bottiglie vuote, fiori ovunque, i sacchetti delle boutique migliori poggiati sul divano.
Che succede qui? Abbiamo avuto ospiti?
Sì, rispondo calma. Era il mio compleanno. Quarantacinque anni. Ti ricordi?
Lo vedo gelare. Poi sospira.
Accidenti Giulia, mi è proprio sfuggito ero tutto preso dalla pesca dai, capisci
Certo, lo interrompo. Per quello ho fatto tutto da sola. E il regalo me lo sono scelto da me.
Il suo sguardo corre allo studio. La porta della cassaforte è socchiusa. Sbianca, ci si precipita. Ritorna con lo sguardo vuoto.
I soldi Non cè più nulla. Dove sono i miei risparmi?
Sono qui, sorrido indicando la stanza.
Hai speso tutto? Era per il motore! Due anni che li mettevo via!
E io sono venticinque anni che aspetto attenzioni, rispondo a bassa voce, decisa. Hai dimenticato il mio compleanno. Adesso questa data non te la scorderai più.
Si lascia cadere sul divano. Guarda il secchio di pesce, poi la cassaforte vuota, poi me. Non può fare scenate, perché quei soldi erano comunque della famiglia.
Pulisce il pesce in silenzio.
Sono passati sei mesi. Sta mettendo da parte i soldi per il motore daccapo. Però, ora nel telefono ha mille promemoria: un mese prima, una settimana, un giorno prima di ogni data importante. A volte, le lezioni costano care. Ma questa, di sicuro, non la dimenticherà più.




