Il mio gatto dormiva sempre con mia moglie, spingendosi contro di lei e allontanandomi con tutte e quattro le zampe; al mattino mi guardava con quella sua aria sfrontata e beffarda, mentre io mi lamentavo senza poter farci nulla – tanto era lui il cocco di casa, la “stellina” della moglie, che rideva mentre io restavo fuori dai giochi. A lui veniva preparata la migliore spigola, spinata e servita con la crosticina croccante, mentre a me toccavano solo gli avanzi del pesce che non voleva. Tra spintoni dal divano e piccole vendette, era una vera guerra tra me e il gatto, con i suoi “regalini” nelle mie ciabatte e la moglie che intanto lo coccolava, dicendo che me le meritavo. Finché una mattina tutto cambiò: urlò mia moglie e trovai il nostro randagio di sei chili imbufalito, che si scagliava su di lei come un toro davanti a un drappo rosso. Trascinai mia moglie in camera, tra graffi, urla e artigli, chiusi la porta e passammo il tempo a disinfettarci le ferite, chiamando il lavoro per spiegare che il gatto ci aveva aggrediti e dovevamo correre in ospedale. Poi, all’improvviso, una tremenda esplosione sconvolse il palazzo: la cucina devastata, un camioncino esploso sotto casa, sirene e macerie dappertutto. Restammo storditi, ci voltammo e il nostro “nemico” era in un angolo: piangeva sommessamente, la zampina spezzata. Mia moglie lo prese subito in braccio, corremmo dal veterinario e io, mentre guidavo come un matto, sentivo la musica malinconica di una vecchia canzone italiana alla radio. Il gatto conquistò il cuore di tutti in sala d’attesa, sfoggiando la bendatura, e una volta a casa la moglie gli cucinò di nuovo la sua amata spigola, lasciando le ossa e gli avanzi a me. Ma lui, zoppicante, provò a guardarmi con disprezzo, e io per la prima volta dividendo con lui la mia parte di pesce capii che, pur sentendomi un po’ sfortunato, con una moglie così e un gatto come lui, ero in fondo l’uomo più felice e fortunato del mondo. Da quel giorno il nostro gatto ha dormito solo con me, e ogni notte prego Dio di poterli avere accanto il più a lungo possibile: perché questa, dopotutto, è la vera felicità. Il gatto dormiva con mia moglie. Si accucciava a lei dando le spalle e mi respingeva lontano con tutte
Il mio gatto dormiva sempre con mia moglie, spingendosi contro di lei e allontanandomi con tutte e quattro le zampe; al mattino mi guardava con quella sua aria sfrontata e beffarda, mentre io mi lamentavo senza poter farci nulla – tanto era lui il cocco di casa, la “stellina” della moglie, che rideva mentre io restavo fuori dai giochi. A lui veniva preparata la migliore spigola, spinata e servita con la crosticina croccante, mentre a me toccavano solo gli avanzi del pesce che non voleva. Tra spintoni dal divano e piccole vendette, era una vera guerra tra me e il gatto, con i suoi “regalini” nelle mie ciabatte e la moglie che intanto lo coccolava, dicendo che me le meritavo. Finché una mattina tutto cambiò: urlò mia moglie e trovai il nostro randagio di sei chili imbufalito, che si scagliava su di lei come un toro davanti a un drappo rosso. Trascinai mia moglie in camera, tra graffi, urla e artigli, chiusi la porta e passammo il tempo a disinfettarci le ferite, chiamando il lavoro per spiegare che il gatto ci aveva aggrediti e dovevamo correre in ospedale. Poi, all’improvviso, una tremenda esplosione sconvolse il palazzo: la cucina devastata, un camioncino esploso sotto casa, sirene e macerie dappertutto. Restammo storditi, ci voltammo e il nostro “nemico” era in un angolo: piangeva sommessamente, la zampina spezzata. Mia moglie lo prese subito in braccio, corremmo dal veterinario e io, mentre guidavo come un matto, sentivo la musica malinconica di una vecchia canzone italiana alla radio. Il gatto conquistò il cuore di tutti in sala d’attesa, sfoggiando la bendatura, e una volta a casa la moglie gli cucinò di nuovo la sua amata spigola, lasciando le ossa e gli avanzi a me. Ma lui, zoppicante, provò a guardarmi con disprezzo, e io per la prima volta dividendo con lui la mia parte di pesce capii che, pur sentendomi un po’ sfortunato, con una moglie così e un gatto come lui, ero in fondo l’uomo più felice e fortunato del mondo. Da quel giorno il nostro gatto ha dormito solo con me, e ogni notte prego Dio di poterli avere accanto il più a lungo possibile: perché questa, dopotutto, è la vera felicità. Il gatto dormiva con mia moglie. Si accucciava a lei dando le spalle e mi respingeva lontano con tutte
Il figlio non vuole portare la madre a vivere con lui perché in casa cè già una sola padrona, e quella sono io.
Ascolta, Ginevra la mamma ha portato una pentola nuova, Alessandro sbirciò in cucina, grattandosi la nuca.
Adamo, non voglio ferirti né farti del male, caro mio. Ricordo quando Adamo, allora bambino, si sedeva
Dopo aver ascoltato questa storia da mia amica, il mio modo di vedere le persone è cambiato profondamente
Ciao, ti racconto un po di quello che è successo a casa mia, così ti fai unidea di come vanno le cose
Caro diario, sono uscito sulla terrazza del palazzo di Via San Marco, appoggiato al mio bastone di legno.
Ho vissuto con mia moglie per 34 anni, ma ora mi sono innamorato di un’altra donna e non so cosa fare
Mi chiamo Alberto, ho 65 anni. Sono sposato, ma in età avanzata mi sono innamorato di un’altra donna. Mia moglie ha 62 anni. Abbiamo un figlio adulto, ormai sposato e con bambini.
Quando nostro figlio è cresciuto e si è sposato, ho notato che io e mia moglie siamo diventati quasi estranei.
Andati in pensione, ho desiderato che comprassimo una casa in campagna. Mia moglie non ne era entusiasta, ma l’ho convinta. Poco dopo abbiamo acquistato una bella casetta. Ci siamo trasferiti lì in estate. Io amavo vivere lì, ma a mia moglie la campagna non piaceva: preferiva il divano, i libri e la TV. Si rifiutava nettamente di aiutarmi in giardino, dicendo che non si sentiva bene. E così facevo tutto da solo.
In autunno siamo tornati in città. Mia moglie era felicissima. Io invece dopo una settimana ho fatto le valigie e sono tornato in campagna: lì mi sentivo meglio. Mia moglie è rimasta in città e adesso ci vediamo davvero di rado. In campagna mi sono innamorato di una donna di 60 anni. All’inizio non sembrava interessata, ma ora ci troviamo benissimo insieme. Vorrei divorziare da mia moglie, ma ho molta paura della reazione di nostro figlio. Per ora dico a mia moglie che mi occupo solo della casa, ma in realtà passo molto tempo con la donna che amo.
Mia moglie non sa ancora nulla. Non riesco a decidere se dirle che voglio il divorzio. Non so proprio cosa dovrei fare. Sai, amico mio, ho proprio bisogno di sfogarmi un attimo. Mi chiamo Antonio, ho 65 anni e sono sposato
Ho accettato di badare al bambino della mia migliore amica, senza sapere che era di mio marito.
I miei amici comprano appartamenti e investono nelle ristrutturazioni, mentre la mia fidanzata ha sperperato tutti i nostri risparmi cercando di far crescere il nostro capitale.
Tutti hanno una moglie in gamba, e io invece mi sono ritrovato con una sprovveduta.
Si vantava davanti a tutti dicendo che dopo il matrimonio avremmo comprato casa senza problemi, grazie ai soldi delle buste e all’aiuto della famiglia, ma i suoi genitori hanno detto che, dato che ha voluto sposare un “agente immobiliare senza futuro” a vent’anni e senza laurea, ce la saremmo dovuta cavare da soli. Hanno riso della nostra situazione e io ho dovuto riportare mia moglie dai miei. Giochi di famiglia.
Mio fratello abita già lì con la sua compagna incinta e siamo troppo stretti. I miei genitori ci hanno fatto capire che sarebbe meglio trasferirci, almeno in affitto, ma io volevo risparmiare per un mutuo e acquistare una casa più avanti. Mia moglie era d’accordo con me, diceva di voler andare via il prima possibile, e cosa fa? Spende i nostri risparmi in azioni.
Per cosa? Per farli fruttare.
Mia madre quasi sviene quando gliel’ho detto. E anche a me si spezza il cuore: le nostre azioni sono in perdita, ci vorrà tempo per recuperare. Quindi, o perdiamo qualcosa ora, o rischiamo e aspettiamo, sperando che prima o poi salgano. E così, mentre tutti i nostri amici hanno famiglia e casa, noi abbiamo solo delle azioni!
Mia moglie piange disperata, si pente di essersi fatta ingannare. Ha pure pagato certi loschi individui che promettevano di insegnarle a investire. E io comincio a pensare seriamente al divorzio. Forse non la amo abbastanza, se non riesco a lasciarmi tutto alle spalle e continuo solo a pensare ai soldi che ho guadagnato e risparmiato negli anni, ora andati in fumo.
A ben vedere il nostro matrimonio era fallito in partenza, e tutta questa storia dimostra ancora una volta che sono finito in un tunnel senza uscita perché ho sposato una ragazza ingenua. I miei amici stanno comprando appartamenti e spendono euro per ristrutturazioni, mentre la mia fidanzata
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Non ne posso più di questi weekend sempre uguali! Forse vi è capitato di conoscere quel tipo di persona
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Ma hai visto, Giulia? Tocca qui con il dito, ti prego. Ma questa non è polvere, è feltro! Ci si potrebbe
Allora, non servono a niente da parte vostra dice Marco, alzando gli occhi al cielo. Verità, aspetti